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Il Solleone

20 commenti (espandi tutti)

grazie per la precisazione.

dove sono i dati fino al 2002? nelle "serie storiche" linkate alla pagine che ho indicato il dato mensile piu' recente e' appunto giugno 2008.

vedrei volentieri la figura: per metterla devi postarla online da qualche parte e inserire l'indirizzo dopo aver cliccaro l'icona con "l'alberello" nello spazio dove inserisci i commenti.

sono d'accordo col tuo commento, comunque.  ma resta il fatto che non ci sono tumulti.

Boh, questo è diverso...

Credo che il problema sia qui:

A partire dai dati di gennaio 2009, l’Istituto nazionale di statistica avvia la diffusione degli indici della produzione industriale definiti secondo la nuova classificazione Ateco 2007 e utilizzando come base di riferimento l’anno 2005, coerentemente con quanto stabilito dal Regolamento comunitario sulle statistiche economiche congiunturali. Tale passaggio implica una revisione del sistema di calcolo degli indicatori; le principali caratteristiche dei nuovi indici sono descritte nella nota informativa allegata.

I dati nella sezione archivio non tengono conto del cambio di base di riferimento mentre quelli nel database ConIstat dovrebbero farlo.

 

I dati li ho trovati cliccando "archivio" nella barra rossa a sinistra della pagina che linkavi tu, cioè qui. Il 2002 è l'anno più vecchio in quell'archivio. Ah, occhio che per gli anni più vecchi le colonne della tabella 4 (dati aggregati) sono messe in ordine diverso (dati destagionalizzati al posto dei dati grezzi), per cui copia le colonne e non l'intera tabella.

Il grafico che ho composto è questo:

 

Re(2): Il Solleone

FDG 15/8/2010 - 21:55

orca che picco in giugno 2008, ma che diamine successe durante quel mese?

Grazie! Eh si, proprio un tumulto! Altri due anni di tumulto e torniamo, nel 2012, dove eravamo nel 2008.

Insensati questi dati.

Qualche lettore che lavora all'ISTAT ha qualche idea di quali pasticci facciano con le serie della produzione industriale?

Il punto è puramente accademico: è palese (e non è nemmeno una novità) che Renato Brunetta quando parla di economia parla a vanvera (nonostante abbia fra i consulenti economici fior fiore di esperti statistici provenienti proprio dall'ISTAT).

Rimane comunque un puzzle sia il salto da aprile a giugno 2008, sia l'immediato e successivo crollo. Non scordiamoci che il grande patatrac mondiale è arrivato tra settembre e novembre 2008: com'è che la produzione industriale italiana ha cominciato a crollare 3/4 mesi prima?

infatti a luglio 2008 vedevano ben altro

News 10/07/2008 17.00 | Tutte | Indietro Economia & politica <em>Isae, produzione industriale nel secondo trimestre in calo dello 0,6%<em>

La produzione industriale, stima l'Isae, nel secondo trimestre dell'anno calerà dello 0,6% congiunturale. Secondo le previsioni dell'istituto, la produzione industriale crescerà dello 0,2% a giugno, a luglio registrerà una contrazione dello 0,6% per poi mostrare «un forte balzo ad agosto» crescendo del 2,4%. A maggio, rileva l'Isae, la produzione industriale è calata «più del previsto».

 

 

Ho ricontrollato i dati del grafico e non mi pare di aver fatto cappelle nel tirarli giù dai files originali ISTAT. Questi sono i 4 files che ho usato:

06 agosto 2010 (Giugno 2010)

10 luglio 2008 (Maggio 2008) (la nota sul fatto che il dato di maggio sia provvisorio non cambia niente: ho verificato da un file successivo e la correzione è 0,2)

12 giugno 2006 (Aprile 2006)

12 luglio 2004 (Maggio 2004)

Per quel che vale, ricordo che nell'autunno/inverno 2008 avevo guardato una serie simile e poi ero andato a concentrarmi sulla produzione di beni di consumo durevoli. Il picco c'era stato, con una crescita eccezionale per alcuni mesi. Se la memoria non mi tradisce troppo, la pacchia finiva in aprile/maggio e avevo notato allora come per la mia ditta fosse finita in febbraio/marzo.

Ricordo anche che il calo era stato inizialmente importante, ma non drammatico, dato che rimaneva comunque su livelli superiori agli anni precedenti (voglio dire che se cali da 105 a 103, ma l'anno prima viaggiavi intorno a 98-100, non ti preoccupi molto).

La botta vera si è avuta nell'autunno 2008, dove in effetti i dati ISTAT mostrano produzioni di molto inferiori agli anni precedenti.

La mia valutazione a posteriori (mi ero posto il problema ai tempi del crac Lehman e ho iniziato allora a ragionare sull'economia in generale e a cercare di capire cosa stava succedendo alla mia microditta in rapporto al resto del mondo...) era stata che l'entusiasmo delle vendite a credito era andato aumentando rapidamente a fine 2007 e quindi nell'inverno 2008 noi, ma anche diversi nostri fornitori e clienti, avevamo aumentato bruscamente i nostri investimenti, sia in mezzi produttivi sia in scorte, per far fronte a livelli produttivi che per qualche mese sono stati di molto superiori a quelli a cui eravamo abituati.

Potete immaginare come ci siamo rimasti quando ci siamo ritrovati a dover pagare quel po po' di roba con le vendite asfittiche di questi 2 anni, ma questa è un'altra storia...

Qui riposto il grafico con i simboli sui dati e una scala temporale indicata meglio.

 

Il picco c'era stato, con una crescita eccezionale per alcuni mesi. Se la memoria non mi tradisce troppo, la pacchia finiva in aprile/maggio e avevo notato allora come per la mia ditta fosse finita in febbraio/marzo.

 Ma perchè il picco di giugno? Tutte le ditte hanno consegnato tutti gli ordini prima delle ferie?

è produzione non fatturato

Scusa ma non capisco una cosa, se si va su http://con.istat.it/amerigo/ e si fa "ricerca per aggregato" alla cartella  "Industria; produzione industriale; indice della produzione industriale destagionalizzato; Totale industria escluse costruzioni (B-E) .D" il sistema estrae una tabella storica che NON riporta lo sbalzo del 2008.

Totale industria escluse costruzioni (B-E) .D
2001/1 105,7
2001/2 105,1
2001/3 104,9
2001/4 104,1
2001/5 103,8
2001/6 104
2001/7 102,2
2001/8 104
2001/9 102,4
2001/10 101,8
2001/11 100,4
2001/12 101,7
2002/1 100,9
2002/2 102,1
2002/3 102,7
2002/4 99,7
2002/5 103,1
2002/6 102,1
2002/7 101,8
2002/8 100,6
2002/9 102,5
2002/10 101,3
2002/11 102,9
2002/12 102,1
2003/1 102,9
2003/2 101
2003/3 101
2003/4 102,4
2003/5 99,1
2003/6 100,3
2003/7 101,7
2003/8 99,7
2003/9 100
2003/10 101,1
2003/11 102,2
2003/12 102,6
2004/1 102,2
2004/2 101,5
2004/3 100,1
2004/4 101,9
2004/5 101,8
2004/6 101,2
2004/7 101,4
2004/8 99,5
2004/9 100,7
2004/10 101,4
2004/11 99,9
2004/12 99,8
2005/1 99,1
2005/2 99,7
2005/3 99,7
2005/4 101,6
2005/5 99,4
2005/6 99,4
2005/7 100,9
2005/8 100,4
2005/9 100,6
2005/10 100,5
2005/11 101,7
2005/12 101,4
2006/1 100,5
2006/2 102,6
2006/3 102,9
2006/4 102
2006/5 104,5
2006/6 104,8
2006/7 103,6
2006/8 105
2006/9 104,5
2006/10 104,5
2006/11 104,7
2006/12 108,8
2007/1 105,2
2007/2 106,1
2007/3 106,6
2007/4 104,7
2007/5 106,8
2007/6 106,3
2007/7 106,4
2007/8 110,1
2007/9 106,7
2007/10 105,5
2007/11 104,4
2007/12 103,4
2008/1 107,4
2008/2 106,3
2008/3 107,4
2008/4 108,3
2008/5 104,6
2008/6 105,9
2008/7 103,7
2008/8 101,3
2008/9 99,4
2008/10 96,9
2008/11 93,7
2008/12 89,2
2009/1 86,4
2009/2 83,6
2009/3 80,4
2009/4 80,9
2009/5 82,2
2009/6 81,9
2009/7 84,4
2009/8 83,2
2009/9 83,8
2009/10 84,5
2009/11 85
2009/12 84,3
2010/1 85,9
2010/2 86
2010/3 86,2
2010/4 87,1
2010/5 88
2010/6 88,5


checcot lo ha spiegato in precedenza.

a partire dal 2009, Istat usa serie con base 2005, mentre in precedenza le serie erano con base 2000.

se si scaricano le serie dall'archivio delle press releases dell'Istat e si mettono assieme, viene fuori il salto.

se invece si scaricano dal sito con.istat.it, si trovano attualizzate con la nuova base (e il salto non si vede).

il grafico corretto è quello postato da checcot e la serie corretta quella postata da Pietro Puricelli.

ho dato un'occhiata alle serie storiche e noto tre cose:

1) i dati piu' recenti hanno base 100 nel 2005

2) i dati del 2008 danno come base 100 il 2000

3) In alcune serie storiche la colonna dati grezzi è invertita di posizione con quella dati destagionalizzati.Quindi l'Istat non è coerente con quello che pubblica: cambia posizione delle colonne e chi fa un rapido copia ed incolla potrebbe non notare che sta copiando dati non coerenti.

Un appunto sui grafici: capisco le esigenze di leggibilità che consigliano di evidenziare un fenomeno riducendo la scala dei valori ma sarebbe piu' corretto porre l'inizio della scala con il valore zero, non 80.

Francesco

questo il grafico che ho ricavato dai dati Ufficio studi BANCA d'ITALIA

http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2010/bolleco61/bol...

 

Grazie a tutti per i chiarimenti, ora credo che abbiamo capito a cosa si doveva l'improbabile balzo (pasting di due serie non omogenee) e la fonte degli equivoci.

La serie definitiva e chiara è quella postata qui sopra da Lallo che conferma e rafforza la conclusione:

RENATO BRUNETTA RACCONTA BUGIE!

Si, Grazie a Lallo e a tutti gli altri (Giuseppe e Pietro, in particolare) che hanno spulciati i dati e chiarito la questione! Volevo occuparmene stamattina ma non ho avuto tempo.

Ci siamo, quindi. La serie che ho riportato era quindi coerente e coincide (a parte la frequenza) con questa della BdI.

spesso trovo i rapporti di BdI e dell'ISAE , che pur avendo come fonte i dati ISTAT li riclassifica al bisogno , migliori dei rapporti ISTAT.

Dovrebbero essere buoni anche quelli di Confindustria ma ai comuni mortali è precluso l'accesso.