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Il Solleone

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ho dato un'occhiata alle serie storiche e noto tre cose:

1) i dati piu' recenti hanno base 100 nel 2005

2) i dati del 2008 danno come base 100 il 2000

3) In alcune serie storiche la colonna dati grezzi è invertita di posizione con quella dati destagionalizzati.Quindi l'Istat non è coerente con quello che pubblica: cambia posizione delle colonne e chi fa un rapido copia ed incolla potrebbe non notare che sta copiando dati non coerenti.

Un appunto sui grafici: capisco le esigenze di leggibilità che consigliano di evidenziare un fenomeno riducendo la scala dei valori ma sarebbe piu' corretto porre l'inizio della scala con il valore zero, non 80.

Francesco

questo il grafico che ho ricavato dai dati Ufficio studi BANCA d'ITALIA

http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2010/bolleco61/bol...

 

Grazie a tutti per i chiarimenti, ora credo che abbiamo capito a cosa si doveva l'improbabile balzo (pasting di due serie non omogenee) e la fonte degli equivoci.

La serie definitiva e chiara è quella postata qui sopra da Lallo che conferma e rafforza la conclusione:

RENATO BRUNETTA RACCONTA BUGIE!

Si, Grazie a Lallo e a tutti gli altri (Giuseppe e Pietro, in particolare) che hanno spulciati i dati e chiarito la questione! Volevo occuparmene stamattina ma non ho avuto tempo.

Ci siamo, quindi. La serie che ho riportato era quindi coerente e coincide (a parte la frequenza) con questa della BdI.

spesso trovo i rapporti di BdI e dell'ISAE , che pur avendo come fonte i dati ISTAT li riclassifica al bisogno , migliori dei rapporti ISTAT.

Dovrebbero essere buoni anche quelli di Confindustria ma ai comuni mortali è precluso l'accesso.