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Il Solleone

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Trovato (mio commento del 17 Giugno 2008, 14:20, grazie Giulio).

La vedo così: due anni e qualche mese fa, sulla base dell'evidenza disponibile, non mi sembrava giustificato dare del "cialtrone" a Renato Brunetta, almeno per quanto attiene al suo ruolo di ministro.

Oggi, dopo circa 26 mesi e dozzine d'imbarazzanti atti concreti, penso molto peggio di BR anche (sottolineato) come ministro. Non so se la parola "cialtrone" sia adeguata a descrivere il suo comportamento, ma non mi alzerei di sicuro a difenderlo se qualcuno la utilizzasse.

Sapete, secondo me, qual è il vero problema di BR? Che è un mediocre; è molto mediocre in quasi tutto ciò che fa, con l'eccezione d'una cosa: è molto bravo a promuovere se stesso ed a servire umilmente e fedelmente i propri capi. Quest'ultima eccellenza gli ha permesso di fare una cosa che lui considera una "luminosa carriera".

Io la considero uno spettacolare indice della mediocrità della classe dirigente italiana.

Io parlerei con molto piu' rispetto di Brunetta visto che ha dichiarato che se non fosse stato per il suo impegno politico avrebbe ricevuto il nobel per l'economia.

Brunetta è mediocre e megalomane, però bisogna dargli atto di essere riuscito a ridurre l'assenteismo nella pubblica amministrazione mettendosi contro una categoria di milioni di privilegiati, sindacati, lobby e partiti.
Nell'Italia dell'immobilismo cronico non mi sembra un risultato da poco.

Veramente mi pare che altrove qui su nfA si sia dimostrato che l'effetto Brunetta, se pure c'e' stato, e' stato abbastanza risibile.

 

Qui dicono che le assenze si sono ridotte significativamente.

La riduzione delle assenze dovrebbe essere un obiettivo intermedio : obiettivo finale dovrebbe essere :

a) miglioramento del servizio : c'è stato? Non sono un grande utente della PA ma qualcuno sul forum potrebbe averlo notato.Si può infatti essere presenti e non fare nulla e magari distrarre i colleghi di buona volontà.

b) permettere la riduzione dell'organico.Il 5% in meno di assenteismo su 4 milioni dovrebbe permettere la riduzione dell'organico di 0,2 milioni.C'è stato ; non pervenuto.

E' invece certo che 200000 presenti in più costeranno circa mezzo miliardo di "costi di presenza" ( buoni pasti , indennità ) 

Non so se i servizi della PA siano migliorati. La presenza sul posto di lavoro di per sè non implica l'aumento della produttività, lo sappiamo, ma l'annosa mancanza di tali necessarie condizioni minimali rende velleitario qualsiasi discorso sulla riforma della PA. Ripeto, a me non sembra poco, in questo Paese, in questo tempo.

Nota: la popolarità del Ministro, dovuta al fatto che ha avuto, unico, il coraggio di togliere a milioni di lavoratori ipergarantiti qualche immunità percepita dalla gente come profondamente ingiusta, dovrebbe far riflettere coloro che, per opportunismo o codardia, non osano affrontare la reazione di qualche migliaio di tassisti o farmacisti o agricoltori che per difendere il loro particulare corporativo tengono in scacco la collettività.
Forse ci voleva proprio un ministro mediocre, che agisce per semplificazioni ingenue, perchè accadesse una cosa del genere.

Veramente mi pare che altrove qui su nfA si sia dimostrato che l'effetto Brunetta, se pure c'e' stato, e' stato abbastanza risibile.

Ritengo che quanto affermi non sia corretto, alla data di oggi.  Su nFA sono stati correttamente criticati dati, informazioni e comunicazioni propagandistiche malfatte del ministro, ma alla fine e' stato riconosciuto (come anche da lavoce.info) che l'operato di Brunetta ha conseguito una riduzione dell'assenteismo nella pubblica amministrazione statisticamente significativa migliorativa quindi rispetto alla tendenza comunque in diminuzione degli anni recenti.

Ho affermato quanto sopra basandomi sull'articolo Ma c'e' davvero un "effetto Brunetta"? del 2008, i successivi aggiornamenti (es. assenze per malattia: rettifica) e sul commento (del 2009) di Calvin & Hobbes e successivi, direi che questo "miglioramento statistico" sia quanto meno dubbio che sia dovuto all'operato del ministro. Questo perche' praticamente tutti i suoi provvedimenti sono stati ritirati, e intanto le assenze per malattia continuano a diminuire, come gia' facevano prima del suo intervento.

 

Ho affermato quanto sopra basandomi sull'articolo Ma c'e' davvero un "effetto Brunetta"? del 2008, i successivi aggiornamenti (es. assenze per malattia: rettifica) e sul commento (del 2009) di Calvin & Hobbes e successivi, direi che questo "miglioramento statistico" sia quanto meno dubbio che sia dovuto all'operato del ministro. Questo perche' praticamente tutti i suoi provvedimenti sono stati ritirati, e intanto le assenze per malattia continuano a diminuire, come gia' facevano prima del suo intervento.

Non citi l'ultimo intervento su nFA sul tema, Brunetta:_LaVoce.info_e_l'importanza_di_andare_alla_fonte. Li' puoi leggere:

Cerchiamo quindi di riassumere quello che sappiamo sull'"Effetto Brunetta".

1. La riduzione dell'assenteismo nei due trimestri finali del 2008 c’è. NEI DATI DISPONIBILI, e nel calcolo più ottimista consiste all’ incirca di una riduzione di un 20 per cento dell’assenteismo nel pubblico in eccesso su quello del privato.

Quindi analizzando seriamente e onestamente i dati disponibili RB ha ridotto il differenziale di assenteismo tra pubblico e privato italiano del 20%.  Sarebbe auspicabile che fossero disponibili piu' dati, e sarebbe auspicabile che RB coadiuvato da una stampa scadente e imbrogliona non facessero ridicole campagne di propaganda e disinformazione condite di dati campati in aria, ma alla fine di tutto, per quel che si puo' capire, la riduzione di assenteismo c'e' e non e' disprezzabile.

Ho riletto adesso l'articolo, grazie del link. Eppure anche li', subito sotto la prima conclusione, c'e' la seconda:

2. Se si tiene conto dell’effetto della selezione del campione, questo effetto si potrebbe ridurre in modo considerevole.

Il che significa essenzialmente che il 20% e' l'ipotesi piu' ottimistica (come correttamente citato nella conclusione 1). Sono comunque convinto che ci sia del bias in me - se non altro, perche' da un Nobel in pectore mi aspetterei molto di piu'.

Oltretutto rimane irrisolta (almeno così mi pare) una questione non trascurabile. Questo xx% che ha smesso di stare a casa è tornato a lavorare o è semplicemente tornato in ufficio? In certi settori dell'amministrazione pubblica le due cose non sono coincidenti.

confermo la riscostruzione di alberto: 20% e' la stima al piu' attendibile stando ai dati rappresentativi del 2008 e del 2009 (ragioneria generale e istat). indubbiamente un risultato tangibile.

notate che brunetta continua a reclamare un 30% sulla base della sua indagine (che non sconta il trend comune al settore privato, cosa che VA fatta, e che evidentemente qualche problema di autoselezione ce l'ha, anche se non drammatico come inizialmente pensavo io: i dati lo hanno dimostrato e io i dati li prendo seriamente).

continuero' ad aggiornarvi man mano che vengono rilasciati i nuovi dati.