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Il Solleone

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Ho affermato quanto sopra basandomi sull'articolo Ma c'e' davvero un "effetto Brunetta"? del 2008, i successivi aggiornamenti (es. assenze per malattia: rettifica) e sul commento (del 2009) di Calvin & Hobbes e successivi, direi che questo "miglioramento statistico" sia quanto meno dubbio che sia dovuto all'operato del ministro. Questo perche' praticamente tutti i suoi provvedimenti sono stati ritirati, e intanto le assenze per malattia continuano a diminuire, come gia' facevano prima del suo intervento.

 

Ho affermato quanto sopra basandomi sull'articolo Ma c'e' davvero un "effetto Brunetta"? del 2008, i successivi aggiornamenti (es. assenze per malattia: rettifica) e sul commento (del 2009) di Calvin & Hobbes e successivi, direi che questo "miglioramento statistico" sia quanto meno dubbio che sia dovuto all'operato del ministro. Questo perche' praticamente tutti i suoi provvedimenti sono stati ritirati, e intanto le assenze per malattia continuano a diminuire, come gia' facevano prima del suo intervento.

Non citi l'ultimo intervento su nFA sul tema, Brunetta:_LaVoce.info_e_l'importanza_di_andare_alla_fonte. Li' puoi leggere:

Cerchiamo quindi di riassumere quello che sappiamo sull'"Effetto Brunetta".

1. La riduzione dell'assenteismo nei due trimestri finali del 2008 c’è. NEI DATI DISPONIBILI, e nel calcolo più ottimista consiste all’ incirca di una riduzione di un 20 per cento dell’assenteismo nel pubblico in eccesso su quello del privato.

Quindi analizzando seriamente e onestamente i dati disponibili RB ha ridotto il differenziale di assenteismo tra pubblico e privato italiano del 20%.  Sarebbe auspicabile che fossero disponibili piu' dati, e sarebbe auspicabile che RB coadiuvato da una stampa scadente e imbrogliona non facessero ridicole campagne di propaganda e disinformazione condite di dati campati in aria, ma alla fine di tutto, per quel che si puo' capire, la riduzione di assenteismo c'e' e non e' disprezzabile.

Ho riletto adesso l'articolo, grazie del link. Eppure anche li', subito sotto la prima conclusione, c'e' la seconda:

2. Se si tiene conto dell’effetto della selezione del campione, questo effetto si potrebbe ridurre in modo considerevole.

Il che significa essenzialmente che il 20% e' l'ipotesi piu' ottimistica (come correttamente citato nella conclusione 1). Sono comunque convinto che ci sia del bias in me - se non altro, perche' da un Nobel in pectore mi aspetterei molto di piu'.

Oltretutto rimane irrisolta (almeno così mi pare) una questione non trascurabile. Questo xx% che ha smesso di stare a casa è tornato a lavorare o è semplicemente tornato in ufficio? In certi settori dell'amministrazione pubblica le due cose non sono coincidenti.

confermo la riscostruzione di alberto: 20% e' la stima al piu' attendibile stando ai dati rappresentativi del 2008 e del 2009 (ragioneria generale e istat). indubbiamente un risultato tangibile.

notate che brunetta continua a reclamare un 30% sulla base della sua indagine (che non sconta il trend comune al settore privato, cosa che VA fatta, e che evidentemente qualche problema di autoselezione ce l'ha, anche se non drammatico come inizialmente pensavo io: i dati lo hanno dimostrato e io i dati li prendo seriamente).

continuero' ad aggiornarvi man mano che vengono rilasciati i nuovi dati.