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La privatizzazione dei servizi idrici

18 commenti (espandi tutti)

Da trentenne cittadino milanese constato che da quando ho memoria il servizio di acqua potabile funziona bene e costa poco. Onestamente non vedo proprio cosa avrei da guadagnare come utente da un'eventuale privatizzazione. In particolare dubito fortemente una riduzione delle tariffe.

beh, la stessa cosa si poteva dire dell'alitalia... il cui passivo gravava sulla fiscalità generale.

si pensa cioè che nella gestione pubblica del servizio ci siano delle importanti inefficenze, tutte risorse che si potrebbero impiegare in altri servizi pubblici o in riduzione delle tasse.

<beh, la stessa cosa si poteva dire dell'alitalia... il cui passivo gravava sulla fiscalità generale.>

Dove sarebbe scritto che l'AEM e' in passivo?

<si pensa cioè che nella gestione pubblica del servizio ci siano delle importanti inefficenze, tutte risorse che si potrebbero impiegare in altri servizi pubblici o in riduzione delle tasse.>

Ne sei davvero convinto in base a fatti che puoi citare o e' giusto una opinione personale?

se aem è in attivo, è la stessa cosa: potrebbe voler dire che ha tariffe troppo alte e c'è spazio per ridurle.

mancando la pressione che da la concorrenza, ogni dubbio è lecito. il fatto che il management sia di nomina politica e che non sia molto ambito dalle imprese private non è in discussione, credo.

alle strette, la questione è tutta qui.

 

<se aem è in attivo, è la stessa cosa>

non e' la stessa cosa. dire che una azienda perde quando non e' vero e' a mio parere una leggerezza probabilmente frutto del recepimento acritico di idee altrui.

io non ho mica detto che aem perde, bensì alitalia. pregasi rileggere, senza polemica.

aem lavora in un sistema di monopolio eterno, ci mancherebbe che non guadagnasse.

 

 

<beh, la stessa cosa si poteva dire dell'alitalia... il cui passivo gravava sulla fiscalità generale.>

se aem è in attivo, è la stessa cosa: potrebbe voler dire che ha tariffe troppo alte e c'è spazio per ridurle.

ho riportato qui sopra le tue parole. invece di arrampicarti sugli specchi faresti meglio a tacere

 

avresti dovuto riportare tutto, non credi?

"la stessa cosa " era riferito alle osservazioni di nearco, che si dichiarava soddisfatto del servizio e della tariffa della municipalizzata milanese.

io ho osservato che la soddisfazione dell'utente NON implica di per se la buona gestione della cosa pubblica, in quanto magari "la stessa cosa", cioè un utente soddisfatto, ci sarebbe potuta essere anche con alitalia, dove però le inefficenze si vedevano nel bilancio.

non ho proprio detto che aem era in passivo, non era nemmeno necessario al senso del mio discorso, alla fin fine anche piuttosto banale.

sono probabilmente stato molto più incauto nell'ipotizzare un utente-Alitalia soddisfatto, come mi è stato fatto notare con garbo da gmack...

più semplice di così, non riesco.

 

 

 

Solo una puntualizzazione: la gestione dell'acqua è solo una parte del bilancio di AEM, possono benissimo essere uno in attivo e l'altro in perdita.

No Dragonfly, tutto si può dire di Alitalia meno che dia un buon servizio e costi poco :-)

Inoltre e più importante, se reputo che la privatizzazione di Alitalia non mi dia buoni risultati come utente, posso volare con un'altra compagnia, prendere il treno etc. Se non sono soddisfatto dell'azienda che gestisce l'acquedotto a cui sono allacciato che faccio ? La doccia con la Perrier ?

 

non ho certezze sull'argomento, dovrebbe funzionare così: la concessione del servizio ha una scadenza, se ho dato cattiva prova difficilmente mi verrà rinnovata.

se ho dato pessima prova, cioè sono stato inandempiente alle condizioni specificate nella gara d'appalto, potrò essere revocato anche prima, e poi ci sono le conseguenze civili e penali.

le municipalizzate fanno parte della "mano morta" politica che , nella migliore delle ipotesi, è interessata a mantenere un centro di spesa e di potere.

forse si può fare qualcosa di meglio, perchè non provarci?

le obiezioni sulla "sicurezza e salute" sono come i richiami patriottardi-sciovinisti: l'ultimo rifugio dei mascalzoni. finora qua ne ho viste poche, bene.

 

 

E sì, certo che "dovrebbe" funzionare così. Il problema è se poi funzioni così davvero. Come dico nel post più sotto, io non sono pregiudizialmente ostile alle privatizzazioni, anzi. Solo che in un caso come questo, dove l'utente/consumatore non può esprimere preferenze dirette scegliendosi il gestore quale magico meccanismo mi garantirebbe di avere un buon servizio a un prezzo ragionevole ?

Ah già ma tu dici: 

la concessione del servizio ha una scadenza, se ho dato cattiva prova difficilmente mi verrà rinnovata.

Difficilmente ? uhm vediamo, di che paese stavamo parlando.. la Svezia ? la Germania ? Ah no mi sa che nello specifico parlavamo dell'Italia. Beh allora no, mi spiace non mi hai convinto. Non ho più l'età per credere alle favole. 

Dragonfly son contento per te, sei di certo molto giovane......

 

E sì, certo che "dovrebbe" funzionare così. Il problema è se poi funzioni così davvero. Come dico nel post più sotto, io non sono pregiudizialmente ostile alle privatizzazioni, anzi. Solo che in un caso come questo, dove l'utente/consumatore non può esprimere preferenze dirette scegliendosi il gestore quale magico meccanismo mi garantirebbe di avere un buon servizio a un prezzo ragionevole ?

Ah già ma tu dici: 

la concessione del servizio ha una scadenza, se ho dato cattiva prova difficilmente mi verrà rinnovata.

Difficilmente ? uhm vediamo, di che paese stavamo parlando.. la Svezia ? la Germania ? Ah no mi sa che nello specifico parlavamo dell'Italia. Beh allora no, mi spiace non mi hai convinto. Non ho più l'età per credere alle favole. 

Dragonfly son contento per te, sei di certo molto giovane......

 

 

non ho capito se, rispetto a virtuosi popoli nordici,  la nostra debba essere ritenuta una inferiorità antropologica culturale, lunga da superare, oppure proprio genetica, ancora più lunga! in entrambi i casi non sarebbe meglio cominciare il prima possibile?

certo, a una certa età, lo status quo tranquillizza: proprio su queste pagine ho imparato il significato dell'acronimo FUD, prediletto dalle classi politiche; bisogna tenerne conto, con la  gentilezza e comprensione che si porta verso i genitori, però la difesa dello status quo è ovviamente paralizzante e NON è un argomento valido, in quanto lo si può usare con tutto.

 

 

 

Dragonfly se tu pensi che la nostra società, la nostra economia, la nostra cultura politica sian meglio di quelle dei "virtuosi popoli nordici", sono contento per te dato che - mi pare di capire - anche tu vivi in Italia. Dato però che ci vivo anch'io, non riesco ad essere d'accordo. A me pare evidente che certe ricette applicate alla realtà italiana semplicemente siano destinate a fallire, non ci sono le condizioni fai tu se antropologiche o genetiche, io penso soprattutto culturali e politiche perché possano funzionare. 

Come scrivo nel post più sotto, io credo che il problema principale di questo paese sia la commistione di interessi pubblici e privati che domina la nostra vita politica ed economica e NON considerazioni teoriche sull'efficienza dei mercati contrapposti all'inefficienza del settore pubblico, che nel nostro caso almeno mi paiono veramente marginali. Dobbiamo "cominciare" da lì, inutile mettere in mano al concessionario A amico del politico B la gestione dell'acqua del comune C, sperando che A efficienti i processi allo scopo beninteso non di guadagnare di più, ma di far risparmiare i cittadini di C, altrimenti alla scadenza della concessione B (suo amico) sai, poi non gli rinnova la concessione.

 

Ma ti pare che tutto ciò possa accadere in Italia ? ma per favore !

 

A me tutto questo dibattito sulla privatizzazione dell'acqua sembra fuori della realtà.

Se le istituzioni non funzionano o funzionano male, inutile attendersi miracoli dal mercato. Cominciamo da lì, dalle istituzioni, invece che a privatizzare qualunque cosa solo perchè ci piace il suono della parola. Piace anche a me se per questo, ma ci devono essere le condizioni e qui, in questo specifico caso almeno, non le vedo proprio.

 

 

 

 

Io però un po' m'incazzo quando una discussione finisce in "non si può fare, sai siamo in Italia, si sa come vanno a finire le cose qui".

La prima reazione è quella di sbottare con un bel "EH NO! <parolaccia a caso>"

Poi è chiaro che la teoria se la deve vedere con la pratica, ma visto che le cose sono fattibili, perché altri ci riescono e non sono diversi da noi per motivi divini o astrali, direi che è il caso di farle, anche a costo di metterci 2'000 anni.

Poi se l'età è determinante prendiamone atto, se ad un certa età ci si è rassegnati a vivere in un postaccio facciamo una regione a statuto speciale e trasferiamoci tutti i rassegnati anziani dentro che io in quest'Italia ci devo passare ancora i 2/3 della mia vita e lasciatemelo dire non ho mica voglia di vivermela così...

Ti ringrazio per questa simpatica idea di domiciliazione coatta, ma non credo mi interessi fare il rassegnato anziano-deportato.

Cioè fammi capire, io dico: guardate che privatizzare l'acqua, in un contesto politico-sociale degradato come quello italiano, presenta molti più rischi che opportunità e quindi non è da fare.

Tu (e non solo tu) che fai ? Anzichè argomentare in modo puntuale ti incazzi con me perché è chiaro il problema sono io, se sto zitto e non do fastidio il problema è risolto (o perlomeno nessuno se ne accorge) e la privatizzazione la facciamo lo stesso. Guarda, tu forse non ti troverai tanto male qui, dato che sei perfettamente in linea con la cultura di maggioranza che ritiene che se uno evidenzia un problema non bisogna risolvere il problema ma fare star zitto chi lo ha sollevato.

Altrimenti detto, siete VOI quelli che sono rassegnati a vivere in un postaccio, continuando ad alimentare i meccanismi che lo rendono tale.

Allora, primo, per togliere ogni dubbio, io (soprattutto su un forum) m'incazzo con quello che viene detto e non con chi lo dice.

Per il resto andiamo con ordine.

Io non ho detto che la privatizzazione si ha da fare lo stesso in ogni caso.

Io contestavo il principio secondo il quale certe cose qui non si devono fare perché siamo in Italia.

E' chiaro che di deve tener conto del contesto reale, ma qui si sta discutendo di un referendum (e di tutto un "concetto") che vuol far passare (o anche se non vuole fa passare) l'idea che privatizzare l'acqua sia MALE, punto.

Il "concetto" non è "privatizzare nell'attuale contesto sociopolitico è rischioso", è "privatizzare è male, viva il socialismo e la libertà!".

Mentre il post e i commenti cercano di sviscerare le implicazione di una privatizzazione dell'acqua in senso generale.

Poi io non ho affermato in nessun punto del mio post che sono d'accordo con la privatizzazione dell'acqua, non ne ho proprio parlato. Ho dei dubbi, che tenterò di chiarire con un altro commento quando avrò tempo.

E mi scuso per l'idea della domiciliazione coatta, ma sa mi era parso di leggere che certe argomentazioni erano invalide perchè "ggiovvani" e col caldo si presto ad incazzarsi ;)

E' che non ti ricordi di quanto avvenne  nel 1985, quando l'acqua degli acquedotti lombardi si trovo' ad avere un contenuto di atrazina superiore a quello stabilito dalle norme vigenti all'epoca. Probabilmente non ricordi anche come venne risolto il problema: innalzando i limiti con un decreto del ministro della Sanita Degan che innalzo' di dieci volte il limite ammesso. Il suo successore Donat Cattin reitero' il decreto.

Aggiungo che attualmente i laboratori che controllano la qualita' dell'acqua sono o direttamente di proprieta' delle aziende distributrici dell'acqua (come nel caso di Hera all'impianto del Setta), o di proprieta' dello stesso padrone (il "pubblico", tramite l'ARPA) ed a lui rispondono in funzione di criteri che non sempre sono tecnici.

Io di controllori che controllano se' stessi, in generale, non mi fido, perche' io sono malfidente di natura.

Infine so per certo che l'azienda acquedottistica di Milano (ma sono nella stessa situazione praticamente tutte le aziende degli acquedotti italiane, a partire da Bologna) avrebbe la necessita' di chiudere gli attuali pozzi e riperforarne dei nuovi con criteri scientifici per evitare di degradare ulteriormente le falde profonde (quelle in teoria al riparo da episodi come quello dell'atrazina). Non lo possono fare perche' non vengono accantonati fondi per eseguire i lavori.

Non voglio entrare nel tecnico (non avrei problemi a farlo, ma qui siamo su un sito di economisti, non di idrogeologi) e spiegare esattamente cosa c'e' che non va nei pozzi in uso ora, ma comunque e' in vigore una legge (con una direttiva esplicativa) dal 1977 che impone che i nuovi pozzi seguano dei criteri poco piu' che di "buon senso". I pozzi in sfruttamento in quasi tutta Italia attualmente non li seguono. E andrebbero adeguati.

Magari, chissa', ad un privato potrebbe essere imposto di pensarci lui, a modernizzare i pozzi e gli impianti.

Di sicuro negli ultimi 30 anni il pubblico non lo ha fatto.

Io, sinceramente, tutta questa "buona gestione" dell'acqua negli ultimi 30 anni non la vedo. Anzi, vedo un sistema di gestione che spreca buona parte dell'acqua immessa nelle tubazioni, che la prende dal sottosuolo con impianti obsoleti e pericolosi per le falde, che autocertifica la bonta' del proprio operato, che non e' stato in grado di pianificare in modo scientifico l'uso della risorsa "acqua sotterranea" perche' non e' in grado di conoscere quanta acqua viene prelevata legalmente e abusivamente, dal sottosuolo.

I privati potrebbero fare peggio? Forse si', forse no, ma il pubblico ha fatto il peggio che poteva e credo proprio sia ora di cambiare.