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La privatizzazione dei servizi idrici

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E' che non ti ricordi di quanto avvenne  nel 1985, quando l'acqua degli acquedotti lombardi si trovo' ad avere un contenuto di atrazina superiore a quello stabilito dalle norme vigenti all'epoca. Probabilmente non ricordi anche come venne risolto il problema: innalzando i limiti con un decreto del ministro della Sanita Degan che innalzo' di dieci volte il limite ammesso. Il suo successore Donat Cattin reitero' il decreto.

Aggiungo che attualmente i laboratori che controllano la qualita' dell'acqua sono o direttamente di proprieta' delle aziende distributrici dell'acqua (come nel caso di Hera all'impianto del Setta), o di proprieta' dello stesso padrone (il "pubblico", tramite l'ARPA) ed a lui rispondono in funzione di criteri che non sempre sono tecnici.

Io di controllori che controllano se' stessi, in generale, non mi fido, perche' io sono malfidente di natura.

Infine so per certo che l'azienda acquedottistica di Milano (ma sono nella stessa situazione praticamente tutte le aziende degli acquedotti italiane, a partire da Bologna) avrebbe la necessita' di chiudere gli attuali pozzi e riperforarne dei nuovi con criteri scientifici per evitare di degradare ulteriormente le falde profonde (quelle in teoria al riparo da episodi come quello dell'atrazina). Non lo possono fare perche' non vengono accantonati fondi per eseguire i lavori.

Non voglio entrare nel tecnico (non avrei problemi a farlo, ma qui siamo su un sito di economisti, non di idrogeologi) e spiegare esattamente cosa c'e' che non va nei pozzi in uso ora, ma comunque e' in vigore una legge (con una direttiva esplicativa) dal 1977 che impone che i nuovi pozzi seguano dei criteri poco piu' che di "buon senso". I pozzi in sfruttamento in quasi tutta Italia attualmente non li seguono. E andrebbero adeguati.

Magari, chissa', ad un privato potrebbe essere imposto di pensarci lui, a modernizzare i pozzi e gli impianti.

Di sicuro negli ultimi 30 anni il pubblico non lo ha fatto.

Io, sinceramente, tutta questa "buona gestione" dell'acqua negli ultimi 30 anni non la vedo. Anzi, vedo un sistema di gestione che spreca buona parte dell'acqua immessa nelle tubazioni, che la prende dal sottosuolo con impianti obsoleti e pericolosi per le falde, che autocertifica la bonta' del proprio operato, che non e' stato in grado di pianificare in modo scientifico l'uso della risorsa "acqua sotterranea" perche' non e' in grado di conoscere quanta acqua viene prelevata legalmente e abusivamente, dal sottosuolo.

I privati potrebbero fare peggio? Forse si', forse no, ma il pubblico ha fatto il peggio che poteva e credo proprio sia ora di cambiare.