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La privatizzazione dei servizi idrici

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Non si corre il rischio con le concessioni ai privati che o il costo dell'acqua aumenti vertiginosamente oppure il livello dei controlli sia drasticamente ridotto?

E' per questo che è fondamentale la chiarezza e la buona costruzione dei capitolati d'appalto.

Tariffe e meccanismi di revisione devono essere stabiliti a priori, così come gli indicatori di performance e i controlli da effettuare.  Così facendo questi rischi vengono eliminati o quantomeno fortemente ridotti.

In teoria, affidando la gestione a un privato ottengo pure una separazione netta fra controllore e controllato che certamente non peggiora la qualità dei controlli.

In concreto, privatizzare può essere utile se esistono delle inefficienze di gestione, di qualunque tipo esse siano.  Aumentare progressivamente le tariffe con la quantità consumata, anche avendo un suo senso, non è un meccanismo che elimina le inefficienze.

Re(1): Domanda

saul 25/8/2010 - 12:42

E' vero, condivido la spiegazione da un punto di vista teorico, ma nella pratica ho il forte timore che i contratti di appalto non sarebbero "blindati" a dovere.

Nel dubbio, di fronte ad un referendum, voterei per mantenere la gestione dell'acqua pubblica (l'esperienza delle privatizzazioni in Italia insegna), nella speranza che in un futuro una  classe politica meno scadente dell'attuale possa realmente gestire tale questione avendo come obiettivo l'interesse della collettività (il che non necessariamente dovrebbe coincidere con l'ingresso di privati, ma anche semplicemente in una razionalizzazione della gestione pubblica, perchè secondo me non è vero che la gestione pubblica debba comportare necessariamente inefficienze. E' inefficiente perchè fa comodo ad alcuni che lo sia).