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La privatizzazione dei servizi idrici

11 commenti (espandi tutti)

"E sarebbe solo per il gravissimo peccato di abitare in una terra difficoltosa che dovrei pagare uno costo sproporzionato rispetto a chi abita in città?"

Forse si - se il costo di produrre il servizio nella terra difficoltosa e' "sproporzionato" rispetto a produrlo in citta'.

Con questa logica allora i residenti in aree lontane dovrebbero pagare di più per mandare i figli a scuola, pagare di più per la consegna delle lettere, pagare di più per il medico di base ecc. ecc. Ma non ti sembra un potentissimo incentivo a spopolare quelle aree con il conseguente danno sociale incalcolabile?

Ma già adesso pagano di più, nella misura in cui per fare qualunque cosa devono farsi dei chilometri in automobile.

Non sono d'accordo quando parli di incentivi e di danni sociali incalcolabili. C'è chi preferisce vivere in città perché ha tutto sotto casa, lavora lì, ha trasporti frequenti, ha gli amici, può uscire la sera eccetera, e c'è chi vive in campagna perché gli piace la tranquillità della natura e l'aria pura, lavora lì, gli piace girare in bicicletta, la sua famiglia ha sempre vissuto lì e si trova bene, i suoi figli vivono in un ambiente più sano eccetera, ed è disposto per questo a pagare di più - anche solo sotto forma di trasporti più scomodi e costrizione a usare l'auto/possederne una per ogni membro della famiglia, e farsi un quarto d'ora di macchina per prendere giornale e sigarette. Succede già oggi... Ognuno si sceglie la sua strada. :-)

Fabrizio

E poi non è mica vero che vivere in città costa meno.

Comparate i prezzi di un appartamento in centro con quelli di una casa di campagna...

Se il governo (locale o nazionale) decidesse che da oggi si paga di più l'acqua, la scuola, la posta ecc. in aree rurali/montane questo rappresenterebbe un chiaro disincentivo a stabilirvisi o a restarvi.

I danni sociali sono incalcolabili in senso "tecnico": non c'è un'unità di misura, si possono solo ipotizzare le conseguenze negative dello spopolamento (in realtà ci sono già le esperienze dell'industrializzazione degli anni 50-60, ok non tutte negative ovviamente!)

D'accordissimo che chi vive lontano dalla città paga già di tasca sua per spostarsi e avere certi servizi (en passant, facendo avanti e indietro dalla città in macchina inquina...). Resta il fatto che non sempre uno può scegliere liberamente la localizzazione.

In aree del genere la situazione è gia cosi : le aziende hanno costi maggiori, i dipendenti stipendi più bassi ed i servizi offerti sono inferiori (ad esempio quelli ospedalieri !) quindi  la gente emigra verso zone più ricche, è così da che mondo e mondo. Il danno "incalcolabile" si è gia verificato nella zona tra liguria e piacentino, nella zona a nord di Varese, e in vaste aree appenniniche del centro-sud Italia. Non voglio dire che sia giusto o meno, voglio solo dire che l'acqua sarebbe solo un aspetto della questione.

Teoricamente la privatizzazione se fatta in un certo modo (quindi parlo MOLTO teoricamente) potrebbe migliorare la situazione in certe zone dove l'acqua manca o è poca perchè il privato avrebbe tutto l'interesse a raggiungerle con il suo servizio per aumentare i suoi clienti.

Si, certo sarebbe un incentivo a spopolare quelle aree. Se pero' il consequente danno sociale e' tale da giustificare un sussidio a vivere in quelle aree e' una questione (non ovvia) che deve essere decisa politicamente - come detto nel paragrafo successivo del mio commento:

"E se la differenza tra i due costi non la pagassi tu, la dovrebbe pagare qualcun altro - in qual caso e' meglio che forme e livelli del sussidio (a te) e della tassa (al qualcun altro) siano espliciti e decisi pubblicamente come scelta politica."

Per esempio, qual e' il beneficio sociale dell'avere un certo livello di popolazione nel villaggio montano? E' un beneficio solo per chi vive nella valle vicina (nel qual caso potremmo tassare solo loro) o per la popolazione regionale o nazionale in genere (nel qual caso potremmo usare tasse regionali o nazionali)? O e' un beneficio solo per chi vive nel villaggio montano (nel qual caso, se si decide di dare il sussidio lo stesso, sarebbe forse meno iniquo tassare la popolazione nazionale)? 

Non ti sembrano queste delle questioni politiche che dovrebbero essere discusse apertamente invece di nasconderle in un obbligo di far pagare a tutti gli abitanti del comune o provincia il costo medio dell'acqua (o dell'elettricita' o del telefono ecc.)?

(btw, tra l'altro, anche se si decidesse di far pagare la tassa ai valligiani dello stesso comune, potrebbe comunque essere meglio usare la tassazione comunale generica (non so come funzioni in Italia adesso) piuttosto che tassare solamente - e implicitamente - il consumo di acqua)

P.S.

Questa doveva essere una risposta a renzo, non a Corrado; sembra esserci un problema di software: se X clicca "Replica" a un commento di Y, ma Z manda la sua replica a Y mentre X sta ancora scrivendo, allora il software fara' sembrare (incorrettamente) che X replicava a Z.

 

Questa doveva essere una risposta a renzo, non a Corrado; sembra esserci un problema di software: se X clicca "Replica" a un commento di Y, ma Z manda la sua replica a Y mentre X sta ancora scrivendo, allora il software fara' sembrare (incorrettamente) che X replicava a Z.

Sul mio pc è visualizzato correttamente: se segui il "pallino" a fianco del commento di renzo si capisce che stai rispondendo a lui

 

Adesso anche sul mio. Avro' visto male

sono d'accordo che si tratti di questioni politiche da argomentare pubblicamente. Non sono d'accordo sul fatto che, prima della discussione pubblica, si passi direttamente alla privatizzazione che, in questo caso, comporta molti rischi e poche certezze di miglioramento (per me questo vale nel caso specifico, non per le liberalizzazioni in generale che, ad esempio nel caso di molti servizi, sarebbero benvenute).

Chi beneficierebbe dei sussidi per evitare lo spopolamento? Secondo me tutta la collettività, non solo i percipienti. Poter frequentare aree rurali o montane che conservano tradizioni, usi e costumi locali è un vantaggio anche per chi non ci abita (naturalmente è solo una mia opinione). Ergo finanzierei il sussidio con una tassa almeno di livello regionale

Chi beneficierebbe dei sussidi per evitare lo spopolamento? Secondo me tutta la collettività, non solo i percipienti. Poter frequentare aree rurali o montane che conservano tradizioni, usi e costumi locali è un vantaggio anche per chi non ci abita (naturalmente è solo una mia opinione). Ergo finanzierei il sussidio con una tassa almeno di livello regionale

Renzo la mia opinione su questa "privatizzazione" è la stessa di Marco Esposito, quindi direi che io e te la pensiamo allo stesso modo sull'argomento. Premesso questo vado decisamente OT sull'argomento "aree rurali e recupero tradizioni" solo per il gusto dello scambio di idee. Non voglio fare il darwinista sociale stile primi '900 ma, se queste tradisioni stanno scomparendo, non ci sarà un motivo ? Anche le città avevano le loro tradizioni che sono andate scomparendo e, pare, senza che fregasse nulla a nessuno. E comunque come e chi deciderà quali tradizioni vanno preservate e sovvenzionate e quali no ? (Esempi estremi: la corrida, la caccia alla volpe e l'infibulazione sono tutte "tradizioni").

Non fraintendermi non sono nemmeno un futurista ma tutta questa völkisch italica mi ha stufato. Possibile che in Italia tutto quel che è "antico e rurale" sia considerato sempre importante e da "recuperare", arrivando a piazzare come prelibatezza della tradizione anche tanta fuffa che ai tempi si mangiava solo quando non c'erano soldi per comprar di meglio? Insomma in Italia sarà pur esistita una comunità rurale di stronzi o almeno di mediocri dai quali non abbiamo bisogno di recuperare e sovvenzionare nulla per accrescere la nostra cultura?

 

Insomma in Italia sarà pur esistita una comunità rurale di stronzi o almeno di mediocri dai quali non abbiamo bisogno di recuperare e sovvenzionare nulla per accrescere la nostra cultura?

certo che sì! (vedasi gli abusi su minori documentati nelle campagne e tante altre nefandezze, odii e delitti che, tanto in città quanto in campagna, si sono consumati). Io non sono in genere un laudator temporis actis... Però non si tratta di decidere cosa preservare o meno, che, va da sé, è un processo culturale in parte spontaneo e ineluttabile (le tradizioni "autentiche" non esistono). Si tratta di non far scomparire dei mondi vitali con incentivi diretti a desertificarli, tutto qui.