Titolo

La privatizzazione dei servizi idrici

3 commenti (espandi tutti)

Ma già adesso pagano di più, nella misura in cui per fare qualunque cosa devono farsi dei chilometri in automobile.

Non sono d'accordo quando parli di incentivi e di danni sociali incalcolabili. C'è chi preferisce vivere in città perché ha tutto sotto casa, lavora lì, ha trasporti frequenti, ha gli amici, può uscire la sera eccetera, e c'è chi vive in campagna perché gli piace la tranquillità della natura e l'aria pura, lavora lì, gli piace girare in bicicletta, la sua famiglia ha sempre vissuto lì e si trova bene, i suoi figli vivono in un ambiente più sano eccetera, ed è disposto per questo a pagare di più - anche solo sotto forma di trasporti più scomodi e costrizione a usare l'auto/possederne una per ogni membro della famiglia, e farsi un quarto d'ora di macchina per prendere giornale e sigarette. Succede già oggi... Ognuno si sceglie la sua strada. :-)

Fabrizio

E poi non è mica vero che vivere in città costa meno.

Comparate i prezzi di un appartamento in centro con quelli di una casa di campagna...

Se il governo (locale o nazionale) decidesse che da oggi si paga di più l'acqua, la scuola, la posta ecc. in aree rurali/montane questo rappresenterebbe un chiaro disincentivo a stabilirvisi o a restarvi.

I danni sociali sono incalcolabili in senso "tecnico": non c'è un'unità di misura, si possono solo ipotizzare le conseguenze negative dello spopolamento (in realtà ci sono già le esperienze dell'industrializzazione degli anni 50-60, ok non tutte negative ovviamente!)

D'accordissimo che chi vive lontano dalla città paga già di tasca sua per spostarsi e avere certi servizi (en passant, facendo avanti e indietro dalla città in macchina inquina...). Resta il fatto che non sempre uno può scegliere liberamente la localizzazione.