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La privatizzazione dei servizi idrici

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Rimango aperto alla dimostrazione contraria, ovvero che attualmente gli acquedotti pubblici perdono soldi (non mi sembra proprio, tanto che questo argomento non è presente), quindi ricorrendo alle mie tasse, e che i privati miglioreranno la qualità dell'acqua (?? quella che attualmente ricevo è ottima) e le tariffe non aumenteranno, anzi.

In realtà gli Acquedotti spesso beneficiano di sostegni pubblici (ovviamente perchè l'acqua è un bene primario).

La qualità dell'acqua è spesso, già molto elevata e migliore di quella in bottiglia.

La mia domanda è per quale motivo chi ha fatto investimenti in reti (enti pubblici), impianti, risorse umane dovrebbe voler perdere tutto ciò per darlo ad un privato che dopo poco avrebbe gioco facile a richiedere anche un contributo ulteriore dietro minaccia di non "poter" fornire acqua all'intero territorio? Correndo (sempre l'ente pubblico) il duplice rischio di avere un esborso senza avere alcun ritorno e di finire "cornuto e mazziato". E soprattutto che vantaggio ne avrebbe il cittadino? Una volta vinta la gara (ad esempio con ribassi spropositati) il privato avrebbe difficoltà a gestire il servizio fin da subito...

In realtà gli Acquedotti spesso beneficiano di sostegni pubblici (ovviamente perchè l'acqua è un bene primario).

Cosa vuol dire? Anche il pane e' un "bene primario"? Ci sono sostegni pubblici per il consumo di pane?

La qualità dell'acqua è spesso, già molto elevata e migliore di quella in bottiglia.

QUalche dato a sostegno di questa affermazione? Perche' e me risulta che l'acqua dell'acquedotto possa essere sottoposta a processi industriali di disinfezione che per quella in bottiglia non sono consentiti.

 

Cosa vuol dire? Anche il pane e' un "bene primario"? Ci sono sostegni pubblici per il consumo di pane?

Già...ma dell'acqua non puoi fare davvero a meno mi risulta.

QUalche dato a sostegno di questa affermazione? Perche' e me risulta che l'acqua dell'acquedotto possa essere sottoposta a processi industriali di disinfezione che per quella in bottiglia non sono consentiti

Basta vedere i valori limite di componenti tipo arsenico, cadmio, sodio, delle acque potabili e quello delle acque minerali, così come basta vedere le analisi fatte dagli acquedotti.

Cosa vuol dire "spesso". Dove e quando? A parte l'ARIN (che ha ricevuto un contributo per rimettere in sesto alcune fontane a Napoli) non mi risultano altri contributi pubblici, e anche sulla definizione di "contributo pubblico" ci dovremmo mettere d'accordo, perchè le fontanelle pubbliche sono tutte soggette a contributo dell'Ente Territoriale, sia il gestore pubblico o privato non importa.

Sull'acqua in bottiglia non dico niente, è un mercato come un altro, se c'è domanda c'è offerta, punto e basta.

Chiamali come vuoi ma i contributi ci sono, basta guardare i bilanci.