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La privatizzazione dei servizi idrici

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Non è per far polemica, ma se davvero non fosse un affare (l'oro blu dice tutto..) per i soliti noti già pronti a spartirsi la torta io veramente liberalizzerei il servizio, all'incontrario, però: le reti sono pubbliche, io poi posso farmi rifornire di acqua da chi voglio (elettricità e gas potrebbero essere due esempi, con le opportune modifiche), così abbiamo mercato (concorrenza fra chi mi fornisce l'acqua migliore al prezzo più basso), e l'uso della rete è incorporato nel prezzo che pago.

Per gas, elettricità e telefono ti seguo al 100% (ok, diciamo 80, io privatizzerei pure le reti ma con divieto di incroci proprietari tra gestori di reti e servizi).

Sull' acqua ho una perplessità (vale a dire che non ho deciso se è un punto rilevante  o meno) per via della questione sanitaria.Voglio dire: l' elettricità è sempre la stessa, il gas magari varia un po' in qualità ma poco ed è piuttosto gestibile, l'acqua è estremamente delicata, e se ho un fornitore che ogni tanto immette acqua contaminata, in un sistema con molti fornitori sullo stesso acquedotto potrebbe essere difficile scovare chi è.Inoltre è impossibile fare in modo che tu compri l'acqua da tizio ed il tuo vicino da caio: vai a compensazione, ma se la qaulità dell'acqua è peggiore ci perdi.Potrebbe essere un incentivo ad abbassarne la qualità: chi ha tariffe basse prende clienti, chi ha un buon prodotto lo da in buona parte ai concorrenti.

Marcello hai colto un punto che non volevo affrontare, ma provo a risponderti.

Due casi:

Il primo: l'acqua è uguale per tutti (come l'elettricità, il gas e il segnale telefonico), sono diversi gli Enti di fatturazione, che compreranno all'ingrosso l'acqua e la rivenderanno a X utenti su un territorio Y (che può essere anche l'Italia ).

Il secondo: Gruppi di utenti omogenei territorialmente si organizzano in gruppo d'acquisto (può essere anche una via, un quartiere, come un comune, o due strade limitrofe di due comuni diversi), l'importante è che abbiano una condotta separata e identificabile, e quindi chiedono un'offerta per la fornitura d'acqua per quella zona, che sarà poi servita da una condotta principale di chi fa l'offerta migliore (questo significherebbe che poi ogni società dovrebbe avere le proprie condotte principali, come avviene per il servizio di telefonia).

La seconda ipotesi sarebbe quella del vero mercato, un pò più complessa e/o lunga da realizzare, ma meglio del monopolio sicuramente.

Non vedo rischi sanitari: le fonti e i bacini sono controllati a prescindere, l'acqua scadente non la immeterebbe nessuno: sarebbe subito identificato nel secondo caso, nel primo il problema non si pone proprio.