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La privatizzazione dei servizi idrici

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Marcello hai colto un punto che non volevo affrontare, ma provo a risponderti.

Due casi:

Il primo: l'acqua è uguale per tutti (come l'elettricità, il gas e il segnale telefonico), sono diversi gli Enti di fatturazione, che compreranno all'ingrosso l'acqua e la rivenderanno a X utenti su un territorio Y (che può essere anche l'Italia ).

Il secondo: Gruppi di utenti omogenei territorialmente si organizzano in gruppo d'acquisto (può essere anche una via, un quartiere, come un comune, o due strade limitrofe di due comuni diversi), l'importante è che abbiano una condotta separata e identificabile, e quindi chiedono un'offerta per la fornitura d'acqua per quella zona, che sarà poi servita da una condotta principale di chi fa l'offerta migliore (questo significherebbe che poi ogni società dovrebbe avere le proprie condotte principali, come avviene per il servizio di telefonia).

La seconda ipotesi sarebbe quella del vero mercato, un pò più complessa e/o lunga da realizzare, ma meglio del monopolio sicuramente.

Non vedo rischi sanitari: le fonti e i bacini sono controllati a prescindere, l'acqua scadente non la immeterebbe nessuno: sarebbe subito identificato nel secondo caso, nel primo il problema non si pone proprio.