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Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

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E' vero che la Polonia ha avuto questi ottimi risultati, ma forse occorrebbe prendere in considerazione anche la "situazione di partenza"; l'Italia, globalmente, nel 2003 (o ancor prima nel 2000) non aveva per fortuna i livelli di disoccupazione della Polonia; sicuramente la maggior flessibilità del mercato del lavoro in Polonia ha permesso di assorbire buona parte di questa disoccupazione, specie tra i giovani, ma bisogna chiedersi se questa sia la ricetta giusta anche per noi.
Più nel particolare, piuttosto, i livelli di disoccupazione della Polonia erano simili a quelle di molte zone del nostro meridione.
La questione quindi va magari posta per quelle aree: ci vuole maggiore flessibilità? oppure, se la flessibilità era simile a quella polacca perchè lì non si sono registrati gli stessi risultati?

Mi sembra di aver letto dai commenti che per molti il problema in Italia sembra esser dato più dalle "resistenze" di chi ha acquisito posizioni di rendita nel passato che non nella flessibilità della nuova forza lavoro.
A questo proposito, faccio un osservazione:qual è stato il "punto di forza" della Polonia rispetto alle altre regione, in particolar modo rispetto al Sud d'Italia?
Da qui una particolarità si rileva facilmente: la più alta percentuale di popolazione in età lavorativa (popolazione più giovane). Anzi,  si può vedere che questa "peculiarità" si è spostata negli ultimi vent'anni proprio dalle regioni della Germania e del Nord Italia, verso la Polonia e la rep. Ceca. Per conferma chiedo: come è andata la Rep. Ceca durante questa crisi?
Se in Polonia la nuova forza lavoro è stata assorbita grazie alla flessibilità, da noi i vecchi resteranno vecchi.