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Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

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2) Personalmente mi sembra inverosimile. Al di là delle forme contrattuali, i salari in Polonia sono di per sè più bassi di quelli di altre aree europee (es. Sud Italia o altri paesi dell'Est più sviluppati, come Ungheria, Slovacchia o Rep. Ceca) e questo può essere stato rilevante.

In più, ho qualche perplessità che le differenze nelle normative tra paesi siano poi così forti nella pratica. Faccio un esempio: anche se in Italia è obbligatorio un certo periodo di tempo tra la fine di un contratto a tempo determinato e la riassunzione, molto spesso questa norma non è rispettata, e il lavoratore continua a lavorare a nero nel periodo "ponte".

A questo punto forse sarebbe meglio eliminare queste restrizioni e fare in modo che le imprese e il lavoratore si accordino autonomamente sulla durata della prestazione, senza avere dei limiti legali.