Titolo

Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

2 commenti (espandi tutti)

Nel mondo anglosassone vieni licenziato e basta. Per quanto ricordo in GB prendi un sussidio esiguo solo se stai per crepare di fame e la "liquidazione" e' di una settimana di paga per ogni anno di servizio (a partire dal secondo anno). In Danimarca (ancora in base a quanto ricordo) l'imprenditore ti puo' licenziare liberamente ma lo stato ti paga un anno un sussidio attorno al 70% del tuo ultimo stipendio (con certe regole al contorno che dimostrano che stai cercando lavoro). Se entro un anno non trovi nulla entri nella fase che devi accettare quello che passa il convento ti piaccia o meno.

Tornando alle riforme che citi secondo me esse sono in linea con la legislazione di alcuni paesi europei ma mi sembra che in Italia il problema non sia la flessibilita' contrattuale (oramai ampia per i "nuovi" lavoratori) ma la produttivita' (tendente a zero in alcuni uffici pubblici) e il marciume della classe dirigente (politici e non). Riguardo i sindacati probabilmente sono estremo quando dico che li eliminerei per po' di tempo dal settore pubblico ma penso che abbiano una grossa responsabilita' riguardo cio' che e' successo.

Bene. Quindi si passa da un mondo ad un altro, cosa legittima. Il lavoratore potrà, quindi, essere licenziato senza giusta causa, giustificato motivo o vere ragioni produttive. Si chiama libertà di licenziamento. Quello che rimprovero ai "socialisti" è che non lo dicono chiaro e tondo.

Se lo dicessero più apertamente sapremmo di quanto consenso gode tale proposta.