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Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

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Ma un cinquantenne con famiglia non ha figli gia' grandi che possano mantenere se stessi, e pure lui se serve?

Scusa, sei tu quello che vive a HK?

No, perché in Italia la demografia mi sa che è un po' diversa: se vai fuori da un asilo all'ora dell'uscita vedi un sacco di mie coetanee (45) e pure più vecchie. E le 25enni sono quasi inesistenti.

Io concordo con te sul problema generale, ma la risposta a quella domanda non può essere la tua.

Giuseppe, io concordo che la risposta alla domanda non è quella di Enzo (i figli che mantengono i padri 50enni ... eddai Enzo, che fai? Imiti Brunetta al rovescio?) però anche tu esageri.

Io ho (un pelino di più :-)) di 50 anni ed i miei amici italici son quasi tutti nell'intervallo 45-60. Nessuno di loro ha figli all'asilo, nessuno. Anche quelli di 40-45 hanno, al più, il figlio/a più giovane alle medie, ma non all'asilo. Non dubito che qualcuno ci sia ma sono nella coda della distribuzione e non puoi prenderli per rappresentativi.

(per quanto possa valere) io di 40-45enni che hanno un figlio, e non dico solo il più giovane, alle elementari (ma anche alla materna) ne conosco e ne vedo molti... (io tra l'altro sarò uno di questi).

Giuseppe, io concordo che la risposta alla domanda non è quella di Enzo (i figli che mantengono i padri 50enni ... eddai Enzo, che fai? Imiti Brunetta al rovescio?

E perche' no? Se i genitori si son presi cura dei figli da piccoli, mi pare doveroso che i figli lo facciano con i genitori da vecchi. Perche' pensi che la gente faccia figli in paesi senza social security, e abbia smesso di farli in quelli dove il Ponzi scheme con quel nome si e' diffuso?

Eddai Enzo, a me lo vieni a dire? Ci ho scritto 4 papers sul tema. Ma, appunto, nei paesi in cui non c'è social security. Vedrai che arriva presto anche in Cina, credimi. È Pareto improving ... l'ho provato io!

Che c'entra la Cina? Le mie considerazioni sono basate su tutte le societa' passate e presenti (per quelle future ci vorrebbe Voltremont :-) )

Poi non discuto della tua prova (che sono troppo pigro per andarmi a ripescare nei tuoi papers ;-) ) ma quel che vedo nel mondo reale e' che i politici passano misure sulla base della popolarita' che esse producono nell'arco temporale in cui loro possono stare al potere; e questo si applica anche ai livelli di contribuzione e di spesa pensionistica. Questa e' una ricetta per disastri futuri, anche perche', come si sa, la vita media si allunga e il tasso di crescita demografica diminuisce, col risultato che la copertura dei pagamenti pensionistici futuri e' sempre meno probabile.

Ok, forse ho enfatizzato troppo la mia situazione personale e quella dei miei amici (diversamente da te, io non ho ancora figli e ho parecchi amici coetanei con bambini neonati o giù di lì), ma...

Non dubito che qualcuno ci sia ma sono nella coda della distribuzione e non puoi prenderli per rappresentativi.

sei sicuro che siamo così a destra nella coda?

Al volo ho trovato questo giornale online, che propone questi dati:

  15 - 20 anni 4,96%  
* 21 - 25 anni 14,77%  
* 26 - 30 anni 34,78%  
* 31 - 36 anni 34,56%  
* Più di 36… 10,93%  

Totale votanti 14405

Perche' pensi che la gente faccia figli in paesi senza social security, e abbia smesso di farli in quelli dove il Ponzi scheme con quel nome si e' diffuso?

Questa mi pare un'ottima ipotesi, che però non risolve il problema a breve termine.

PROLETARIO era chi aveva come unico asset la PROLE.

Perché pensi che la gente faccia figli in paesi senza social security, e abbia smesso di farli in quelli dove il Ponzi scheme con quel nome si è diffuso?

Questa mi pare un'ottima ipotesi, che però non risolve il problema a breve termine.

Non aggiorno questa pagina dal 2006 (colpa di nFA!) quindi quei "NEW!" faranno ridere voi ed imbarazzare me, ma i primi 5 o 6 papers nella lista (in particolare quello con Larry Jones su RED del 2002) discutono proprio quell'ipotesi.

In ogni caso, la soluzione oggi non viene certo da incrementi di fertilità, la nostra è una prospettiva storica "positiva" (ossia, la usiamo per spiegare le evoluzioni della fertilità nel lungo periodo, non per decidere se è bene o male).