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Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

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Naturalmente rivolgo anch'io la stessa domanda (retorica) a Mario, ma tu, perché dici questo?

Perché pur capendo la difficoltà di tanti miei coetanei nello sbarcare il lunario, non mi sembra ci siano schiavismi in giro.  A volte questa storia degli abusi mi sembra un po' retorica (diciamo sempre); non vedo solo imprenditori cattivi che si vogliono arricchire alle spalle del povero giovine e quando li vedo non si tratta di abusi contrattuali, ma di altri tipi di abusi che resterebbero tali anche con altri tipi di rapporto.  L'imprenditore mediamente onesto, se ricorre a oltranza al contratto di collaborazione è perché non ha convenienza a investire sulle risorse umane (e investire in qualità vuol dire in primis questo) e se investisse di più rischierebbe di mettersi fuori mercato.

L'imprenditore che sfrutta (e non nego che ne esistano) è più legato a una logica del tipo: nella mia nicchia ci sono io perché ho le connessioni giuste e se non stai alle mie regole sei fuori.  Questa logica non ha nulla a che vedere con il tipo di contratto (anche se funziona meglio con quelli non indeterminati, chiaramente), ma con rendite di posizione e situazioni di concorrenza distorta o assente.

Ergo, quando ci si lamenta degli abusi del datore di lavoro, di cosa ci si lamenta?  Fra le opzioni direi che ci sono:

 

  • vengo "sfruttato" perché il valore della mia prestazione è basso (quindi in realtà vengo pagato il giusto ma non lo percepisco come tale)
  • vengo "sfruttato" perché una parte consistente della remunerazione non è monetaria ma di formazione
  • vengo "sfruttato" perché non sono ancora bravo a contrattare
  • vengo "sfruttato" perché il mercato non richiede quello che so fare e sono costretto a fare lavori che avrebbero richiesto meno formazione e che sono pagati meno

 

Nessuno di questi scenari mi sembra configuri un abuso.  Ci sono soluzioni per tutto: rassegnarsi ad avere un valore basso sul mercato del lavoro, imparare quello che c'è da imparare e fare il salto di qualità, imparare a contrattare, mettersi a fare un'attività per la quale c'è domanda o mettersi in un contesto che richiede quello che so fare.