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Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

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Io parlavo della Polonia, tu giustamente mi parli della Luxemburg (che, come si sa,è nata nell'attuale Polonia). Io lo dico di essere confuso. Tu ?

I post scritti in corsivo sono sunti (forse fatti male) di scritti di altri. Quello sulla Luxemburg è fatto da me sulla scorta dei saggi introduttivi di Lucio Colletti e Claudio Napoleoni ad alcune antologie Laterza di parecchi anni fa sul crollo o il declino del capitalismo. Questo non per declinare le responsabilità, ma per precisare che quando scrivo di mio (il colore ultimamente è nero o celeste) sono molto molto peggio. Quasi quanto voi quando vi lasciate andare.

Il sol dell'avvenire non mi affascina molto, non ho mai imparato l'Internazionale. La mia è una adesione fredda. Mi diverte molto la risata del bambino che lo indica, stando in piedi su una gamba sola, nel finale di "Palombella Rossa". Nel 1977 avevo 14 anni e non mi piacevano i rappresentanti degli studenti. L'arroganza e il bullismo non mi sono mai piaciuti. Ora mi sento meglio. Per buona parte stanno dall'altro lato. Voi siete strani. Mi piace la questione del no alla proprietà intellettuale (mi sbaglio?). Ma sul mercato del lavoro fate venire i brividi.

Buona serata

 

 

 

 

 

Io lo dico di essere confuso. Tu ?

No, io me lo tengo in privato. Anche perché cerco di separare la nozione di "essere confuso" da quella di "essere cosciente di non aver capito". Le cose che non ho capito sono tantissime, un'infinità. Quelle su cui son confuso (ossia che credo di conoscere ma poi vengo regolarmente provato in contraddizione logica o fattuale) lavoro a tempo pieno per ridurle a zero. Ho la fortuna d'essere pagato lautamente per fare quasi solo quello, eliminare la confusione nella mia testa, quindi ammetto d'avere un unfair advantage ...

Per raggiungere l'obiettivo cerco di seguire la regola secondo cui se non ho capito una cosa molto ma molto bene non ne parlo in pubblico. In privato sì, tantissimo. Serve per capire quale sia il livello di confusione.

Voi siete strani.

Capisco, non sei il primo che lo nota. Che sia perché cerchiamo d'evitare il più possibile d'essere confusi ed abbiamo poco affetto per le nostre "idee" ed i "principi"?

Mi piace la questione del no alla proprietà intellettuale (mi sbaglio?).

Non ti sbagli. Anche se quella è una conclusione mia e di David K. Levine (the best detector of how confused one is I have ever found) e non coinvolge il resto di nFA. Ecco, quello è un buon esempio di "buttare a mare idee e principi preconcetti" al fine di eliminare la confusione mentale. È stata un'esperienza gradevole arrivarci.

Ma sul mercato del lavoro fate venire i brividi.

Capisco anche questo. Ma non siamo confusi. Neanche un po', neanche un po' ... io son sempre qui che attendo qualcuno che dimostri che lo siamo. Al momento mancano ma se dovessero arrivare sarebbero i benvenuti.

Ah, un ultima cosa, non tutto ciò che nFA pubblica è condiviso al 100% dai redattori di nFA. Per questo gli articoli hanno la firma individuale ... io difendo quello che scrivo io, non gli altri. Anche sul mercato del lavoro, tanto per dire.