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Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

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Io lo dico di essere confuso. Tu ?

No, io me lo tengo in privato. Anche perché cerco di separare la nozione di "essere confuso" da quella di "essere cosciente di non aver capito". Le cose che non ho capito sono tantissime, un'infinità. Quelle su cui son confuso (ossia che credo di conoscere ma poi vengo regolarmente provato in contraddizione logica o fattuale) lavoro a tempo pieno per ridurle a zero. Ho la fortuna d'essere pagato lautamente per fare quasi solo quello, eliminare la confusione nella mia testa, quindi ammetto d'avere un unfair advantage ...

Per raggiungere l'obiettivo cerco di seguire la regola secondo cui se non ho capito una cosa molto ma molto bene non ne parlo in pubblico. In privato sì, tantissimo. Serve per capire quale sia il livello di confusione.

Voi siete strani.

Capisco, non sei il primo che lo nota. Che sia perché cerchiamo d'evitare il più possibile d'essere confusi ed abbiamo poco affetto per le nostre "idee" ed i "principi"?

Mi piace la questione del no alla proprietà intellettuale (mi sbaglio?).

Non ti sbagli. Anche se quella è una conclusione mia e di David K. Levine (the best detector of how confused one is I have ever found) e non coinvolge il resto di nFA. Ecco, quello è un buon esempio di "buttare a mare idee e principi preconcetti" al fine di eliminare la confusione mentale. È stata un'esperienza gradevole arrivarci.

Ma sul mercato del lavoro fate venire i brividi.

Capisco anche questo. Ma non siamo confusi. Neanche un po', neanche un po' ... io son sempre qui che attendo qualcuno che dimostri che lo siamo. Al momento mancano ma se dovessero arrivare sarebbero i benvenuti.

Ah, un ultima cosa, non tutto ciò che nFA pubblica è condiviso al 100% dai redattori di nFA. Per questo gli articoli hanno la firma individuale ... io difendo quello che scrivo io, non gli altri. Anche sul mercato del lavoro, tanto per dire.