Titolo

Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

12 commenti (espandi tutti)

Sul mio caso specifico del precariato vero, ovvero rapporti subordinati a tutti gli effetti ma inquadrati come co.co.pro (aggiungiamoci anche le p.iva finte)

Che cos'e' una partita IVA "finta"? Se intendi "una dove c'e' un solo cliente anziche' molti", questo di per se' non la qualifica come tale: ci sono anche aziende piccole e medie in condizioni del genere, p.es. nel tradizionale indotto Fiat.

É vero, ma se si tratta di un'impresa senza dipendenti, la partita IVA sembra proprio finta (walks like a duck, quacks like a duck...)

Ma perche'? Da quando in qua la scaricabilita' dell'IVA richiede avere dipendenti? Sono due concetti ortogonali tra loro.

Nel mio mondo ideale, poi, il lavoro dipendente non esisterebbe per niente...

Concordo al 100%. E inoltre sono convinto che la partita IVA risolva anche uno dei problemi che sono stati citati, ovvero quello di riuscire a ottenere qualche fido o mutuo dalle banche.

A me non è mai risultato difficile ottenere prestiti, quando mi sono sognato di chiederli (forse se avessi chiesto un prestito al primo anno di lavoro mi avrebbero mandato a quel paese, ma questo mi pare scontato, o no?), pur non essendo mai stato dipendente, ma avendo aperto la P.IVA dopo meno di un anno di co.co.co.

Non ci avevo mai pensato dato che non ero a conoscenza del problema, ma visto il costo tutto sommato irrisorio di una P.IVA (se confrontato con le cifre per le quali si richiede abitualmente un prestito...), immagino che il ragionamento della banca sia: se questo non ritiene che poche centinaia di euro siano un investimento sensato per rendere meno aleatoria la sua posizione lavorativa, per quale motivo dovrei prestargliene 5000 o 50000?

Con questa descrizione buona parte dei professionisti Italiani, quelli che non hanno dipendenti, sono partite IVA "false".

Se i professionisti in questione avessero un unico cliente, io riterrei "false" le loro partite IVA.

Ah, se e' questione di opinioni, allora puoi pensare quello che vuoi.

 

no, è questione di legge. è vietato.

Per quanto ne so io (ma non ho indagato a fondo), le P.IVA finte sono quelle create appositamente per sfruttare una norma secondo cui per 3 anni, se non fatturavi piu' di X, potevi pagare una quota fissa di tasse.

Facendo questo giochetto N volte, o facendolo fare a gente che lavora per te come co.co.pro. o anche facendolo tu, potevi risparmiare parecchio.

 

 

Vabbe', sara' un giochetto elusivo (e perfettamente legale), ma che cosa rende "finta" una partita IVA del genere?

Il fatto che queste P.IVA venissero chiuse dopo 3 anni, e aperte esclusivamente per approfittare di questi "sconti". Come dice Gilberto, per le persone singole sono utili solo in casi specifici, ma immaginatevi di avere una azienda in cui invece di prendere X persone a tempo indeterminato gli fai aprire una P.IVA - in modo che scarichi anche quello che paghi a chi dovrebbe essere un tuo dipendente per tipo e durata del lavoro, e togliendoti pure un peso fiscale non indifferente.

Sia chiaro, qui non stiamo parlando dell'azienda che ha bisogno per un tempo limitato delle prestazioni di un professionista con una specializzazione, ma di una vera alternativa al contratto, tempo determinato o indeterminato non importa. Senza contare il carico di P.IVA che nascono e muoiono fittiziamente, perdendo almeno in parte l'indicativita' delle attivita' economiche: in queste condizioni e' facile far passare, con sempre meno controlli perche' aumentano i numeri, un sacco di irregolarita'.

Certo, se il mercato del lavoro non avesse norme gia' balorde di suo non sarebbero necessari questi "casi particolari" e magari non ci sarebbero troppe persone che ne approfittano, si tratta di un cane che si morde la coda.

Solo se non hai spese e solo perche' la semplificazione della gestione permette di pagare meno di comercialista. E' vantaggiosa solo per chi fa consulenza presso aziende, usando materiali e strumenti altrui.