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Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

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i margini di trattativa si riducevano - i contratti erano sempre CCLN

Mi è sempre parso ovvio che il principale risultato dei CCLN fosse di eliminare o quasi ogni margine di trattativa per il lavoratore. Ho sempre rifiutato di farmi assumere per questo motivo.

ti accorgevi che valevi per l'azienda solo dalle controfferte quando te ne andavi

Questo dimostra che lo spazio per contrattare c'era anche prima, solo che non veniva visto.

poteva anche NON dipendere dalla tua bravura ma dal tuo essere necessario in certi ruoli o posti

Beh, questo fatto mi pare tanto ovvio, quanto quasi mai preso in considerazione da chi si lamenta delle paghe basse: il personale deve essere utile all'azienda. Il vecchio ragioniere che conosce tutti i meccanismi della ditta e dei suoi partner vale probabilmente molto di più del giovane accountant, anche se non sa usare excel.

"dovreste ringraziare di averlo ancora uno stipendio"

Vabbè dai, non ditemi che il problema della soverchiante forza contrattuale degli scafati imprenditori, nei confronti degli imberbi neoassunti, sta in queste battute infantili ;-)

Mi è sempre parso ovvio che il principale risultato dei CCLN fosse di eliminare o quasi ogni margine di trattativa per il lavoratore. Ho sempre rifiutato di farmi assumere per questo motivo

In realta' a me sembrava che l'obiettivo fosse dare una base certa, tipo la minimum wage, in modo da non costringere la parte piu' debole ad una gara al ribasso. Per me e' ovvio che tra il datore di lavoro e il dipendente-to-be, in un mercato asfittico come quello italiano, la parte piu' debole e' la seconda. Comunque concordo sull'effetto.

Questo dimostra che lo spazio per contrattare c'era anche prima, solo che non veniva visto.

Veramente veniva proprio NEGATO: piu' grande era l'azienda, piu' era facile che la contrattazione venisse elusa. Le giustificazioni erano spesso risibili, e spesso erano sostituite con contentini (premio una tantum da X, cambio di qualifica).

il personale deve essere utile all'azienda. Il vecchio ragioniere che conosce tutti i meccanismi della ditta e dei suoi partner vale probabilmente molto di più del giovane accountant, anche se non sa usare excel.

Perfettamente d'accordo con il grassetto. Il problema e' che non c'era un piano per questo. In sintesi: se ti mettevano da un cliente/in un ruolo e andavi bene restavi li' finche' una delle parti si lamentava o cambiava. Zero pianfiicazione, zero crescita (se non grazie ad iniziativa personale, o addirittura del cliente) EDIT: e aggiungiamoci pure un inno all'immobilismo - se resti li' e conosci a memoria quella situazione, prima o poi sarai insostituibile li' e inutile altrove. E questo non favorisce la selezione, perche' la distribuzione e' gaussiana: prima o poi qualcuno che vada abbastanza bene da non causare o fare lamentele lo trovi, ma pensarci un po' prima? OK, costa di piu' (devi fare piu' selezione, perdere piu' tempo per la formazione) ma alla fine ci guadagneresti no?

Vabbè dai, non ditemi che il problema della soverchiante forza contrattuale degli scafati imprenditori, nei confronti degli imberbi neoassunti, sta in queste battute infantili ;-)

Sinceramente, quando sentii questa cosa la trovai tutto tranne che infantile. Dopo aver magnificato i risultati del branch italiano rispetto a tutti gli altri gli europei, e dopo due anni che non assumi piu' nessuno (quindi le persone che c'erano o avevano continuato a lavorare per gli stessi clienti, diventando quindi sempre piu' strategicamente importanti, o avevano dovuto sobbarcarsi attivita' nuove) vieni a dire che la torta e' cresciuta ma le fette sono rimaste sempre le stesse? Certo, il margine per l'azienda e' importante, ma mi sembra un po' contraddittorio.

Ovviamente quello e' un esempio, non dico fossero tutti cosi' - ma le aziende che lavorano come sub-contractors di solito si comportano "peggio" perche' hanno meno margine, quindi non mi aspetto che facessero meglio. Posso dare anche degli esempi positivi, ma non e' che fossero poi cosi' tanti.

 

Scusa, mi sa che avevo trascurato una premessa: molti imprenditori sono convinti che risparmiare qualche euro sugli stipendi sia sempre un vantaggio.

Non sono convinto che abbiano ragione perché  penso sempre a come mi sento io quando percepisco che qualcuno non è stato totalmente fair con me, anche se razionalmente riconosco che sarebbe stato un mio compito tutelare i miei interessi. Da imprenditore cerco sempre di essere fair, perché ritengo mi dia dei vantaggi (motivazione, fidelizzazione, miglioramento del gioco di squadra, ecc.), ma non ho dati per considerare più vantaggioso il mio approccio di quello di dare sempre il minimo che il dipendente accetta. Ovviamente, per scoprire quest'ultima cifra l'unico modo è proporre qualcosa di molto basso e alzare progressivamente l'offerta finché si scopre quale viene accettata.

In quest'ottica, il CCLN era ovviamente nato con lo scopo dichiarato che citi tu, ma (coincidenza?) il suo effetto è diventato quello che anche tu riconosci, cioè l'opposto.

Veramente veniva proprio NEGATO [lo spazio per contrattare]

Beh, spero che avendo precisato il punto da cui implicitamente partivo, sia più chiaro cosa intendevo. Detto in altre parole: il modo più basilare per scoprire qual è il limite di retribuzione che il dipendente è disposto ad accettare è negare la sua utilità. E' lui che deve guardarsi intorno e capire che il capo è disposto a pagare xxx euro in più piuttosto che affrontare i casini lasciati da una sua partenza. Una banale contromossa è millantare un'offerta rivale. E così via. Una serie di mosse, alcune con punti reali e altre con bluff, come nel poker.

Il problema e' che non c'era un piano per [una crescita professionale?]

Ok, questo è un altro problema, ma non mi pare c'entri con l'essere fair o meno, nè con supposti vantaggi di posizione in una trattativa di lavoro. In alcuni casi è banalmente cattiva gestione. In altri può essere un ottimo modo per distinguere quelli che cercano attivamente un modo per "crescere" e quelli che aspettano che la pappa arrivi già predigerita dal superiore.

In un'azienda servono entrambi, ma è fondamentale sapere chi è chi e quindi alcuni usano metodi piuttosto brutali per scoprirlo.

Sinceramente, quando sentii questa cosa la trovai tutto tranne che infantile. [...] ma mi sembra un po' contraddittorio.

Beh, per me essere contradditori è una delle caratteristiche maggiormente infantili.

Se uno ti dice, senza aggiungere altre informazioni: "sto guadagnando molto di più, ma a voi non posso dare una lira più dell'anno scorso", si sta contraddicendo.

Se avessi sentito una cosa del genere nel periodo delle trattative per il rinnovo dei contratti, avrei giocato la mia "partita di poker" molto meglio.

Certo che se i contratti sono CCLN pluriennali, non è che puoi trattare molto. Io rifiutavo sistematicamente l'assunzione proprio per poter sfruttare almeno una volta all'anno le nuove informazioni che riuscivo a ottenere sulla ditta, sulle mie performances e su tutto quanto potesse avere attinenza con il valore che la controparte attribuiva alla mia opera. Valore che ovviamente cambiava continuamente.

Scusa, mi sa che avevo trascurato una premessa: molti imprenditori sono convinti che risparmiare qualche euro sugli stipendi sia sempre un vantaggio.

Guarda, non c'era bisogno della premessa: e' qualcosa che conosco :)

Lo considero anche condivisibile: se risparmi 10% sul lordo di tutti quelli che assumi, e ricordando che oltre a quel 10% tu ne risparmi almeno altrettanto in tasse, non sarebbe niente male. E non lo troverei male se questo servisse a far crescere l'azienda, a migliorare le infrastrutture, o anche a dare premi a chi se li merita. In fin dei conti, paghi 1 su 100 in piu' al meritorio per magari un contratto triennale da 1000.

il modo più basilare per scoprire qual è il limite di retribuzione che il dipendente è disposto ad accettare è negare la sua utilità. E' lui che deve guardarsi intorno e capire che il capo è disposto a pagare xxx euro in più piuttosto che affrontare i casini lasciati da una sua partenza.

Si' ma cosi' si basa tutto sulla menzogna: faccio finta che non mi servi finche' non ti minaccio. C'e' un rovesciamento come con il CCLN: sai quanta gente ho visto andarsene per due lire in piu', o trattare sulla base di una base di una offerta minima dall'esterno? E' deleterio per qualsiasi azienda che non sia la solita fornitrice di braccia. Riconosco comunque che molti pretendono piu' di quello che valgono, ma il meccanismo mi sembra che faciliti questo tipo di persone piu' che quelle brave.

In un'azienda servono entrambi, ma è fondamentale sapere chi è chi e quindi alcuni usano metodi piuttosto brutali per scoprirlo.

Lo so, ma il metodo brutale serve quando poi ci fai una seria politica aziendale: invece spesso serviva solo a selezionare quelli che non rompevano le scatole.

su tutto quanto potesse avere attinenza con il valore che la controparte attribuiva alla mia opera.

Questo ad esempio non e' sempre applicabile quando sei in consulenza: e' vero che la controparte "diretta", il cliente, magari ti valuta molto, ma il contratto che questo fa e' con la tua azienda, non con te. Fare il contratto con te e' qualcosa che in genere vuole evitare per non trovarsi una risorsa in piu' anche nei periodi di minore carico, quindi l'opzione di passare direttamente al cliente e' valida solo in certi casi.