Titolo

Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

4 commenti (espandi tutti)

Per quanto ne so io (ma non ho indagato a fondo), le P.IVA finte sono quelle create appositamente per sfruttare una norma secondo cui per 3 anni, se non fatturavi piu' di X, potevi pagare una quota fissa di tasse.

Facendo questo giochetto N volte, o facendolo fare a gente che lavora per te come co.co.pro. o anche facendolo tu, potevi risparmiare parecchio.

 

 

Vabbe', sara' un giochetto elusivo (e perfettamente legale), ma che cosa rende "finta" una partita IVA del genere?

Il fatto che queste P.IVA venissero chiuse dopo 3 anni, e aperte esclusivamente per approfittare di questi "sconti". Come dice Gilberto, per le persone singole sono utili solo in casi specifici, ma immaginatevi di avere una azienda in cui invece di prendere X persone a tempo indeterminato gli fai aprire una P.IVA - in modo che scarichi anche quello che paghi a chi dovrebbe essere un tuo dipendente per tipo e durata del lavoro, e togliendoti pure un peso fiscale non indifferente.

Sia chiaro, qui non stiamo parlando dell'azienda che ha bisogno per un tempo limitato delle prestazioni di un professionista con una specializzazione, ma di una vera alternativa al contratto, tempo determinato o indeterminato non importa. Senza contare il carico di P.IVA che nascono e muoiono fittiziamente, perdendo almeno in parte l'indicativita' delle attivita' economiche: in queste condizioni e' facile far passare, con sempre meno controlli perche' aumentano i numeri, un sacco di irregolarita'.

Certo, se il mercato del lavoro non avesse norme gia' balorde di suo non sarebbero necessari questi "casi particolari" e magari non ci sarebbero troppe persone che ne approfittano, si tratta di un cane che si morde la coda.

Solo se non hai spese e solo perche' la semplificazione della gestione permette di pagare meno di comercialista. E' vantaggiosa solo per chi fa consulenza presso aziende, usando materiali e strumenti altrui.