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Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

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propolonia

Francesco 6/9/2010 - 23:38

Ehila', Boldrin... devi avere passato una estate tremenda, ti vedo nervosetto. Certo, non posso biasimarti. Oramai col tuo ''propolonia'' raschi il fondo del barile. E ti aggrappi pure a improbabili papers che vanno contro un intero decennio di letteratura OECD. Lascia perdere sto' logit da quattro denari e rassegnati, tra Employment Protection Legislation e tassi di disoccupazione non c'è nesso. Ma si sa che tu tiri dritto. Non sia mai ti balenasse in testa il dubbio che per anni non solo hai scritto contro i lavoratori, ma hai pure scritto enormi boiate...

 

Mica male come intervento, veramente costruttivo. 

Tra Employment Protection Legislation e tassi di disoccupazione non c'è nesso

E con il tasso di occupazione c'e' o no? Riferimenti?

In realtà c'è solo perchè il capitale straniero approfitta della manodopera flessibile ed a buon mercato. Un vantaggio competitivo che non credo durerà molto.

In realtà c'è solo perchè il capitale straniero approfitta della manodopera flessibile ed a buon mercato. Un vantaggio competitivo che non credo durerà molto.

Se l'"a buon mercato" non dura molto e' perche' i salari aumentano, il che non mi pare male per i lavoratori; e se i salari aumentano in condizoni di mercato del lavoro flessibile e' perche' si riduce la disponibilita' di manodopera, ossia diminuisce la disoccupazione - che, di nuovo, va a vantaggio dei lavoratori.

Ma  a questo punti gli investimenti dall'estero, così volatili, rimarranno così alti ?

In pratica voglio dire che l'economia polacca per quanto riguarda i dati sulla disoccupazione, dipende troppo dagli investimenti dall'estero, che hanno un maggiore grado di volatilità.

Dipende molto da come evolverà la produttività dei polacchi.

Molto probabilmente si ridurranno, ma a quel punto i polacchi staran molto meglio di ora.E poi ricorda che gli investimenti sono volatili fino ad un certo punto: spostare gli stabilimenti Fiat dalla Polonia in (per dire) Romania costa un botto.Ed a questo punto tra economie di scala ed indotto probabilmente è più conveniente allargare gli impianti polacchi piuttosto di aprirne di nuovi in Serbia (senza i sussidi serbi intendo).

Infatti quando si parla di investimenti dall'estero c'e' una grossa differenza tra l'FDI (o, in Italiano, IDE: l'investimento diretto, cioe' in fabbriche etc.) e il cosiddetto "portfolio investment" in azioni o obbligazioni sui mercati locali. Il secondo e' in effetti volatile, ma il primo no.