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Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

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Quello che non capisco e' perche' Lodovico sembra negare che, grazie alla flessibilita' del lavoro, sono arrivati un sacco di capitali stranieri (almeno questa era la mia interpretazione della sua frase) 

Il grafico che hai allegato nel commento precedente direi che conferma il mio paragrafo sugli investimenti esteri:

i) Negli anni '90 c'e' stata una sostanziale crescita di investimenti in Polonia e nello stesso periodo la disoccupazione cresceva. Credo che il tuo grafico prima di tutto sia nominale, e secondo non e' rapportato alle dimensioni dell'economia. Percio' l'aumento di investimenti negli anni '90 e' considerevole anche quando confrontato con livelli maggiori degli anni '00. Ricordiamoci che negli anni '90 la Polonia era un paese in transizione e per molti versi rischioso.

ii) Durante quest'ultima crisi gli investimenti sono crollati in maniera considerevole, eppure l'occupazione ("precaria" e non) ha retto in Polonia meglio che in altri paesi (e' addirittura cresciuta).

iii) Quindi, come ho detto nel testo, dal 2003 al 2008 c'e' senz'altro una correlazione tra investimenti esteri e crescita di occupazione, ma non c'e' negli anni '90 e durante la crisi. Quanto detto e' ben diverso dal "negare che, grazie alla flessibilita' del lavoro, sono arrivati un sacco di capitali stranieri."