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Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

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Tutto il paragrafo in cui la frase "incriminata" e' inclusa sembra menzionare le cause potenziali di tale crescita dell'occupazione (e.g. entrata nella comunita' europea)  per poi essere seguite da un "ma", come per dire che questa in realta' non puo' spiegare la crescita dell'occupazione. In fatti, solo dopo menzioni la riforma del mercato del lavoro. La mia interpretazione della frase era quindi: si' l'FDI e' aumentato ed ha creato posti di lavoro, ma l'FDI c'era anche negli anni 90 (quando la disoccupazione cresceva) ed inoltre si e' prosciugato nel 2009 per la crisi. Interpretavo quindi quel "ma" come una negazione dell'importanza dell'FDI.  

Se guardiamo il primo grafico che ho linkato (e' l'unico aggiornato che ho trovato facendo una ricerca rapida su internet .... e per altro mi sembra sia di FDI e non total capital inflow), l FDI nel periodo 1990-2002 e' in media di 5B mentre nel periodo 2003-2009 e' di 15B  (anche se aggiustiamo per inflazione e dimensioni dell'economia, mi sembra che ci sia una notevole differenza). Nel 2009 continuano ad esserci investimenti sostanziali (piu' alti di qualsiasi altro anno che non siano il 2007-2008). Visto questi numeri, non capivo il senso di quel "ma". Io avrei detto che l'FDI e' importante ed e' cresciuto in maniera considerevole soprattutto a partire dal 2003. Ma cosa e' successo nel 2003? E li' avrei iniziato a parlare del mercato del lavoro.

Rimane inoltre aperta la questione dell'emigrazione, su cui vorrei avere una tua opinione.  

 

Rimane inoltre aperta la questione dell'emigrazione, su cui vorrei avere una tua opinione.  

Nell'articolo ho scelto apposta di parlare di crescita di occupazione (e non di diminuzione di disoccupazione) per sottolineare appunto il fatto che venivano creati posti di lavoro in Polonia.

Correggimi se sbaglio ma se 1M di persone se ne vanno all'estero, non vengono piu' conteggiate tra la potenziale forza lavoro per cui il numero di occupati in percentuale aumenta. Ho detto una c**ta? 

No, hai detto giusto, ma qui stiamo parlando di posti di lavoro in valore assoluto. Quasi un paio di milioni in piu' dal 2002-2003 e 600 mila solo nel 2008-2009.

 

L’incremento di FDI in Polonia e’ stato rilevante in termini assoluti, ma se rapportato al GDP (nona su dieci nuovi membri dell’EU) o alla popolazione (ottava su dieci nuovi membri dell’EU) il confronto con le altre nazioni vede la Polonia nei bassifondi della classifica (almeno secondo il ranking citato ma non riportato direttamente nel documento a pag. 6), Sono pero' previsti ampi margini di crescita anche nei prossimi anni.

La crescita viene giustificata da una serie di fattori: in parte con l’ingresso nell’Unione Europea ma soprattutto con una attenta politica volta a favorire i FDI. Pochi vincoli legislativi per i FDI, programmi di privatizzazioni, incentivi per determinati settori con attivita’ in specifiche localizzazioni, e consistente riduzione della corporate tax nel 2004 (dal 30% al 19%). Non viene citata a questo proposito la riforma del mercato del lavoro che probabilmente e’ un altro elemento importante in tal senso.

Il contributo dei FDI in termini di crescita occupazionale non sembra pero’ spiegare da solo la performance di 600.000 unita’ di occupati in piu' ottenuta nel periodo 2008-2009 in Polonia. Si puo’ leggere a pagina 4 che nel periodo 2000 2008 il numero di occupati presso Foreign affiliates era di 1,5 mln contro 0,9 mln nel 2000, quindi sembra difficile attribuire la performance di un solo biennio principalmente alla crescita di FDI. Inoltre il salario corrisposto dalle Foreign Affiliates  e’ di molto superiore a quello delle corrispondenti societa’ polacche (nel settore manufatturiero del 55% ad esempio), il che fa pensare a buoni margini di crescita di occupazione da parte di societa’ domestiche.

Resterebbe da capire se il contribuito piu’ importante per la crescita occupazionale (oltre che per la crescita di FDI) sia la riduzione della corporate tax, rispetto alla riforma del mercato del lavoro. 

Correggimi se sbaglio ma se 1M di persone se ne vanno all'estero, non vengono piu' conteggiate tra la potenziale forza lavoro per cui il numero di occupati in percentuale aumenta. Ho detto una c**ta? 

Dipende da due cose.

In generale, se si usano i dati provenienti dalle rilevazioni della forza lavoro, ossia le LFS, a meno che non ci siano differenze con l'Italia, stiamo guardando un campione di famiglie residente nel paese e presenti negli elenchi anagrafici dei comuni al momento dell'estrazione. Quindi l'individuo che emigra non viene più rilevato dall'indagine solo se cambia la residenza dal proprio paese di provenienza a quello in cui è attualmente, perché non fa più parte del nucleo familiare.

Se invece sono presenti nel campione e non si vuole tenerne conto, li si esclude tenendo in considerazione solo chi risiede e lavoro nel paese di residenza.


E secondo voi, che hanno fatto ?

O meglio, mettiamo che l'indagine la fa un governo, questo teme di essere svergognato o trova la maniera di abbellire i dati ?

Ci sono delle statistiche su come i governi fanno le statistiche ?

 

 

E secondo voi, che hanno fatto ?

O meglio, mettiamo che l'indagine la fa un governo, questo teme di essere svergognato o trova la maniera di abbellire i dati ?

Ci sono delle statistiche su come i governi fanno le statistiche ?

Penso che in Polonia come in Italia dei rapporti sulla qualità delle rilevazioni vengono sicuramente fatti e resi pubblici, così come conosciuti sono gli aspetti problematici, ma non penso che sotto ci siano trame oscure dei governi per abbellire i dati.