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Non solo produttività: lezioni dalla Polonia

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Correggimi se sbaglio ma se 1M di persone se ne vanno all'estero, non vengono piu' conteggiate tra la potenziale forza lavoro per cui il numero di occupati in percentuale aumenta. Ho detto una c**ta? 

No, hai detto giusto, ma qui stiamo parlando di posti di lavoro in valore assoluto. Quasi un paio di milioni in piu' dal 2002-2003 e 600 mila solo nel 2008-2009.

 

L’incremento di FDI in Polonia e’ stato rilevante in termini assoluti, ma se rapportato al GDP (nona su dieci nuovi membri dell’EU) o alla popolazione (ottava su dieci nuovi membri dell’EU) il confronto con le altre nazioni vede la Polonia nei bassifondi della classifica (almeno secondo il ranking citato ma non riportato direttamente nel documento a pag. 6), Sono pero' previsti ampi margini di crescita anche nei prossimi anni.

La crescita viene giustificata da una serie di fattori: in parte con l’ingresso nell’Unione Europea ma soprattutto con una attenta politica volta a favorire i FDI. Pochi vincoli legislativi per i FDI, programmi di privatizzazioni, incentivi per determinati settori con attivita’ in specifiche localizzazioni, e consistente riduzione della corporate tax nel 2004 (dal 30% al 19%). Non viene citata a questo proposito la riforma del mercato del lavoro che probabilmente e’ un altro elemento importante in tal senso.

Il contributo dei FDI in termini di crescita occupazionale non sembra pero’ spiegare da solo la performance di 600.000 unita’ di occupati in piu' ottenuta nel periodo 2008-2009 in Polonia. Si puo’ leggere a pagina 4 che nel periodo 2000 2008 il numero di occupati presso Foreign affiliates era di 1,5 mln contro 0,9 mln nel 2000, quindi sembra difficile attribuire la performance di un solo biennio principalmente alla crescita di FDI. Inoltre il salario corrisposto dalle Foreign Affiliates  e’ di molto superiore a quello delle corrispondenti societa’ polacche (nel settore manufatturiero del 55% ad esempio), il che fa pensare a buoni margini di crescita di occupazione da parte di societa’ domestiche.

Resterebbe da capire se il contribuito piu’ importante per la crescita occupazionale (oltre che per la crescita di FDI) sia la riduzione della corporate tax, rispetto alla riforma del mercato del lavoro. 

Correggimi se sbaglio ma se 1M di persone se ne vanno all'estero, non vengono piu' conteggiate tra la potenziale forza lavoro per cui il numero di occupati in percentuale aumenta. Ho detto una c**ta? 

Dipende da due cose.

In generale, se si usano i dati provenienti dalle rilevazioni della forza lavoro, ossia le LFS, a meno che non ci siano differenze con l'Italia, stiamo guardando un campione di famiglie residente nel paese e presenti negli elenchi anagrafici dei comuni al momento dell'estrazione. Quindi l'individuo che emigra non viene più rilevato dall'indagine solo se cambia la residenza dal proprio paese di provenienza a quello in cui è attualmente, perché non fa più parte del nucleo familiare.

Se invece sono presenti nel campione e non si vuole tenerne conto, li si esclude tenendo in considerazione solo chi risiede e lavoro nel paese di residenza.


E secondo voi, che hanno fatto ?

O meglio, mettiamo che l'indagine la fa un governo, questo teme di essere svergognato o trova la maniera di abbellire i dati ?

Ci sono delle statistiche su come i governi fanno le statistiche ?

 

 

E secondo voi, che hanno fatto ?

O meglio, mettiamo che l'indagine la fa un governo, questo teme di essere svergognato o trova la maniera di abbellire i dati ?

Ci sono delle statistiche su come i governi fanno le statistiche ?

Penso che in Polonia come in Italia dei rapporti sulla qualità delle rilevazioni vengono sicuramente fatti e resi pubblici, così come conosciuti sono gli aspetti problematici, ma non penso che sotto ci siano trame oscure dei governi per abbellire i dati.