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La spesa per istruzione in Italia

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Ottimo articolo, concordo su tutto e avevo fatto conclusioni simili basate sul rapporto del 2008, forse piu' caustiche verso certa propaganda politica in materia di istruzione che prescinde dai dati di fatto o li stravolge e li imbroglia. Allego la mia personale raccolta di link sull'argomento, che seguo sempre con interesse:

Aggiungo solo una considerazione: per caso o per fortuna l'attivita' del ministro dell'educazione in materia di educazione primaria e' andato nella corretta direzione di diminuire la spesa per studente, amplificata oltre ogni limite dal malgoverno, dai c.d. "moduli" e dalle compresenze, tutti disonesti meccanismi per assumere piu' insegnanti in rapporto agli studenti per fornire servizi scadenti, come indicano i risultati PISA.

Adesso come denunciato da G.A.Stella sembra sia in voga spingere sull'assunzione degli insegnanti di sostegno, sembra che in certe regioni la percentuale di handicappati dichiarati stia andando alle stelle.

Una parte probabilmente predominante di riduzione della spesa e' consistita nella usuale consolidata truffa all'italiana di prepensionare (in questo caso obbligatoriamente) parte degli insegnanti, spostando i loro costi dall'istruzione alle pensioni, ma sempre a carico dei contribuenti, solo per non far nulla invece che per fare qualcosa di utile. Un'altra parte della riduzione si e' scaricata sui precari, che comunque, nel consueto andazzo all'italiana ingolferanno con graduatorie ad esaurimento le assunzioni dei prossimi 20-30 anni, bloccando l'accesso all'insegnamento per ogni giovane meritevole nello stesso periodo.

Concordo per l'ottimo articolo, io avevo già visto questo, che è un paper della fondazione Agnelli basato sugli stessi dati.

Quello che trovo interessante è la tua analisi: effettivamente anche nel paper della fondazione si parla di pensionamenti nei prossimi anni e "assunzione dei precari", che non è detto che non meritino, nel senso non siano capaci, ma che comunque il costo delle inefficienze è scaricato sui contribuenti a prescindere, chi va in pensione, va, appunto, in pensione, ad affossare ulteriormente i conti INPS. Mi sembra il classico caso della coperta corta: dovunque la tiri, scopri qualcosa

La Fondazione Agnelli mette anche un bel grafico da cui si evince che il culmine dei professori si è avuto nel 1990 (indovinare chi comandava in Italia, please..), mentre quello degli alunni nel 1977 .(formidabili quegli anni..), cioè dal 1977 si è continuato ad assumere, pur in presenza di un minor numero di studenti.C'è poi stato un picco decrescente dei professori, che ha seguito quindi anche la curva degli studenti, con un minimo relativo nel 1997-1998 (governo Prodi), per poi risalire dal 2000 (governo Amato ed elezioni..) con una continua risalita durante l'E.B. (era berlusconi).

Notare che il massimo relativo si riscontra nel 2006, quando ci sono nuovamente le elezioni, dal 2007 in poi i docenti tornano a scendere, i dati si fermano al 2008. Sarebbe degno di nota avere il dato aggiornato al 2010 per capire quanto la riforma Gelmini impatta sul grafico.

Una discordanza la trovo sul numero dei docenti: sono 840.000, ma di questi 700.000 sono a tempo indeterminato (secondo il paper), bisognerebbe capire se i 140.000 di differenza sono precari in senso stretto, o ricercatori, associati e via discorrendo.