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La spesa per istruzione in Italia

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non è ammissibile che la sicilia sforni esuberi e che l'emilia romagna sia poi costretta a farsene carico, sacrificando i già troppo pochi insegnanti locali. Perché sono pochi i locali, rispetto a coloro a cui piacerebbe insegnare, si intende? Il sistema perverso dissuade chi in qualche modo può ripiegare su altro.

E' esattamente questo quello che accade. Io ad esempio sono di Bologna, dopo la laurea mi sarebbe piaciuto insegnare lingue straniere (sono interprete e traduttrice), ma non mi sono nemmeno avvicinata al girone infernale della scuola. Per la mia generazione (trentenni) e per quella successiva l'insegnamento è completamente precluso a causa della mole di precari che ha generato questo sistema assurdo (possibile che a tutti questi spetti di diritto una cattedra? Vogliamo andare a vedere quanto sono bravi come insegnanti?). Eppure in Emilia-Romagna ci sarebbe richiesta di insegnanti, è una regione che avrebbe potuto offrirmi questa opportunità se non dovesse assorbire la disoccupazione del resto d'Italia. A parte questo discorso para-leghista :-), penso che uno dei problemi principali sia il metodo di reclutamento degli insegnanti che non seleziona di certo i più bravi e capaci. Credo che ci vorrebbe un sistema privatistico di selezione, con il preside che indice una selezione per quel determinato posto di insegnante, con tanto di colloquio ed eventuali prove scritte, psicologiche, ecc. come fanno le aziende di un certo livello. Non credo nel concorso pubblico e tantomeno nel sistema della graduatorie con punteggio anzianità come è adesso.