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La spesa per istruzione in Italia

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E' proprio corretto considerare il taglio orizzontale di un campione di studenti quindicenni di 40 paesi OCSE del mondo e i relativi risultati (PISA) come un indicatore assoluto della "qualità" dei relativi sistemi scolastici?

La domanda mi sembra formulata male e poco comprensibile. Se la capisco bene comunque direi che PISA confronta i livelli medi di competenze dei 15enni di vari Paesi, e per far questo e' ovvio che debba considerare campioni rappresentativi di tutta la popolazione di studenti della stessa eta'.

Non starai pensando spero a qualche trucco ben congegnato per introdurre asimmetrie tra Paesi nei confronti PISA al fine di favorire l'Italia tirando fuori qualche scusa come la latitudine, la temperatura media o amenita' del genere?

Le competenze misurate dei 15enni sono il risultato in primo luogo della scuola e in secondo luogo del contesto sociale e familiare medio dei Paesi considerati.  Quindi i dati PISA corrispondono primariamente ad una valutazione della qualita' media delle scuole di paesi diversi.

la Finlandia ha una popolazione di circa 5.000.000 di abitanti con una percentuale del 65% (se non ricordo male) di diplomati sul totale della popolazione. Ha un sistema scolastico inclusivo (non si boccia o si seleziona poco), fortemente autonomo, ma proprio per questo con rigidi controlli centrali, e con un numero sicuramente ridotto di discipline e indirizzi, quindi con relativamente pochi insegnanti. Non credo che si possa fare un confronto con la situazione italiana e con l'evidente mancanza di omogeneità del nostro paese (Nord - Sud) e soprattutto con il livello d'istruzione di base della popolazione italiana.

Se il confronto e' serio e onesto deve riguardare campioni rappresentativi di tutto un Paese e di tutta la sua popolazione.  Spero nuovamente che non si desideri proporre "aggiustamenti" per favorire l'Italia.

La mancanza di omogeneita' nord-sud poi e' una precisa responsabilita' dello Stato e della Scuola italiane, entrambi in funzione piu' o meno da 150 anni e per quasi tutto il periodo di impianto strettamente centralista.  Sarebbe ridicolo invocare le differenze nord-sud come attenuante nel confronto con altri Paesi, al contrario le differenze di competenze sono un'ulteriore grave responsabilita' della Scuola italiana, incapace perfino di provvedere valutazioni decentemente uniformi tra regioni diverse.

Infatti se disaggreghiamo i dati PISA e scegliamo solo i licei saliamo al quinto- sesto posto e se prendiamo i licei del Nord Est ci avviciniamo alla Finlandia e alla Corea.

E perche' mai dovremmo confrontare le migliori scuole italiane con la media degli altri Paesi???

Per i dati PISA mi sembrerebbe molto più importante fare il confronto fra due diverse tornate di prove, se verranno effettuate a distanza di dieci anni, perché allora potremmo misurare come il nostro sistema si è mosso nel frattempo in assoluto e in rapporto agli altri paesi.

Il ritardo dell'Italia e' costante nel tempo, in ogni caso anche i valori assoluti e non solo le differenze tra una valutazione e l'altra sono indicativi della relativa bonta' dei sistemi educativi di Paesi diversi.