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La spesa per istruzione in Italia

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Il modello finlandese. Non contempla né la raccolta punti esselunga, né la fila ordinata, né la diaspora degli esuberi prodotti da una parte in tutto il paese e la pretesa di una parte di monopolizzare il settore in tutto il paese, né il sistematico ricorso al tar, o la moltiplicazione dei posti sul sostegno geograficamente concentrata, o falso servizio in scuole fantasma o manomissioni di archivi informatici per scalare graduatorie. Certo lì l'insegnamento a scuola non è un ammortizzatore sociale del Mezzogiorno del paese e il reclutamento è concepito in funzione della qualità, non della sistemazione nel settore statale.

La raccolta punti esselunga non c'è in nessun paese europeo.

Ma quali aspetti rendono il sistema scolastico finlandese un modello vincente? Il punto di forza maggiore consiste sicuramente nella figura dell’insegnante e nella sua formazione, che avviene per tutti attraverso una laurea specialistica conseguita presso le università e i politecnici (per i docenti degli istituti tecnico-professionali). Gli aspiranti docenti vengono sottoposti ad un esame di ingresso e ad un test attitudinale volto ad accertare le loro competenze relazionali; la preparazione viene poi continuata e perfezionata attraverso la formazione in servizio, per la quale Comuni e Stato investono molto.

Il reclutamento avviene su base locale attraverso concorsi indetti dai Comuni ed è necessario anche l’assenso delle scuole sulle persone da assumere; inoltre l’insegnante di classe è affiancato da altre figure come ad esempio il consulente per l’orientamento.

Gli altri elementi di forza del modello finlandese sono costituiti dai curricoli flessibili, con una base comune nazionale ed una parte affidata ai Comuni e alle singole scuole, dall’autonomia riconosciuta ai Comuni per la gestione dell’istruzione e dal sistema di valutazione esterna i cui risultati non vengono però resi pubblici, per non penalizzare le scuole che si troverebbero in basso nella classifica: la valutazione viene effettuata infatti con il solo scopo di dare indicazioni agli enti locali e agli istituti di formazione su come migliorare il proprio lavoro.

 

Sul modello finlandese io sono d'accordo.

La raccolta punti esselunga non c'è in nessun paese europeo.

Già, ma vai a vedere come verrebbero gestiti i concorsi "locali" in Italia. E' questo, il problema, innanzitutto.

RR

Già, ma vai a vedere come verrebbero gestiti i concorsi "locali" in Italia. E' questo, il problema, innanzitutto.

Peggio dello schifo attuale non si può fare. Un guizzo di ottimismo