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La spesa per istruzione in Italia

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michele boldrin 22/9/2010 - 07:25

Gli incredibili commenti dei "colleghi" d'Andrea (e studenti di Giovanni) mi hanno fatto realizzare che

- la media paesi OCSE che OCSE riporta è probabilmente una media semplice, ossia non pesata per le popolazioni!!! Quindi, poiché OCSE ha molti paesi piccoli e ricchi (Luss, Svezia, Danimarca, Svizzera, ecc.) quella media è stupidamente inflazionata e non vuol dire nulla. Magari varrebbe la pena comparare con medie di paesi che abbiano più di 20 o 30 milioni di persone, è più sensato.

- Gli ardimentosi colleghi d'Andrea sembrano non capire cosa il PIL misuri. In particolare, non si rendono conto (magari studiano scienze politiche, o sociologia, o storia e filosofia ... oppure occorre dire a Ramon ed ai colleghi di EUI Economics che insegnino meglio) che paesi con PIL alto hanno una produttività più alta del lavoro, quindi higher opportunity cost of labor and higher prices of non tradeable. Quindi dividere per PIL per capita è non solo legittimo ma NECESSARIO se si vuole calcolare una misura ragionevole degli inputs in ore/capitale umano immesso. Per esempio, io spendo il doppio di molti colleghi italiani per tantissimi servizi, da house cleaning al barbiere, dal ristorante al medico all'idraulico. Ma questo NON implica che io usi più ore di lavoro di questi servizi o che abbia un servizio migliore ... Prova a spiegarglielo, chissà, magari sono solo confusi invece che ideologicamente tarati.

- Poi, sempre ai medesimi, va spiegato che il PIL per capita misura la capacità contributiva di un paese (non esattamente, ma meglio di qualsiasi altra misura). Siccome la scuola è pubblica e si paga con le tasse, la capacità contributiva conta assai, eccome se conta, per capire che sforzo un paese fa. Non so se riescono a capirlo, ma si può tentare ...

- Infine, solita cattiveria del Boldrin, non mi sorprende non amino meritocrazia e competizione nell'educazione e nella ricerca. Con le capacità e le conoscenze che manifestano in discussioni del genere, non avrebbero grande successo in un ambiente meritocratico. Insomma, la loro posizione è logica: difendono se stessi. Si preparano a luminose carriere nel sistema educativo italiano (infatti, uno di loro suggerisce di usare i professori liceali o di scuola media o elementare che sono in "esubero" per fare assistenza all'università ... geniale, no?). Poi dicono che i tests PISA non misurano bene il livello: a vedere certi dibattiti, direi che misurano troppo bene!

 

Magari varrebbe la pena comparare con medie di paesi che abbiano più di 20 o 30 milioni di persone, è più sensato.

Basta comparare con il PIL tedesco (80 mil di abitanti): PIL 30774 Italia e 36018 Germania, spesa totale primaria + secondaria Italia 100903 Germania 91966.

PS: il mio contratto da professore EUI scade il 30 dicembre 2010