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La spesa per istruzione in Italia

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Tanto per condire i dati con un aneddoto personale, in quarta superiore arrivò presso l'ITG di Pordenone (una scuola considerata ottima) una studentessa pugliese con la media attorno al 8 - 8,5... beh, improvvisamente i suoi voti sono scesi attorno al 5 - 6, ad eccezione di Italiano, Storia e Diritto...

Per altro, faccio notare, le valutazioni di maturità e laurea valgono per i concorsi pubblici, ditemi voi se vale di più un geometra col 70 di Pordenone o un geometra pugliese col 100, non oso immaginare che gente giri per gli uffici tecnici di certi comuni sotto il Tevere....

Per altro, faccio notare, le valutazioni di maturità e laurea valgono per i concorsi pubblici, ditemi voi se vale di più un geometra col 70 di Pordenone o un geometra pugliese col 100, non oso immaginare che gente giri per gli uffici tecnici di certi comuni sotto il Tevere....

Sono fatti noti a qualunque persona onesta con una minima capacita' di analisi dei fatti. In una recente relazione annuale della Banca d'Italia nelle considerazioni finali Mario Draghi ha affermato pubblicamente che in Italia vale piu' un 4 in matematica a nord che un 7 in matematica a sud. Piu' nel dettaglio ci sono studi statistici sul confronto tra valutazioni delle scuole e competenze verificate con test uniformi da cui risulta appunto che le votazioni a sud sono migliori di quelle del nord pur a fronte di competenze inferiori. Questo e' l'effetto di un sistema di istruzione statal-centralista diretto con incompetenza e disonesta'.

L'ultima trovata dei ladroni di Roma (credo proprio su iniziativa del ministro dell'educazione e della ricerca) e' stata quella di istituire un premio per chi prende 100 e lode alla maturita'.  Come documentato dai giornali questo ha prodotto un'inflazione di lodi nel sud mentre a nord le lodi venivano date col contagocce.  I ladroni di Roma potevano benissimo mantenere il lodevole incentivo, disinnescando almeno in parte l'implicita spinta ad imbrogliare, istituendo delle competizioni nazionali serie (e cercando poi di limitare gli imbrogli) o almeno, a costo zero, premiando ovunque il top 1% per provincia, oppure ancora stanziando una somma fissa proporzionale an n. di studenti per provincia e poi dividendo il premio per chi prende la lode.  Sono tutte strategie alla portata di un bambino con la licenza elementare. Invece hanno scelto l'altra strada, quella ovviamente piu' stupida e disonesta, conoscendo l'Italia.

ditemi voi se vale di più un geometra col 70 di Pordenone o un geometra pugliese col 100

Vorrei cogliere questa occasione per ricordare che in Italia esister(ebbe) l'Esame di Stato, che è stato ideato a bella posta per dare un "unico" tipo di valutazione finale degli studenti, altrimenti che Esame di Stato sarebbe??

L'Esame di Stato fu introdotto da Gentile con la sua famosa riforma del '23, ma faccio notare che i più ferventi sponsors erano i Cattolici, che, con il neonato Partito Popolare, ne avevano fatto una bandiera del loro programma politico. Il loro obiettivo era appunto consentire una "pari dignità legale" a diverse scuole, inclusa in particolare la scuola cattolica, per cui l'Esame di Stato avrebbe svolto la funzione di certificazione conclusiva "equalizzatrice".

Però lasciatemi dire che non è che perchè le scuole possano essere più autonome che debbano essere tollerati standard difformi tra Nord Sud Est Ovest a livello di valutazioni scolastiche (in itinere). Uno standard unico nazionale, vigilato da una adeguata Autorità di Valutazione, dovrebbe essere la norma, come lo è all'Estero.

Ricordo che in UK se prendi "A" in un A-level, quella è una "A", e viene considerata tale dalle Università (da tutte le Università) nelle more delle loro selezioni di ammissione. Quindi anche senza avere un Esame di Stato, colà hanno un (più efficace!) standard nazionale di valutazione, che viene evidentemente considerato realistico e credibile in tutto il Paese, e quindi ha il medesmo "valore legale", alla faccia dei soloni nostrani che fannno prendere aria alla bocca quando straparlano di cose che non conoscono sui sistemi educativi altrui.

RR

 

 

Ricordo che in UK se prendi "A" in un A-level, quella è una "A", e viene considerata tale dalle Università (da tutte le Università) nelle more delle loro selezioni di ammissione. Quindi anche senza avere un Esame di Stato,

 

In Inghilterra esistono esami centralizzati  - GCSE (http://en.wikipedia.org/wiki/General_Certificate_of_Secondary_Education)  ed A-level (http://en.wikipedia.org/wiki/Advanced_Level)  gestiti da organizzazioni indipendenti (charities - in Italia  con status di no-profit) autorizzate e sorvegliate dal governo. In pratica, i compiti, tutti scritti, vengono corretti anonimamente e centralmente. Gli esaminatori non sanno neppure da quale scuola provengono gli elaborati. Infatti è possibile fare delle graduatorie attendibili sulla base dei risultati, senza tema di distorsioni a seguito  di differenze nei metri di giudizio fra commissioni locali.

Sarei molto favorevole all'introduzione di un sistema analogo in Italia, che permetterebbe anche di selezionare molto meglio gli studenti ai corsi universitari a numero chiuso di quanto sia ora possibile con i test.

Aggiungo che un sistema analogo è adottato in Turchia, in maniera ancora più rigida. Viene fatta una graduatoria nazionale degli studenti (dal n 1 al n. 200000, credo) e l'ammissione all'università dipende dalla propria posizione in graduatoria. Mi dicevano che il Department of Electrical Engineering dell'università Bosphorous, che si vanta di essere il miglior dipartimento in assoluto della Turchia, non accetta studenti al di sotto del n.120

 

Allora vede che possiamo andare d'accordo?

Tutto quello che Lei scrive è pienamente condivisibile, e tra l'altro concordo anche sull'analisi e sulle conclusioni da Lei tracciate nell'articolo.

RR

I cosiddetti test INVALSI, introdotti all'esame di terza media, vanno in questa direzione. Già da quest'anno attraverso la loro lettura si potrà avere una "classifica" delle scuole medie italiane, e dall'anno prossimo osservare chi è andato avanti e chi no!

Dal prossimo anno scolastico, in via sperimentale, la stessa cosa dovrebbe avvenire all'esame di stato delle superiori con l'idea di introdurli poi in sostituzione della famigerata terza prova, sarebbe un bel passo in avanti.