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La spesa per istruzione in Italia

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Ma quale "divergenza qualitativa"? Perché? Dov'è la logica del tuo ragionamento? Paga comunque pantalone, ma ognuno può scegliere i migliori per sé.

Cosa vuol dire "ognuno può scegliere i migliori per sé"? Vuol dire che si creeranno differenze fra chi sceglie meglio (o ha avuto più fortuna) e chi sceglie peggio, ed inoltre che alcune unità scolastiche saranno più sfavorite per motivi di posizione (collocazione "in provincia", in "zone difficili", ecc.).

Ma la scuola non è come il supermercato, per cui puoi (da utente) sceglierne una girando col carrello. Quando si formassero sensibili differenze fra scuole, avresti il ras locale dei luoghi "sfortunati" che organizza la rivolta per la perdita strutturale delle "pari opportunità" per i propri figlioli...

La "graduatoria" (non sgridarmi troppo sugli aspetti tecnici) coglie l'idea che la Scuola è Una, perchè una è la Comunità [l'ἐκκλησία (ekklēsia)] da servire, e quindi il reclutamento è Uno solo, non ci sono "tanti reclutamenti quante scuole [unità scolastiche]".

Spero di essermi spiegato...

RR

 

 

Ma la scuola non è come il supermercato, per cui puoi (da utente) sceglierne una girando col carrello. Quando si formassero sensibili differenze fra scuole, avresti il ras locale dei luoghi "sfortunati" che organizza la rivolta per la perdita strutturale delle "pari opportunità" per i propri figlioli...

o_O

Ci provo per l'ultima volta: la scelta avviene tra abilitati, non tra chi passa per strada. Laurea, specializzazione all'insegnamento e abilitazione sono autorizzate, omologate e regolate dal ministero. Ma, anziché prendersi chi è di turno (magari chi si è abilitato, forse dopo un discreto numero di bocciature, cogliendo l'ultima sanatoria salvifica accordata in virtù di un servizio prestato grazie ad automatismi e mai valutato, o in circostanze torbide, e può essere impreparato e/o incapace e/o instabile e/o lavativo).

Oggi la scuola è un supermercato dove si va a prendere il ruolo, in una parte del paese, allungando la tessera punti debitamente riempita. Auspicare l'introduzione di un sistema di reclutamento razionale in luogo della tyche, comporterebbe "la perdita strutturale delle "pari opportunità" per i propri figlioli", con conseguente rivolta??

Le differenze esistono oggi. Oggi si negano opportunità per non affrontare nodi che provocherebbero resistenze tra gli acquisitori di diritto al posto fisso, mica tra gli utenti, che avrebbero tutto da guadagnare. Ora che non si sceglie, quando tocca, ci si deve sciroppare il peggio, esattamente perché si è stati sfortunati. Le graduatorie sono nate e sussistono per tacitare e rintuzzare le pretese degli aspiranti,  non certo nell'interesse della scuola. Prendo atto: siccome scegliere è difficile, è meglio rinunciare e affidarsi alla raccolta punti, che fra l'altro taglia fuori qualche generazione. Ora me lo segno. Continuo a non capire perché,  a questo punto, non si acclami il sorteggio, che almeno non taglierebbe fuori nessuna generazione e sarebbe lo stesso in tutta italia. Sorteggio= sistema omogeneo, no?

 

La "graduatoria"  coglie l'idea che la Scuola è Una, perchè una è la Comunità [l'ἐκκλησία (ekklēsia)] da servire, e quindi il reclutamento è Uno solo, non ci sono "tanti reclutamenti quante scuole [unità scolastiche]".

La graduatoria  non coglie un tubo, perché non è stata progettata, bensì è l'esito estremo della rinuncia a concepire un sistema di reclutamento da parte di chi (tutti coloro che si sono succeduti) non è stato capace di disboscare i privilegi accampati da questo o quello. Ha imbarcato tutti, finché la si è blindata.  Almeno così si dice, ma una volta  creata, come il mostro di Frankestein, è sfuggita al controllo del creatore, pertanto, finchè esisterà, per intervento del tar sarà suscettibile di nuovi inserimenti (a qualcuno interessa l'assunzione a t.i. subito prima del pensionamento, non insegnare a scuola).

La graduatoria da sempre si mantiene in precario e virtuosistico equilibrio tra svariati clientelismi. E poi quali sarebbero i "tanti reclutamenti"? Hai capito che le attuali graduatorie sono provinciali per snaturamento di una programmazione regionale? Hai capito che la posizione occupata non ha nulla a che vedere con il merito ma è l'incrocio di una serie di fattori discutibili, quando non illegali?

Scusa se mi permetto Renzino, ma, secondo me, non sai di che cosa stai parlando e ti sei incaponito, affezionandoti all'idea di Graduatoria (spero almeno che tu abbia capito che non è la graduatoria stilata dopo un concorso, ma si scorre anche quella, pur stantia), perché burocratica, rigida e dirigistica. Poco importa se antimeritocratica, opaca, fallimentare. Poco importa che non selezioni i migliori e tagli fuori tutti quelli che hanno avuto la ventura di essere sopraggiunti al momento sbagliato. Interessante il richiamo ad una democrazia esclusiva. Anche i privilegiati di oggi, come il polites, godono di opportunità negate agli esclusi dal privilegio (quello odierno è la possibilità di acculturarsi percorrendo una strada alternativa o di affermarsi professionalmente in forza di un illustre lignaggio) a causa di una scuola che, assecondando logiche di collocamento, conculca il diritto a riscattarsi degli ultimi. E' il trionfo del censo sul merito.

I "pregi" delle graduatorie possono essere illustrati soltanto dagli imboscati e da un burocrate reazionario interessato al mantenimento dello status quo per poter esercitare il proprio dispotico controllo.

Ma non ti sturba che soltanto in italia si affidi il "reclutamento" alla raccolta punti esselunga, ovvero si rinunci ad adottare un sistema di reclutamento, mentre in tutti gli altri paesi europei si adotta, com'è naturale, un sistema di reclutamento, in luogo del Caos.

Ma non ti sturba che soltanto in italia si affidi il "reclutamento" alla raccolta punti esselunga, ovvero si rinunci ad adottare un sistema di reclutamento, mentre in tutti gli altri paesi europei si adotta, com'è naturale, un sistema di reclutamento, in luogo del Caos

Confermo che sono per un sistema di reclutamento... cerco anche di evitare di agitarmi senza capire il senso delle cose, del perchè sono come sono.

Così, tanto per chiudere il discorso e cambiare argomento, ti dico perchè non c'è meritocrazia nello sviluppo di carriera dei docenti. E' così perchè quando la Democrazia Cristiana decise che era cosa buona e giusta che le donne potessero avere un lavoro ed anche la famiglia, si premurò di evitare che ci potessero essere strutture di carriera basate sulla ricompensa di "meriti particolari", che si sarebbero acquisiti, evidemente, con uno "speciale" impegno. Le donne avrebbero dovuto fare il loro po' di insegnamento, al mattino, e poi correre a casa, a preparare il minestrone, e curare la famiglia.

I valori del nostro Paese, cara anxia, non sono gli stessi del popolo inglese, e neanche di quello tedesco. Valori diversi, norme diverse. Il Diritto e' Valore. E, devo anche dire (o ammettere, da ateo quale sono) che non possiamo diventare tutti protestanti dall'oggi al domani.

RR

 

Il Diritto e' Valore

Esatto il diritto è valore: tu vuoi negare diritti ai più per preservare gli odiosi privilegi di una chiassosa minoranza.

Spero di essermi spiegato...

E poi vorrei sapere perché non proponi l'estensione di questo diabolico sistema  anche ai medici.

Si deve far così: ogni medico con l'abilitazione acquisisce automaticamente il diritto ad essere assunto a t.i. (e gli avvocati? e gli architetti? perché loro non dovrebbero acquisire automaticamente il diritto all'assunzione con l'abilitazione), ovvero prenota il suo posto: entro un ventennio lo occuperà.

Semplicemente accodandosi a chi lo ha preceduto entra in una graduatoria da cui ogni struttura pubblica è costretta ad attingere rigorosamente scorrendo la lista.

La "programmazione" si fa su scala regionale (la programmazione non funziona allo stessso modo in tutte le regioni), ma ad ogni apertura di graduatoria ognuno può, almeno nominalmente, inserirsi in qualunque provincia, ad occhi chiusi fra l'altro (è un salto nel vuoto: se tutti la pensano allo stesso modo, i più restano al palo). Il numero degli abilitati è decisamente sovradimensionato rispetto ai posti.

Ogni tanto si fa una sanatoria per quanti hanno prestato servizio da non abilitati. Se si traccheggia, interviene il tar e impone la sanatoria. E li si imbarca tutti.

Il punteggio di abilitazione è più o meno lo stesso per tutti. La graduatoria si scala prestando servizio ovunque anche in strutture private fantasma o con qualche altro magheggio, oppure grazie a titoli comprati (accade in tutta italia). E se la sicilia ne ha sfornati più di tutti, a causa della diaspora gli altri si devono mettere da parte. Se i posti sono prenotati fino al 2050 (non si è "programmato" proprio con precisione...), pazienza, vorrà dire che si praticherà il salto generazionale.

Se il miglior medico del mondo non è in posizione utile per un paio di decenni, se ne dovrà fare a meno. Non c'è altra possibilità. La struttura accogliente deve prendere quello che capita, senza poter reclamare neppure un concorso che discerna.

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E perché non estendere il modello all'università: i dottori di ricerca dovranno essere tutti (nessuno escluso) inseriti in una graduatoria, da dove ogni università, all'occorrenza, dovrà assumere chi è di turno, sulla base dell'anzianità. Ovviamente fino all'esaurimento della stessa, poiché il dottore di ricerca avrebbe maturato il diritto all'assunzione con il solo conseguimento del titolo (del resto ha già vinto un concorso per entrare, ecchediamine che si pretende di più?). E' accettabile? E' razionale?

con l'abilitazione acquisisce automaticamente il diritto ad essere assunto

Nego decisamente che il concetto di abilitazione abbia qualcosa a che fare con il diritto a qualche tipo di assunzione. L'abilitazione è solamente una certificazione di una competente autorità, che dice qualcosa in merito al livello di competenze del candidato rispetto a canoni prefediniti, e accertati con qualche forma di valutazione (più o meno come un titolo di studio, solamente che qui si tratta di standard professionali).

Altro è il reclutamento, che si avvarrà come forma strumentale di selezione di una procedura concorsuale fra i candidati interessati allo specifico posto di lavoro. I candidati manifestano il loro interesse rispondendo al bando e concorrendo fra di loro per le posizioni richieste.

Il concorso può dare come esito una graduatoria, no? Allora hai diritto ad essere messo nella graduatoria, mica ad essere assunto, però. Quello è un atto diverso. Se poi lo Stato italiano considera le graduatorie come mobili, semoventi, stratificate, sedimentate, millemillanta, e pirippì e pirippò, queste sono cose accessorie che fanno parte di una discussione a latere, come quella che stiamo facendo su questo blog.

RR

 

Nego decisamente che il concetto di abilitazione abbia qualcosa a che fare con il diritto a qualche tipo di assunzione. L'abilitazione è solamente una certificazione di una competente autorità, che dice qualcosa in merito al livello di competenze del candidato rispetto a canoni prefediniti, e accertati con qualche forma di valutazione (più o meno come un titolo di studio, solamente che qui si tratta di standard professionali).

Altro è il reclutamento, che si avvarrà come forma strumentale di selezione di una procedura concorsuale fra i candidati interessati allo specifico posto di lavoro. I candidati manifestano il loro interesse rispondendo al bando e concorrendo fra di loro per le posizioni richieste.

Il concorso può dare come esito una graduatoria, no? Allora hai diritto ad essere messo nella graduatoria, mica ad essere assunto, però. Quello è un atto diverso. Se poi lo Stato italiano considera le graduatorie come mobili, semoventi, stratificate, sedimentate, millemillanta, e pirippì e pirippò, queste sono cose accessorie che fanno parte di una discussione a latere, come quella che stiamo facendo su questo blog.

RR

 

Allora, Renzino, fuori dai denti: io so di che cosa sto parlano, tu no, e sei mosso da pregiudizio ideologico.

Prima di infervorarsi, è meglio informarsi e cercare di capire

Neghi? Non puoi negare l'esistente Soprattutto dopo che finora lo hai difeso. L'abilitazione dovrebbe essere quello che dici, INVECE IN ITALIA ESSA HA COMPORTATO L'ACQUISIZIONE DEL DIRITTO AD ESSERE ASSUNTO. Gli abilitati che hanno acquisito il diritto saranno smaltiti quando viaggeranno le astronavi, ma hanno acquisito il diritto. Ecco da dove nascono i problemi.

Il reclutamento dovrebbe essere altro. Finalmente, buongiorno, ben alzato!

Le graduatorie ad esaurimento non sono l'esito di un concorso.

E comunque in italia sia le graduatorie ad esaurimento, dove si sono inseriti solo ed esclusivamente in virtù dell'abilitazione sissini, sanati e, pur permanendo anche nelle gm, abilitati del concorso dopo tot servizio, sia le graduatorie di merito stilate dopo l'ultimo remoto concorso danno esattamente diritto alla cattedra. Chi c'è c'è, gli altri si attacchino, comunque vigono le prenotazioni. Secondo l'ordine con cui si è accodato l'inserito  sarà immesso in ruolo.

queste sono cose accessorie che fanno parte di una discussione a latere,

veramente questa è la realtà alla quale tu pretendi di sovrapporre la tua fantasiosa visione. Difendi la santa Graduatoria senza neppure sapere che cos'è...

 

 

Per evitare ulteriore noise nello sviluppo dei commenti (noise che e' recentemente aumentato alquanto nel sito, e di cui molti si sono lamentati), suggerisco di terminare questa discussione abbastanza sterile, visto che abbiamo capito tutti i termini della questione. Nel mondo ideale di Renzino, l'abilitazione dovrebbe essere una semplice certificazione di competenze minime necessarie alla professione dell'insegnamento. Nei fatti pero', ci dice Anxia, alcune lacune nel sistema giuridico comportano che l'abilitazione implica un diritto all'assunzione, con tutti i problemi che questo comporta. Non mi sembrano posizioni necessariamente in disaccordo. E le soluzioni giuridiche non devono necessariamente passare per l'eliminazione di qualsiasi forma di certificazione.