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La spesa per istruzione in Italia

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Ma la scuola non è come il supermercato, per cui puoi (da utente) sceglierne una girando col carrello. Quando si formassero sensibili differenze fra scuole, avresti il ras locale dei luoghi "sfortunati" che organizza la rivolta per la perdita strutturale delle "pari opportunità" per i propri figlioli...

o_O

Ci provo per l'ultima volta: la scelta avviene tra abilitati, non tra chi passa per strada. Laurea, specializzazione all'insegnamento e abilitazione sono autorizzate, omologate e regolate dal ministero. Ma, anziché prendersi chi è di turno (magari chi si è abilitato, forse dopo un discreto numero di bocciature, cogliendo l'ultima sanatoria salvifica accordata in virtù di un servizio prestato grazie ad automatismi e mai valutato, o in circostanze torbide, e può essere impreparato e/o incapace e/o instabile e/o lavativo).

Oggi la scuola è un supermercato dove si va a prendere il ruolo, in una parte del paese, allungando la tessera punti debitamente riempita. Auspicare l'introduzione di un sistema di reclutamento razionale in luogo della tyche, comporterebbe "la perdita strutturale delle "pari opportunità" per i propri figlioli", con conseguente rivolta??

Le differenze esistono oggi. Oggi si negano opportunità per non affrontare nodi che provocherebbero resistenze tra gli acquisitori di diritto al posto fisso, mica tra gli utenti, che avrebbero tutto da guadagnare. Ora che non si sceglie, quando tocca, ci si deve sciroppare il peggio, esattamente perché si è stati sfortunati. Le graduatorie sono nate e sussistono per tacitare e rintuzzare le pretese degli aspiranti,  non certo nell'interesse della scuola. Prendo atto: siccome scegliere è difficile, è meglio rinunciare e affidarsi alla raccolta punti, che fra l'altro taglia fuori qualche generazione. Ora me lo segno. Continuo a non capire perché,  a questo punto, non si acclami il sorteggio, che almeno non taglierebbe fuori nessuna generazione e sarebbe lo stesso in tutta italia. Sorteggio= sistema omogeneo, no?

 

La "graduatoria"  coglie l'idea che la Scuola è Una, perchè una è la Comunità [l'ἐκκλησία (ekklēsia)] da servire, e quindi il reclutamento è Uno solo, non ci sono "tanti reclutamenti quante scuole [unità scolastiche]".

La graduatoria  non coglie un tubo, perché non è stata progettata, bensì è l'esito estremo della rinuncia a concepire un sistema di reclutamento da parte di chi (tutti coloro che si sono succeduti) non è stato capace di disboscare i privilegi accampati da questo o quello. Ha imbarcato tutti, finché la si è blindata.  Almeno così si dice, ma una volta  creata, come il mostro di Frankestein, è sfuggita al controllo del creatore, pertanto, finchè esisterà, per intervento del tar sarà suscettibile di nuovi inserimenti (a qualcuno interessa l'assunzione a t.i. subito prima del pensionamento, non insegnare a scuola).

La graduatoria da sempre si mantiene in precario e virtuosistico equilibrio tra svariati clientelismi. E poi quali sarebbero i "tanti reclutamenti"? Hai capito che le attuali graduatorie sono provinciali per snaturamento di una programmazione regionale? Hai capito che la posizione occupata non ha nulla a che vedere con il merito ma è l'incrocio di una serie di fattori discutibili, quando non illegali?

Scusa se mi permetto Renzino, ma, secondo me, non sai di che cosa stai parlando e ti sei incaponito, affezionandoti all'idea di Graduatoria (spero almeno che tu abbia capito che non è la graduatoria stilata dopo un concorso, ma si scorre anche quella, pur stantia), perché burocratica, rigida e dirigistica. Poco importa se antimeritocratica, opaca, fallimentare. Poco importa che non selezioni i migliori e tagli fuori tutti quelli che hanno avuto la ventura di essere sopraggiunti al momento sbagliato. Interessante il richiamo ad una democrazia esclusiva. Anche i privilegiati di oggi, come il polites, godono di opportunità negate agli esclusi dal privilegio (quello odierno è la possibilità di acculturarsi percorrendo una strada alternativa o di affermarsi professionalmente in forza di un illustre lignaggio) a causa di una scuola che, assecondando logiche di collocamento, conculca il diritto a riscattarsi degli ultimi. E' il trionfo del censo sul merito.

I "pregi" delle graduatorie possono essere illustrati soltanto dagli imboscati e da un burocrate reazionario interessato al mantenimento dello status quo per poter esercitare il proprio dispotico controllo.

Ma non ti sturba che soltanto in italia si affidi il "reclutamento" alla raccolta punti esselunga, ovvero si rinunci ad adottare un sistema di reclutamento, mentre in tutti gli altri paesi europei si adotta, com'è naturale, un sistema di reclutamento, in luogo del Caos.

Ma non ti sturba che soltanto in italia si affidi il "reclutamento" alla raccolta punti esselunga, ovvero si rinunci ad adottare un sistema di reclutamento, mentre in tutti gli altri paesi europei si adotta, com'è naturale, un sistema di reclutamento, in luogo del Caos

Confermo che sono per un sistema di reclutamento... cerco anche di evitare di agitarmi senza capire il senso delle cose, del perchè sono come sono.

Così, tanto per chiudere il discorso e cambiare argomento, ti dico perchè non c'è meritocrazia nello sviluppo di carriera dei docenti. E' così perchè quando la Democrazia Cristiana decise che era cosa buona e giusta che le donne potessero avere un lavoro ed anche la famiglia, si premurò di evitare che ci potessero essere strutture di carriera basate sulla ricompensa di "meriti particolari", che si sarebbero acquisiti, evidemente, con uno "speciale" impegno. Le donne avrebbero dovuto fare il loro po' di insegnamento, al mattino, e poi correre a casa, a preparare il minestrone, e curare la famiglia.

I valori del nostro Paese, cara anxia, non sono gli stessi del popolo inglese, e neanche di quello tedesco. Valori diversi, norme diverse. Il Diritto e' Valore. E, devo anche dire (o ammettere, da ateo quale sono) che non possiamo diventare tutti protestanti dall'oggi al domani.

RR

 

Il Diritto e' Valore

Esatto il diritto è valore: tu vuoi negare diritti ai più per preservare gli odiosi privilegi di una chiassosa minoranza.