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La spesa per istruzione in Italia

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non penso che sia soltanto un fatto di test. anche alla scuola secondaria superiore gli studenti possono scegliere la modalità del questionario come terza prova scritta, al posto delle famose trattazioni sintetiche. e poi, non dimentichiamoci che tema d'italiano, versione di greco e compito di matematica valgono in tutta italia. quindi io veramente non credo che la vera soluzione sia un test ancora più nazionale e generale. basta monitorare seriamente i comportamenti dei professori.

ora, considerando che la maggior parte del voto dello scritto la fanno le prove "nazionali", cioè quelle decise dal ministero, siamo sicuri che una sorta di invalsi per le superiori sia sufficiente? purtroppo, da diplomato classico meridionale, ritengo che si tratta solamente di educare i professori verso un atteggiamento più bilanciato. sicuramente non avvantaggia gli studenti del sud (nè mi avrebbe avvantaggiato), ma perlomeno quando ti presenti al nord con un cento non ti sorridono a mo' di sfottò.

eppoi, nessuno si accorge che, liceo classico o scientifico, ogni candidato dovrà fare un tema d'italiano e almeno due trattazioni sintetiche di storia, filosofia o altre materie umanistiche? e che all'orale le materie umanistiche la fanno sempre da padrone? e che, tra l'altro, il potere decisionale di un professore d'italiano o di storia e filosofia è sicuramente maggiore di un prof di scienze?

insomma, l'elevata caratura umanistica dei licei fa sì che il tasso discrezionale da parte dei docenti aumenti a dismisura, e che quindi sia praticamente impossibile stabilire se un messinese abbia compreso il deus absconditus di manzoni meglio di un friulano. l'unica soluzione attuabile è aumentare pesantamente l'impatto delle materie scientifiche e far monitorare i professori da esterni.

 

 

e che, tra l'altro, il potere decisionale di un professore d'italiano o di storia e filosofia è sicuramente maggiore di un prof di scienze?

in parte vero, ma spesso negli ITIS il meccanismo funziona in un altro modo: gli studenti studiano strumentalmente (o capiscono di più) italiano e storia per garantirsi delle sufficienze a fronte delle insufficienze nelle materie di indirizzo. Oppure, paradossalmente,hanno voti bassissimi in matematica e voti alti in materie di indirizzo dove sono richieste salde basi matematiche.

Poi, "potere decisionale"...sai cos'è un voto di collegio? quella cosa per cui i docenti di italiano o matematica propongono una insufficienza grave e tutti gli altri, educazione fisica e religione inclusi votano per la promozione, che viene approvata a maggioranza? 

 

 

Il problema dello stesso peso a tutte le materie a prescindere dagli indirizzi per me è importantissimo.

Io ho fatto ragioneria, indirizzo programmatori.

Bene c'erano molti che avevano l'insufficienza in informatica e ragioneria o comunque voti molto sotto la loro media, poi però avevano voti medio altri in italiano, storia e altri...

A mio modo di vedere un voto basso nelle materie di indirizzo dovrebbe comportare la bocciatura!

Cosa me ne faccio di un perito elettronico che comprende al volo manzoni ma non sa riconoscere una resistenza?