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La spesa per istruzione in Italia

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Salve a tutti, seguo nfa da circa un anno pur rimanendo nella schiera degli utenti passivi. Più volte ho avuto la tentazione di commentare, soprattutto per richiedere chiarimenti su interventi tecnici, ma ha sempre prevalso la considerazione che le mie lacune non dovrebbero gravare su terzi. Se si vuole saperne di più basta studiare, no? In questo caso la mia ritrosia è stata vinta dal fatto che, come padre di tre bambini di 5, 8 e 11 anni ed insegnante di matematica alle superiori, ho almeno qualche evidenza aneddotica.

Concordo con l'articolo e non potrebbe essere altrimenti: ogni giorno mi rendo conto di quanto poco io riesca ad essere efficace nell'insegnamento. Allo stesso tempo credo che non abbia molto senso disaggregare i dati di spesa tra scuola primaria e media, poiché i test PISA misurano il risultato globale del processo di apprendimento compiuto fino ai 15 anni. La mia esperienza personale è che miei studenti hanno grandi problemi con quanto avrebbero dovuto apprendere alle medie inferiori. Poi arriviamo noi delle superiori e completiamo l'opera (nefasta). Al contrario, il modulo delle elementari (3 insegnanti su 2 classi) ha prodotto ottimi risultati sui mie due bambini più grandi.

In cerca di conferme per questa tesi, ho ripescato i dati TIMSS 2007 e PIRLS 2006. I dati TIMSS (matematica e scienze) riguardano ragazzi di 10 e 14 anni, i PIRLS (capacità di lettura) solo ragazzi di 10 anni. Per gli alunni delle elementari siamo, in entrambi i test, sopra la media. Poco nei TIMSS (fatta la media a 500 siamo a 507 +/- 3), molto nei PIRLS (551 +/- 3) nei quali risultiamo ai primi posti. E' da notare che l'età media dei nostri studenti e di 9,8 anni contro i 10,2/10,4 degli altri campioni TIMSS. Credo che sei mesi, a quella età, possano contare qualcosa. La tragedia avviene dopo: i TIMSS a 14 anni danno un punteggio di 480! Il confronto con i punteggi ottenuti nel 2003 dallo stesso campione (che allora aveva 10 anni) da un peggioramento di 20 punti.

Se i dati sono attendibili, sembra proprio che il disastro avvenga nella scuola media inferiore. Il massimo che si può dire del modulo e delle elementari in genere è che costano troppo rispetto ai (presunti) vantaggi che procurano. Per affermarlo non bastano però i soli dati PISA. Quando si va a guardare il dettaglio, sembrerebbe emergere che il problema grave sia successivo. Ovviamente, per migliorare il processo formativo e poiché le risorse sono limitate, ha senso tagliare alle elementari per tentare di elevare il livello delle scuole medie ma non mi sembra sia questa la direzione intrapresa. A dirla tutta, l'impressione è che abbiamo riformato l'unica parte che produceva risultati decenti (non necessariamente per come era strutturata, ma senza una chiara idea del perché producesse risultati decenti), lasciando sostanzialmente invariato tutto il resto, compreso lo strabiliante rapporto tra alunni e docenti delle medie inferiori che dal post sembra essere pari a 9,7.

Mi scuso per la lunghezza del commento che lascia inalterata la tesi di fondo dell'articolo (ossia che spendiamo troppo rispetto a quanto ottenuto). Mi scuso due volte se i dati che ho riportato sono inattendibili o se ho commesso qualche errore logico indifendibile.

Come già detto, il volume OECD è molto interessante e permetterebbe analisi anche più disaggregate. Per esempio è possibile disaggregare la tab 1 del post per tipi di scuola superiore: l'Italia spende ALLE MEDIA per studente/anno 8222 $ , contro 6851 in Germania, 9730 Finlandia e 7598 media OECD, AI LICEI 7864 contro 9557, 6806 e 8746. Insieme ai dati citati dal lettore, sembrerebbe che le medie ("Lower secondary") siano il vero disastro. 

Grazie per la replica e per il dato che è molto interessante. Quello che mi chiedo e che mi lascia perplesso è perché nessuno abbia mai messo mano ad una riforma delle medie inferiori. Comunque, ben venga la copia di sistemi che danno risultati migliori con costi più bassi.

Quello che mi chiedo e che mi lascia perplesso è perché nessuno abbia mai messo mano ad una riforma delle medie inferiori

La tanto vituperata "riforma Berlinguer" del 2000 prevedeva un riordino dei cicli che li riduceva a due soli della durata complessiva di 14 anni invece di 15. Il passaggio dal ciclo primario a quello secondario prevedeva un anno intermedio orientativo. In questo modo la scuola media veniva eliminata. Il numero di anni e la concezione ricalcavano evidentemente un modello più europeo di quello nostrano.

Immagino ricorderete la levata di scudi che ci fu contro questa "riforma" e la difesa a oltranza dei 5 anni tradizionali dei licei.

Non saprei dire se fu un bene e un male il fallimento di quella riforma. Ricordo anche che all'epoca lessi un libercolo di presentazione della riforma dei cicli scritto da Franco Frabboni (Università di Bologna), uno degli ispiratori della stessa che mi preoccupò abbastanza dato il tono trionfalistico e per alcuni versi delirante che aveva.

La mia esperienza personale è che miei studenti hanno grandi problemi con quanto avrebbero dovuto apprendere alle medie inferiori.

L'esperienza che ho avuto coi miei figli e' simile: elementari positive, medie inferiori tendenzialmente scadenti.

In cerca di conferme per questa tesi, ho ripescato i dati TIMSS 2007 e PIRLS 2006. I dati TIMSS (matematica e scienze) riguardano ragazzi di 10 e 14 anni, i PIRLS (capacità di lettura) solo ragazzi di 10 anni. Per gli alunni delle elementari siamo, in entrambi i test, sopra la media. Poco nei TIMSS (fatta la media a 500 siamo a 507 +/- 3), molto nei PIRLS (551 +/- 3) nei quali risultiamo ai primi posti.

La media di 500, come gia' notato in passato, e' piuttosto arbitraria e non riflette in particolare la media del punteggio dei Paesi confrontati nei vari rapporti.  Non si puo' quindi concludere che un punteggio di 507 ponga l'Italia sopra la media, in realta' la pone nelle ultime posizioni tra i Paesi industrializzati. Il modo piu' corretto per estrarre informazione dai dati PIRLS, TIMMS e PISA e' esaminare tutta la classifica, che riporto alla fine del messaggio per matematica e scienze.

Dalle classifiche riportate risulta che l'Italia in matematica a 10 anni fa significativamente peggio rispetto alla media dei paesi avanzati considerati.  In scienze invece l'Italia e' nella media dei Paesi avanzati, forse leggermente sopra la media.  Questi risultati pero' sono ottenuti con una spesa per anno per studente ai vertici mondiali, per la scuola elementare.  Ricordo i dati gia' citati:

Euro
7,383 Italia
6,234 Finlandia
5,548 Germania

e aggiungo che in termini nominali o reali, forse entrambi - non ricordo - il PIL pro-capite tedesco e' 20% superiore a quello italiano.  Ritengo pertanto che confrontando spesa con risultati non sia corretto difendere la scuola elementare italiana e il suo abnorme livello di spesa.

So che in termini di comprensione scritta della lingua nazionale l'Italia e' significativamente sopra la media mondiale a 10 anni ma ritengo che cio' dipenda piu' dalla relativa semplicita' della lingua italiana (specie rispetto a francese e inglese, ma anche tedesco, olandese e lingue slave) che dalla qualita' della scuola elementare italiana.  Dal confronto complessivo su italiano, matematica e scienze a 10 anni non traggo alcun dato a supporto che le peculiarita' della scuola elementare italiana (modulo, compresenze) abbiano alcuna correlazione coi risultati.

Uno studio comparato con i risultati precedenti a queste aberrazioni italiane rispetto agli standard OCSE potrebbe essere piu' indicativo, e scommetto confermerebbe la totale inutilita' se non nocivita' di moduli e compresenze, che devono essere piuttosto correttamente compresi come espedienti all'italiana per aumentare i posti di lavoro pubblici in presenza di calo degli studenti e di politici e sindacalisti incompetenti e disonesti.

timss-2007

Mathematics Achievement at the 4th Grade
Country Average Scale Score (TIMSS Scale Average 500)

    1. Hong Kong SAR 607
    2. Singapore 599
    3. Chinese Taipei 576
    4. Japan 568
    5. Kazakhstan 549
    6. Russian Federation 544
    7. England 541
    8. Latvia 537
    9. Netherlands 535
   10. Lithuania 530
   11. United States 529
   12. Germany 525
   13. Denmark 523
   14. Australia 516
   15. Hungary 510
   16. Italy 507
   17. Austria 505
   18. Sweden 503
   19. Slovenia 502
   20. Armenia 500
   21. Slovak Republic 496
   22. Scotland 494
   23. New Zealand 492
   24. Czech Republic 486
   25. Norway 473
   26. Ukraine 469
   27. Georgia 438
   28. Iran, Islamic Rep. of 402
   29. Algeria 378
   30. Colombia 355
   31. Morocco 341
   32. El Salvador 330
   33. Tunisia 327
   34. Kuwait 316
   35. Qatar 296
   36. Yemen 224
   37. Benchmarking Participants
   38. Massachusetts, US 572
   39. Minnesota, US 554
   40. Quebec, Canada 519
   41. Ontario, Canada 512
   42. Alberta, Canada 505
   43. British Columbia, Canada 505
   44. Dubai, UAE 444

Science Achievement at the 4th Grade
Country Average Scale Score (TIMSS Scale Average 500)

    1. Singapore 587
    2. Chinese Taipei 557
    3. Hong Kong SAR 554
    4. Japan 548
    5. Russian Federation 546
    6. Latvia 542
    7. England 542
    8. United States 539
    9. Hungary 536
   10. Italy 535
   11. Kazakhstan 533
   12. Germany 528
   13. Australia 527
   14. Slovak Republic 526
   15. Austria 526
   16. Sweden 525
   17. Netherlands 523
   18. Slovenia 518
   19. Denmark 517
   20. Czech Republic 515
   21. Lithuania 514
   22. New Zealand 504
   23. Scotland 500
   24. Armenia 484
   25. Norway 477
   26. Ukraine 474
   27. Iran, Islamic Rep. of 436
   28. Georgia 418
   29. Colombia 400
   30. El Salvador 390
   31. Algeria 354
   32. Kuwait 348
   33. Tunisia 318
   34. Morocco 297
   35. Qatar 294
   36. Yemen 197

 

So che in termini di comprensione scritta della lingua nazionale l'Italia e' significativamente sopra la media mondiale a 10 anni ma ritengo che cio' dipenda piu' dalla relativa semplicita' della lingua italiana 

Intendi dire che l'italiano (come lo spagnolo e il tedesco) ha una ortografia più regolare e una buona corrispondenza tra parola scritta e pronuncia?

Paragonato all'inglese, l'italiano ha una grammatica complicatissima e con delle stranezze paradossali. Tipo, in inglese l'aggettivo possessivo ti trasmette una informazione in più, il genere grammaticale del possessore (his/her car), in italiano il possessivo concorda col genere della cosa posseduta, quindi è ridondante (la sua macchina...ma già sappiamo che "macchina" è femminile). Solo che noi ci siamo abituati.

 

 

Conocrdo con Marino, a parte la corrispondenza tra scrittura e pronuncia che AFAIK e' molto maggiore nell'Italiano che nell'Inglese (probabilmente dovuta alla natura vocalica dell'Italiano, simile a quello che succede con Spagnolo e Giapponese, con il Francese di meno - figurarsi con le lingue germaniche).

Forse questa corrispondenza aiuta la comprensione a 10 anni, e spiegherebbe anche i numerosi errori nei modi dei verbi ("se io potrebbe") che non inficiano piu' di tanto la comprensione generale - ma personalmente mi fanno rabbrividire.

Di fatto, in generale, le lingue germaniche e romanze usano due modi ortogonali di risolvere i problemi di comprensione: le prime aumentano le composizioni e riducono le flessioni, le seconde il contrario.

 

 

Le lingue germaniche e romanze fanno parte della famiglia indoeuropea, sono entrambe di tipo flessivo e le differenze strutturali in termini di grammatica sono minime. Non e' vero, in generale, che le lingue germaniche siano meno sintetiche di quelle romanze: e' cosi' per l'inglese ma non per il tedesco, dove ad esempio e' presente una declinazione del sostantivo con 4 casi, assente ormai nelle lingue romanze (eccetto, in parte, in romeno). Del tutto diversa e' invece la storia per il giapponese, che e' una lingua agglutinante.

Che sia piu' o meno facile per un madrelingua esprimersi efficacemente a seconda della struttura (isolante, flessiva, agglutinante, polisintetica...) della lingua stessa non ho idea, ma sarei piuttosto stupito di scoprire che i Navajo o i Georgiani imparano a parlare piu' tardi perche' per noi sarebbe un incubo districarsi nelle loro complicatissime grammatiche. 

Un'altra storia e' la forma di scrittura. Qui e' possibile che gl'ideogrammi siano piu' difficili da imparare che l'alfabeto (e i giapponesi oltretutto devono impararsene 3 di alfabeti, oltre agli ideogrammi), e che questo rallenti l'apprendimento.

So che in termini di comprensione scritta della lingua nazionale l'Italia e' significativamente sopra la media mondiale a 10 anni ma ritengo che cio' dipenda piu' dalla relativa semplicita' della lingua italiana 

Intendi dire che l'italiano (come lo spagnolo e il tedesco) ha una ortografia più regolare e una buona corrispondenza tra parola scritta e pronuncia?

Esattamente.  Inglese e francese hanno seri problemi di "spelling", di pronuncia dello scritto e soprattutto della traduzione da parlato a scritto che l'italiano non ha.  Gli inglesi fanno competizioni sullo spelling fino ad eta' adulta mi sembra, e qualche presidente o vicepresidente USA e' stato preso in giro per errori di spelling.  Il tedesco e' molto piu' facile di inglese e francese riguardo lo spelling, tuttavia mi sembra anch'esso piu' difficile dell'italiano.  L'olandese e le lingue scandinave mi sembrano simili al tedesco, in realta' ritengo siano piu' simili ai dialetti sassoni che anch'essi condividono alcune caratteristiche di difficolta' di spelling dell'inglese.  Siccome un'acquisizione fondamentale delle elementari e' la capacita' di leggere e scrivere correttamente, non mi stupisce che il lavoro della scuola sia molto piu' facile in Italia rispetto ad un buon numero di altri Paesi, tra cui in prima fila Inghilterra e Francia.

Uno studio comparato con i risultati precedenti a queste aberrazioni italiane rispetto agli standard OCSE potrebbe essere piu' indicativo, e scommetto confermerebbe la totale inutilita' se non nocivita' di moduli e compresenze, che devono essere piuttosto correttamente compresi come espedienti all'italiana per aumentare i posti di lavoro pubblici in presenza di calo degli studenti e di politici e sindacalisti incompetenti e disonesti.

E' esattamente quello che ho pensato quando fu introdotta la riforma delle elementari nel 1990. Però potrebbe essere che, pur con fini completamente diversi, l'abbiano azzeccata giusta. Per questo ho cercato dati relativi alla primaria. Come affermi, l'evidenza di un effetto positivo non è immediata e quindi concordo che la spesa non valga il risultato.

Nemmeno mi sembra che ci sia evidenza di un effetto negativo. Se si spiega il miglior risultato nella lettura con la semplicità della lingua italiana mi viene da chiedere una quantificazione di questa facilità. In caso contrario si potrebbe ribattere che il peggior risultato in matematica derivi dalla differenza di età dei campioni nazionali (tesi che sarebbe anche più facilmente verificabile) ed inizierebbe una lunga discussione basata solo su teorie ad hoc. Ad esempio, la mia spiegazione del fenomeno è che i maestri elementari siano figli di questo sistema e non abbiano particolare familiarità con la matematica. Non ho alcun elemento per avvalorare questa tesi ma, per questo motivo, ho scelto il modulo per i miei figli: su tre insegnanti, speravo di trovarne almeno uno fornito di Mathematical maturity (sia chiaro che questa non è una difesa del modulo; eventualmente è una critica al sistema di reclutamento e a quello di istruzione in generale).

A pensarci, la cosa più scandalosa è che il ministero non abbia minimamente pensato a confrontare la situazione prima e dopo la riforma, a conferma che la didattica era l'ultimo degli interessi. Ora sarebbe utile un confronto tra le classi che adottano il modulo e quelle che fanno le quaranta ore. Non ho trovato nulla cercando su google, ma se qualcuno conosce dati attendibili sarei veramente interessato ad esaminarli. 

In conclusione e per quel che vale, ecco il mio piccolo contributo alla discussione: alla fine del primo anno di liceo chiedo ai miei studenti che tipo di scuola elementare hanno frequentato. Al momento attuale, i ragazzi che hanno studiato col modulo hanno una media lievemente migliore (0.6 +/- 0.2 punti in più). Ovviamente questo significa solo che le quattro sezioni di primaria che nella mia zona adottano il modulo lavorano meglio delle venti che fanno tempo pieno. Oppure che il mio sistema di insegnamento si adatta meglio ai loro alunni. O che la differenza è dovuta alla abitudine a svolgere i compiti a casa da soli. In poche parole, quel numero non vuol dire nulla di preciso ma vorrei tanto avere a disposizione gli strumenti per capire da cosa nasce.

Uno studio comparato con i risultati precedenti a queste aberrazioni italiane rispetto agli standard OCSE potrebbe essere piu' indicativo, e scommetto confermerebbe la totale inutilita' se non nocivita' di moduli e compresenze, che devono essere piuttosto correttamente compresi come espedienti all'italiana per aumentare i posti di lavoro pubblici in presenza di calo degli studenti e di politici e sindacalisti incompetenti e disonesti.

Se si spiega il miglior risultato nella lettura con la semplicità della lingua italiana mi viene da chiedere una quantificazione di questa facilità. In caso contrario si potrebbe ribattere che il peggior risultato in matematica derivi dalla differenza di età dei campioni nazionali (tesi che sarebbe anche più facilmente verificabile) ed inizierebbe una lunga discussione basata solo su teorie ad hoc.

L'ipotesi che l'italiano sia relativamente piu' semplice e' coerente con l'ipotesi del malfunzionamento della scuola italiana su tutte le materie e in tutti gli anni, ipotesi verificata dai dati TIMMS, PIRLS e PISA sui 14-15enni.  Anche dopo l'universita' le competenze italiane sono peggiori della media OCSE (dati citati da Lovecchio). Da questo quadro uniformemente disastroso si salva solo la comprensione dell'italiano a 9-10 anni. Per me l'ipotesi piu' semplice e' che la scuola italiana faccia male tutto e sempre, in media beninteso, ma dati aggiuntivi potrebbero aiutare a qualificare meglio.

Ad esempio, la mia spiegazione del fenomeno è che i maestri elementari siano figli di questo sistema e non abbiano particolare familiarità con la matematica.

Penso qualcosa di simile, e ritengo che sia proprio la cultura italiana ad essere avversa a matematica e scienze.

Visto che condividiamo molte impressioni e che l'unico punto che interpretiamo in modo differente non è fondamentale riguardo alla tesi dell'articolo, continuo la discussione solo perché si tratta di un argomento che ho molto a cuore. Non posso pretendere che questo mio interesse sia condiviso e non devo certo essere io a dire che tutti sono liberi di ignorarmi.

PIRLS

1) La minore o maggiore difficoltà della lingua mi sembra minare alla base qualsiasi confronto tra sistemi educativi appartenenti a diverse aree linguistiche. Pensare che gli estensori della prova non abbiano valutato questo aspetto (che non è mai menzionato nel report) non è un considerarli un po'... pirls?

2) L'appendice D dell international report contiene estratti od esempi della prova in lingua inglese. La tipologia del test è tale che non credo sia influenzabile dalle difficoltà di cui sopra, ma si tratta di un parere del tutto personale e profondamente ignorante della materia.

3) L'appendice E riporta gli item valutati. Vale la stessa considerazione del punto 2

4) In cerca di evidenze numeriche per la tesi delle difficoltà linguistiche, ho pensato di guardare alle differenze tra i risultati TIMSS e PIRLS di nazioni con lingue equivalenti sul piano della difficoltà che fossero presenti in entrambe le prove. Ma quale sono le lingue equivalenti all'italiano tra olandese, tedesco, francese, inglese, mandarino, maori, georgiano... ? Confesso che non so dove mettere mano.

5) Il confronto inverso, cioè verificare se a parità di lingua ci sono nazioni che fanno bene in un test e male nell'altro non prova nulla, ma almeno confermerebbe che un caso come quello italiano è possibile, indipendentemente dalla lingua. Il Canada si comporta esattamente come noi nei confronti sia della Francia che dell'Inghilterra ma è un paese bilingue e non so quanto possa fare testo.

6) Il database PIRLS dovrebbe contenere i dati delle prove in francese, tedesco e ladino assegnate in Italia alle minoranze linguistiche. Potrebbe essere un utilissimo confronto. Peccato che sia distribuito nei formati spss e sas. Non è che c'è qualcuno con i miei stessi interessi che dispone del software necessario ad analizzarli? O che sa dirmi se pspp o l'imporazione con R sono una alternativa valida prima che inizi a scaricare, inutilmente, un bel po' di roba?

TIMSS

Ad esempio, la mia spiegazione del fenomeno è che i maestri elementari siano figli di questo sistema e non abbiano particolare familiarità con la matematica.

Penso qualcosa di simile, e ritengo che sia proprio la cultura italiana ad essere avversa a matematica e scienze.

Il capitolo 6 contiene le informazioni riguardo ai docenti: siamo il paese con la più alta percentuale di alunni (73%) affidata ad insegnanti con la sola preparazione matematica derivante dalla scuola superiore e uno dei 6 (gli altri sono Armenia, Colombia, Georgia, Marocco e Colombia Britannica) dove essi non hanno ricevuto una formazione specifica per l'insegnamento della matematica.  In queste condizioni non è il 550 del PIRLS a sembrarmi un mezzo miracolo ma il 507 nel TIMSS: mi sarei ragionevolmente aspettato un valore sui 470, in linea con l'evoluzione successiva. 

Peccato che sia distribuito nei formati spss e sas. Non è che c'è qualcuno con i miei stessi interessi che dispone del software necessario ad analizzarli? O che sa dirmi se pspp o l'imporazione con R sono una alternativa valida prima che inizi a scaricare, inutilmente, un bel po' di roba?

Se non ricordo male, i dati sono anche disponibili in formato di testo. Il problema pero' e' che analizzarli e' una cosa un po' delicata, per come sono distribuiti: non ti danno i risultati grezzi, ma dati calcolati con la tecnica dei "plausible values", credo per preservare l'anonimato. Quindi non e' esattamente una cosa che fai in 2 minuti. 

Inoltre, non sono sicuro che sia del tutto corretto andare a vedere subsamples cosi' dettagliati come vuoi tu. Gia ho qualche dubbio che i campioni siano abbastanza rappresentativi per i risultati delle regioni italiane. I test sono stati fatti per comparare interi sistemi scolastici, non regioni all'interno del sistema. Magari mi sbaglio, ma prima di trarre conclusioni dai sottocampioni vale la pena guardare bene i dati. 

 

2) L'appendice D dell international report contiene estratti od esempi della prova in lingua inglese. La tipologia del test è tale che non credo sia influenzabile dalle difficoltà di cui sopra, ma si tratta di un parere del tutto personale e profondamente ignorante della materia.

3) L'appendice E riporta gli item valutati. Vale la stessa considerazione del punto 2

Sei sicuro? Ti faccio un paio di esempi dall'appendice E: a me pare che se fai fatica a leggere o anche se sei un pelo piu' lento, non puoi far bene al test. Mai provato a fare la parte logica del GRE? Sapere leggere l'inglese velocemente contava eccome!

E01

Locate and retrieve explicitly stated detail from the beginning of the text

E04

Recognize a central story event

F09

Reproduce 1 (of 2) explicitly stated character actions

1 of 2

U07

Recognize a detail of a central event in the story

U09

Make a straightforward inference based on a specified part of the text

Informational

A01

Locate and reproduce explicitly stated information from the beginning of the text

1 of 1

A04

Make 1 (of 2) straightforward inferences based on specific information

1 of 2

A06

Locate and match explicitly stated information at the beginning of the section/subheading

 

Sei sicuro?

No, non sono sicuro per nulla, per questo chiedevo lumi. Il testo non mi sembra particolarmente difficile da leggere, ma non ho la minima idea di quale sia il livello medio di lettura di un bambino di lingua inglese a 10 anni (nemmeno di uno di lingua italiana, se è per questo). Certo che per individuare una informazione o fare una inferenza su quanto letto aiuta saper leggere, ma non mi sembrava questa la difficoltà principale del test. Grazie per entrambe le risposte, purtroppo non ho trovato i dati in formato testo, cercherò meglio e vedrò se ha senso estrarre sottoinsiemi. Altrimenti lascio la questione a qualcuno più bravo di me e a test futuri.

Forse dovrei spiegare perché il problema è per me così importante, ma credo che andrei fortemente OT.

Non ho trovato neanch'io i dati in formato testo, ma ci sono per il 2003. Se proprio serve un modo per convertirli lo troviamo.

Comunque, ai ragazzi viene chiesto di leggere un semplice paragrafo ma e' ovvio che meglio sai leggere, piu' veloce vai e piu' facile sara' rispondere alle domande. 

Se ti interessa i livelli richiesti, questi i programmi della scuola elementare italiana, e questi gli standards di lettura richiesti dal tennessee. Se riesci a compararli, mi fai un favore!

Non ho trovato neanch'io i dati in formato testo, ma ci sono per il 2003. Se proprio serve un modo per convertirli lo troviamo.

Grazie per la disponibilità. Comunque nei prossimi giorni provo, così ho la scusa per imparare qualcosa di nuovo. Sempre che i figli lo permettano.

Se ti interessa i livelli richiesti, questi i programmi della scuola elementare italiana, e questi gli standards di lettura richiesti dal tennessee. Se riesci a compararli, mi fai un favore!

E' una missione impossibile?  Il programma italiano è quantomeno vago, mentre l'altro, non solo è estremamente più dettagliato, ma contiene tutta la parte benchmarks/ indicators che sul nostro brilla per l'assenza. Si vede proprio che non siamo abituati a misurare e preferiamo parlare a ruota libera. Comunque la curiosità è forte e cercherò di ritagliare un po' di tempo anche per questa comparazione.

Ma quale sono le lingue equivalenti all'italiano tra olandese, tedesco, francese, inglese, mandarino, maori, georgiano... ?

Secondo la mia percezione amatoriale

lettura/scrittura di difficolta', in ordine crescente

paragonabile all'italiano:
- Spagna, Giappone

paragonabile al tedesco
- Germania, Austria
- Corea del Sud

tra il tedesco e l'inglese/francese, ma piu' vicino al tedesco
- Olanda, paesi scandinavi, paesi slavi
- Belgium (Flemish)

paragonabile a inglese e francese
- Inghilterra, USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Irlanda

massimo della difficolta'
- Cina, Taiwan

Purtroppo la Spagna non ha partecipato al TIMSS e il Giappone non ha partecipato al PIRLS. Così vengono a mancare proprio gli elementi affini all'Italia, rendendo molto meno interessante il confronto. Comunque proverò con gli altri.

Osserviamo che nelle tabelle England e Scotland sono elencate separatamente. Forse anche noi dovremmo riferirci alle "macroregioni"...

Sui timms e pirls, ne avevamo gia parlato. Vedi anche qui e qui. Come fatto notare da Lusiani, il 500 e' fuorviante, se non ricordo e' la media dei risultati dei paesi che hanno partecipato la prima volta e i risultati ad ogni indagine vengono riscalati per essere comparabili a quel numero per permettere un confronto intertemporale

Grazie per i link. Vorrei solo precisare che quel "lievemente migliori della media" non era inteso come connotazioni positiva rispetto alla media ma come connotazione fortemente negativa del risultato nettamente inferiore ottenuto dai quattordicenni. Se avessi voluto difendere l'assetto attuale avrei fatto notare come, tra i paesi con il campione di età media inferiore a 10 anni, ci piazziamo secondi, sostanzialmente in linea con i pari età del benchmark. Dato che non ho la possibilità di verificare questo assunto ho fatto semplicemente un accenno a questa eventualità perché per qualcuno di voi potrebbe essere facile effettuare un controllo. In realtà non ritengo sia una questione molto importante: anche se avessimo risultati comparabili con gli altri, la differenza di costi dovrebbe indurci comunque a cambiare. L'unica segnalazione che mi premeva fare ad un articolo che altrimenti condivido riguarda l'urgenza di un intervento sulle medie inferiori.