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La spesa per istruzione in Italia

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Conocrdo con Marino, a parte la corrispondenza tra scrittura e pronuncia che AFAIK e' molto maggiore nell'Italiano che nell'Inglese (probabilmente dovuta alla natura vocalica dell'Italiano, simile a quello che succede con Spagnolo e Giapponese, con il Francese di meno - figurarsi con le lingue germaniche).

Forse questa corrispondenza aiuta la comprensione a 10 anni, e spiegherebbe anche i numerosi errori nei modi dei verbi ("se io potrebbe") che non inficiano piu' di tanto la comprensione generale - ma personalmente mi fanno rabbrividire.

Di fatto, in generale, le lingue germaniche e romanze usano due modi ortogonali di risolvere i problemi di comprensione: le prime aumentano le composizioni e riducono le flessioni, le seconde il contrario.

 

 

Le lingue germaniche e romanze fanno parte della famiglia indoeuropea, sono entrambe di tipo flessivo e le differenze strutturali in termini di grammatica sono minime. Non e' vero, in generale, che le lingue germaniche siano meno sintetiche di quelle romanze: e' cosi' per l'inglese ma non per il tedesco, dove ad esempio e' presente una declinazione del sostantivo con 4 casi, assente ormai nelle lingue romanze (eccetto, in parte, in romeno). Del tutto diversa e' invece la storia per il giapponese, che e' una lingua agglutinante.

Che sia piu' o meno facile per un madrelingua esprimersi efficacemente a seconda della struttura (isolante, flessiva, agglutinante, polisintetica...) della lingua stessa non ho idea, ma sarei piuttosto stupito di scoprire che i Navajo o i Georgiani imparano a parlare piu' tardi perche' per noi sarebbe un incubo districarsi nelle loro complicatissime grammatiche. 

Un'altra storia e' la forma di scrittura. Qui e' possibile che gl'ideogrammi siano piu' difficili da imparare che l'alfabeto (e i giapponesi oltretutto devono impararsene 3 di alfabeti, oltre agli ideogrammi), e che questo rallenti l'apprendimento.