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Aspettando Superman

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Aspetta, non è mia intenzione dar ragione a Berlusconi, dico solo che ogni sua dichiarazione, da vent'anni a oggi, innesca il solito giochino a somma 0, o meglio a somma negativa, per il Paese: buoni contro cattivi e tutto rimane come prima se non peggio. Dico soltanto che lo schema di Berlusconi mi pare chiaro, qualcuno (opposizione ci sei?) vuole rompere questo schema o no? Hanno capito? Sono in grado?

Mi domando: santificando oggi la scuola pubblica (strizzando l'occhio ai sindacati), ti potrai presentare un domani come forza di governo credibile e capace di ripensare nei suoi fondamenti la medesima scuola pubblica?

Scusa ti avevo frainteso. Addirittura avevo capito che, anche tu, fossi caduto nel gioco.

BS è molto abile nel presentarsi come vittima (aiutata in questo dai vari lacchè e dai suoi media)

Mi domando: santificando oggi la scuola pubblica (strizzando l'occhio ai sindacati), ti potrai presentare un domani come forza di governo credibile e capace di ripensare nei suoi fondamenti la medesima scuola pubblica?

In linea teorica, secondo me, è possibile. Basta presentarsi scaricando la colpa del mancato funzionamento della scuola pubblica sul mancato utilizzo delle sue "risorse", dovuto ad una miope gestione politica che ha cercato di danneggiarla per favorire la scuola privata, ecc ecc

Dico in linea teorica perchè in realtà l'opposizione non è interessata, ne parla adesso solo perchè BS ha tirato fuori la questione. Che io mi ricordi non esiste una argomento di dibattito, negli ultimi anni, che sia stato proposto dall' opposizione (tranne, forse, la patrimoniale) hanno solo giocato a rimpiattino.

capace di ripensare nei suoi fondamenti la medesima scuola pubblica?

Mi chiedo pero' cosa (e come) si dovrebbe ripensare nel concetto di scuola pubblica...

da Lavoce.info un grafico con i risultati PISA 2006

QUI

 

Ma anche all'estero le scuole private sono mediamente peggiori delle pubbliche?

Sarebbe come andare in una clinica, pagare per farsi operare prima invece che meglio.

Direi che è sintomatico del peso dato all'istruzione nel nostro paese no?

Direi che è sintomatico del peso dato all'istruzione nel nostro paese no?

Sembrerebbe proprio di sì. Il famoso "pezzo di carta" è più importante di tutto, tanto poi il lavoro si trova principalmente in base a conoscenze e parentele o si fa il lavoro del papà.

l'esempio della clinica per poter scegliere tra prima o meglio non è molto adatto, dato che si tratta dello stesso personale in moltissimi casi. Nel caso delle cliniche, è solo per poter anticipare i tempi, il che è ancora più assurdo per i comuni mortali che accettano di pagare il privato quando hanno già pagato il pubblico. La presa per i fondelli è totale quando la stessa equipe usa il materiale pubblico, la salla operatoria pubblica, la segreteria per le prenotazioni dell'intervento pubblica ecc...

Ovviamente non so darti una risposta, ma diciamo che non essendomi trovato mai a mio agio a scuola ho trovato molti spunti nel libro di Illich "Descolarizzare la società".

Ho trovato anche interessante: http://www.ted.com/talks/lang/eng/ken_robinson_says_schools_kill_creativ...

Per di più con tutti gli strumenti che oggi, grazie a internet, abbiamo a disposizione (tra gli altri anche www.khanacademy.org già discusso su nFA, oppure tutti i podcast presenti su iTunes U) si può continuare a pensare la scuola come nel primo dopoguerra, o meglio si può far finta di niente come accade nel dibattito pubblico attuale pro/contro scuola pubblica?  

Ovviamente non so darti una risposta.

Pero' e' un po' curioso certificare il fallimento di un istituto che nel mondo occidentale ha portato perlomeno ad un'alfabetizzazione minima di massa senza avere un'idea seppur vaga di come rimpiazzarla.

Di Ilich conosco poco, quando ho tempo provero' a leggere integralmente la sua descolarizzazione, ma dalla sua biografia mi sembra emergere una figura mirandoliana, polilinguista, proveniente da un milieu culturale abbastanza particolare. Il tipo di persona in grado di avvantaggiarsi di percorsi educativi non standard. Pero' il testo a cui ti riferisci e' del 1971, e l'esperienza diretta di Ilich deve riferirsi alle scuole della prima meta' del '900.

Molta acqua e' passata sotto i ponti, e ad esempio la mia personale esperienza nelle scuole pubbliche di Milano e' stata estremamente positiva. Con qualche eccezione (in particolare un'anziana professoressa di geometria che non amava le mie dimostrazioni di geometria euclidea alternative a quelle del testo) e molti scontri professore-studente, non ho il ricordo di una scuola tesa a soffocare la creativita' o lo spirito critico. Anzi. Senza contare che la scuola e' anche la palestra nella quale impariamo a gestire le relazioni sociali.

Naturalmente alcuni correttivi sono terribilmente necessari, penso soprattutto all'abolizione del valore legale dei titoli di studio e all'aumento della qualita' del corpo docente, tramite una maggior selezione all'ingresso e nel corso della carriera ma anche e soprattutto l'adeguamento degli stipendi ai migliori livelli europei per attrarre i migliori candidati).

Pero' io ci andrei molto cauto prima di pensare di eliminare il modello di scuola universale dei paesi occidentali per sostituirlo (e non per integrarlo) con modelli di istruzione online o altrimenti decentralizzata. Quello che temo e' che ci sia un grande gap nella capacita' di orientamento degli studenti e delle loro famglie in una situazione formativa decentralizzata. Da un lato le famiglie in possesso di maggiori mezzi culturali, capaci di scegliere i percorsi formativi piu' adeguati e di integrare eventuali lacune, dall'altro chi questi mezzi non ce li ha. Intendiamoci, e' un problema che esiste anche oggi, ma che penso la scuola pubblica contribuisca a correggere almeno in parte (e che nell'ottica di una riforma costruttiva penso dovrebbe diventare uno degli obbiettivi primari dell'istituzione scolastica).