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Too big to fail

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Too big to fail

stefano 1/10/2010 - 22:20

Qualche anno fa, ancora non leggevo nfa, e forse ancora non era nato, mi capitava di leggere articoli di giornali (lo ammetto, doveva essere repubblica o il corriere) che esaltavano le virtú irlandesi, di come erano riusciti a alzare il loro livello di vita con una politica ecomica lungimirante e innovativa, politici del XXI secolo con uno sguardo al XXII e cosi via...

Insomma, un paese da prendere come esempio da seguire.

Ora, mi chiedo, anzi vi chiedo, non era tutto oro quello che brillava? i giornalisti economici di allora erano come quelli di oggi? (ossia mediocri) , era un gigante con i piedi di argilla?

Nei casi 1 e 3, dove hanno sbagliato?

 

Volevo fare la stessa domanda.

Un debito con l'estero pari a 4 volte il PIL mi pare sensazionale. Se poi viene associato agli stipendi pubblici più alti del mondo e agli interessi sul debito che si troveranno a pagare fra poche settimane se non fanno default prima, mi fanno pensare che forse c'è stata qualche esagerazione o fraintendimento sul miracolo irlandese.

Nope, vedi sopra.

Francamente a me sembra che gli irlandesi si stiano facendo del male puramente perche' il loro governo e' "captive" della finanza londinese. Se imparassero dagli islandesi potrebbero tranquillamente mandare i bancari londinesi a fare un brodo ...

Ci sono news dall'Islanda? Venerdì ho cercato dati recenti ma non ho trovato nulla. Inflazione, GDP e disoccupazione come stanno?

In, quasi, nulla hanno sbagliato. Hanno fatto le politiche economiche giuste, quasi tutte direi.

Infatti, il loro reddito e' cresciuto mostruosamente: era il 60% del nostro 25 anni fa, ed ora e' il 125% del nostro. Una crescita bestiale e che NON sparira' a causa di quanto sta succedendo.

Ma hanno sbagliato una politica: non hanno regolato e controllato le loro banche adeguatamente. Ed ora quelle banche li stanno forzando a dei sacrifici insensati.

A mio avviso dovrebbero lasciare che le banche, e chi a tali banche presto' stupidamente tanti soldi, vadano a pancia all'aria, e amen.

La crescita, comunque, era reale. Basta andare in Irlanda oggi ed esserci andati 25 anni fa. Due galassie diverse.

Si' ma le banche a chi prestavano? Di sicuro il problema non sono stati i mutui ipotecari di gente che ha comprato casa (almeno per il momento, quello e' il prossimo, a sentire Morgan Kelly http://www.irishtimes.com/newspaper/opinion/2010/0522/1224270888132.html).

La politica economica irlandese e' stata sicuramente lungimiranet, negli anni novanta e ad inizio duemila, infatti si parlava tanto di Celtic Tiger, importazione di skill dall'estero, la corporation tax piu' bassa d'europa (infatti molte multinazionale hanno gli HQ europei qui anche per questo motivo) e cosi' via.

Questa era un'economia basata si' sui servizi, non sul settore manifatturiero, ma che comunque generava ricchezza.

Dal 2003-2004 in poi, col picco raggiunto nel 2006, l'OSSESSIONE e' diventata il settore edilizio, costruire case e comprare, sia da parte di coloro che le case le dovevano abitare (Sei giovane? ti facciamo un mutuo di quarant'anni, anche al 120% non preoccuparti) ma soprattutto nei confronti di quelli che le caes le dovevano costruire, i builder per intenderci, diventati simboli del self-made man che non solo compravano terreni a prezzi esorbitanti a dublino, ma si spingevano persino a Londra e in altri paesi (tra parentesi una parte dei bad loans che adesso detiene NAMA sono a Londra). Un buon documentario, recentemente fatto da RTE, la televisione di stato, e' 'Freefall', anche se focalizzato essenzialmente sulel banche, da qualche parte si trova.

Insomma, i developer volevano costruire e le banche gli prestavano i soldi, e volevi costruier ancora? non c'era bisogno di preoccuparsi, anche senza fornire nessuna garanzia, bastava avere le amicizie nei posti giusti e il prestito ti veniva fatto (politica angloirish), bastava andare a giocare a golf nei posti giusti o fare un salto alle Galway tent del FF (il partito al governo). Quando NAMA ha fatto la due diligence dei loan di anglo irish, che dovevano essere trasferiti ha trovato che prestiti venivano forniti senza nessuna documentazione e varie altre pratiche di reckless lending?

Perche'? Perche' questo generava ricchezza, io compro la terra per costruirci delle case e l'anno dopo il valore di quelle case aumenta del 20% (almeno) e cosi' via, insomma si erano tutti illusi che i prezzi sarebebro cresciuti all'infinito, quando le case venivano vendute, anche in posti sperduti, c'erano le code e le prendeva chi faceva l'offerta piu' alta, e se andavi con un mutuo pre-approvato era anche meglio, avevi ancora piu' possibilita' di aggiudicarti la casa.

Voi dite, colpa della gente stupida che ha comprato casa, che ha preso rischi senza pensarci, colpa delle banche che hanno prestato soldi in maniera sconsiderata; ok, e il governo? chi osava dire che c'era in atto una bolla immobiliare (e onestamente non ci voleva un economista per capirlo) veniva zittito, il premier addirittura non si spiegava com'e' che questi pessimisti non si suicidavano (http://www.youtube.com/watch?v=hfjGSfuSQpA), risate ed applausoni, alla berlusca per intenderci.

Insomma, la bolla immobiliare si gonfiava e cosa faceva il governo? Incentivi per costruire! ovvio! pompiamo la bolla visto che i soldi delle tasse aumentano. E quindi via di incentivi per costruire alberghi in posti dove nessuno avrebbe costruito un albergo (ovviamente adesso li ha NAMA), case in post sperduti e collegati MALISSIMO con la citta' (e che adesso sono effettivamente 'ghost estates'), gente che comprava casa a naas perche' tanto era vicino a dublino (google maps aiuta) e cosi' via. E incentivi per comprare, ovvio! Abbassiamo lo stamp duty (una sorta di tassa che veniva pagata sulla base del prezzo della casa), anzi, non abbiamo pompato abbastanza? allora ABOLIAMO la stamp duty! (questa genialata quando i prezzi delle case cominciarono a scendere). E vuoi farti un mutuo? Non preoccuparti, una parte te la paga lo stato irlandese (vedi alla voce "mortgage relief").

Insomma dare le colpe alle banche e' giusto ma non spiega tutto; dare i meriti al governo per una politica economica che ha portato boom e bust, beh... Ok la ricchezza acquisita non e' stata distrutta, ma qui si parla di spending cuts e tax raises di 5 miliardi di euro per quest'anno e 3 miliardi epr gli anni successivi fino al 2014, le figures giuste ci saranno a fine novembre, insomma lacrime e sangue. Serviranno le misure di austerity a far ripartire l'economia? Si spera.

Ah, a proposito, il premier, Bertie, si dimise appena prima che lehmann brothers collassasse (ottimo timing) per via di uno scandaluccio (tipo un tribunale ceh indagava su di lui per via di una bustarella) e venne sostituito dal suo fidato ministro delle finanze, autore del 'miracolo economico' (quello prima di lui, mccreevy, ora sta a brussels), e indovinate chi c'e' ora primo ministro?? Proprio lui, Brian Cowen!

Il nuovo ministro delle finanze, Brian Lenihan, quello della bank guarantee, ha in mano la situazione per il momento, l'anno scorso a natale gli e' stato diagnosticato un cancro al pancreas e la maggioranza e' moooolto risicata (3 deputati indipendenti che votano con la maggioranza garantiscono che ancora la baracca funzioni, e guarda caso ci sono 3 posti vacanti per cui si dovrebber osvolgere le elezioni e che il governo non vuole assolutamente fare, perche' le perderebbe tutte e tre). Insomma, il budget di quest'anno lo fa Leni, l'anno prossimo chissa'. Fatto sta che la novita' di questa settimana (qui ogni settimana ce n'e' una nuova :D) e' che il ministro presentera' un piano vincolante di tagli che durera' 4 anni e a cui, pare, saranno vincolati anche i governi ceh seguiranno. Le elezioni anticipate il prossimo anno sono quasi sicure, ammeno di sconvolgimenti, altrimenti il termine della legislatura e' nel 2012.

Secondo mi sta stanno confondendo due cose, le scelte politiche che hanno portato al boom irlandese non andrebbero confuse con la commistione di interessi tra Fianna Fail (FF) e il sistema bancario.

Le politiche di tagli alle spese e riduzione delle tasse (principalmente per le imprese) sono della fine degli anni ’80 inizio’90 (iniziate da un una specie di Grosse Coalition con un governo FF appogiato da Fine Gael). Queste politiche hanno portato allo sviluppo, che non è stato solo nei servizi, ma anche nel manufatturiero avanzato, come il farmaceutico dove i risultati sono stati eccezionali (vedere qui) (anche per rispondere a Giuseppe sotto, l’Irlanda non ha costruito il suo boom sul mattone).

Il boom del mattone e le politiche che lo hanno favorito si materializzeranno negli anni 2000, anche se le ‘commistioni’ tra FF e le banche c’erano già alla fine degli anni ’70
(es. from the Moriarty Tribunal findings: Allied Irish Banks settled a million-pound overdraft with Charles Haughey soon after he became Taoiseach in 1979; the tribunal foud that the lenience shown by the banks in this case amounted to an indirect payment by the bank to Haughey

Queste politiche hanno portato allo sviluppo, che non è stato solo nei servizi, ma anche nel manufatturiero avanzato, come il farmaceutico dove i risultati sono stati eccezionali (vedere qui) (anche per rispondere a Giuseppe sotto, l’Irlanda non ha costruito il suo boom sul mattone).

Grazie Giuseppe per aver offerto una parziale risposta a quelle mie domande. I numeri del farmaceutico sono notevoli (43% dell'export nazionale) però ottenuti con poca "manodopera" (24500 persone, di cui 50% laureate, su una forza lavoro di 2,2 milioni, di cui 590000 nell'industria).

Mi sa che avevo scritto un intervento un  po' prolisso e poco chiaro da cui non emerge il mio dubbio di fondo. Dovrei provare a sintetizzarlo e focalizzarlo, solo che non avendo le basi non so cosa è scontato e cosa no. Comunque grazie ancora per il contributo.

Michele, mi secca insistere senza avere le basi economiche nè nuovi dati. Non vorrei assomigliare a quei troll con visione fissa e predefinita, ma ho bisogno di capire. Sta faccenda dell'Irlanda e del suo boom "da manuale" mi dava da pensare anche prima. Oggi, di fronte ai numeri della catastrofe, mi viene spontaneo notare le notizie che sta dando Antonio.

Tanto per sgomberare il campo da fraintendimenti, la mia "sensazione persistente" non ha nulla a che vedere con tasse che debbano essere sopra un certo livello: per me possono anche scomparire o quasi, purché il loro gettito corrisponda rigidamente alla spesa. Sono troppo ignorante di economia per considerare saggio fare deficit ogni anno contando sulla crescita del PIL.

Da ingegnere meccanico che vive e lavora nel giurassico, mi colpisce invece questa cosa, che riprendo dal post di Antonio:

 

Questa era un'economia basata si' sui servizi, non sul settore manifatturiero, ma che comunque generava ricchezza.

Provo a sintetizzare come l'ho capita io e poi provo a dire cosa non mi quadra.

25 anni fa il governo di un paese povero e privo o quasi di attività economiche decide di crescere velocemente. Il piano è:

1) abbasso le tasse sulle imprese e sui redditi, nonché i contributi pensionistici (se l'economia tira, chissenefrega della pensione: verrà fuori dai fondi d'investimento);

2) questo attirerà società estere che faranno partire l'economia (stipendi in crescita, gente che ha bisogno di case, ecc.);

3) le società estere avranno bisogno di skilled workers che non abbiamo pronti qui, quindi rendiamo facile l'importazione di skills: ovviamente arricchiranno il paese.

Una cosa che vorrei capire è:

volevano davvero sviluppare un'economia basata solo o quasi sui servizi (finanziari e amministrativi) e sull'edilizia, o queste sono unintended consequences di alcuni constraints che non avevano considerato?

Quello che non mi quadra è:

1) i lavoratori che si spostano da un paese all'altro temo siano in assoluta maggioranza di 2 tipi: totally unskilled, che non avevano speranze nel paese d'origine, oppure laureati con buone conoscenze della lingua del paese d'adozione. Il tipico caporeparto, il diplomato che conosce tutti i trucchi per rendere scorrevole l'attività produttiva di un'azienda manifatturiera e tutti gli operai svegli, dotati di quell'etica del lavoro che ti rende orgoglioso del problema risolto e quindi te lo fa risolvere spontaneamente evitando all'azienda figuracce con i clienti, di solito parlano solo la loro lingua, non hanno nessuna difficoltà a trovare lavori ben remunerati a due passi da casa, hanno mogli che lavorano e che quindi resistono a un eventuale trasferimento, hanno amici e figli in età scolare, dato che di solito hanno iniziato a lavorare a 14-19 anni e si sono sposati presto. In altre parole, non puoi importare quel tipo di personale che ti consente di piantare da zero un'industria manifatturiera degna di questo nome (ovviamente non considero industrie da 125 dollari al mese, come in Cina), a meno che non ti ci metti d'impegno come C.M. Cipolla diceva avesse fatto il re di Svezia per impiantare la produzione di cannoni nel suo paese tra il '500 e il '600...

2) L'unico (?) prodotto che non puoi importare sono i terreni e uno dei lavori meno skilled del mondo è ovunque l'edilizia. Ergo, se iniziano a girare i soldi in un paese pieno soprattutto di lavoratori unskilled (si dice che fossero poveri e quindi assumo che fossero unskilled), il mercato che si sviluppa è quello immobiliare, per mancanza di alternative (vale anche per la Spagna?). Se inizio ad avere decine di società finanziarie e di headquarters di multinazionali, imbottite di giovani MBA stranieri strapagati per convincerli a trasferirsi nella allora povera e periferica Irlanda, avrò un boom di acquisti di merci importate (per mancanza di alternative, oltre che per legittime preferenze di scelta) e di case. I locali sapranno solo (o quasi) costruire case e aprire negozi e se per un negozio ti serve un minimo di capitale e saper fare almeno le somme, per fare il muratore ti bastano le tue mani. Voilà il boom edilizio. Non credo che fosse un'ossessione. Mi sembra piuttosto l'unico modo, a parte aprire un negozio di televisori giapponesi o di Mercedes, che avesse l'irlandese medio per partecipare al banchetto e naturalmente ha partecipato (sia come cuoco che come commensale).

Dal 2003-2004 in poi, col picco raggiunto nel 2006, l'OSSESSIONE e' diventata il settore edilizio, costruire case e comprare, sia da parte di coloro che le case le dovevano abitare (Sei giovane? ti facciamo un mutuo di quarant'anni, anche al 120% non preoccuparti) ma soprattutto nei confronti di quelli che le case le dovevano costruire, i builder per intenderci, diventati simboli del self-made man che non solo compravano terreni a prezzi esorbitanti a dublino, ma si spingevano persino a Londra e in altri paesi

Non è che le vituperate banche prestassero soldi a queste categorie per la semplice ragione che c'erano pochi Marchi Esposito o pochi Franchi Bocchini a chiedergli soldi per altri tipi di industrie, magari un po' meno soggette a mode? E magari quei pochi Marc O'Sposit e Frank B. O'Kinney che ogni tanto mostravano un business plan sensato, poi fallivano per mancanza di maestranze all'altezza rendendo addirittura unfashionable l'attività manifatturiera, vista la relativa facilità di successo dell'edilizia?

La crescita, comunque, era reale. Basta andare in Irlanda oggi ed esserci andati 25 anni fa. Due galassie diverse.

Ti credo. Immagino che l'Irlanda di oggi sia piena di case, alberghi, strade, Mercedes, Armani, Vuitton e magari nei bar si beve più cognac che Jameson.

Potrei dire che spero per loro che non si vedano le distese di orrendi capannoncini a cui siamo abituati noi qui in Veneto, ma che vedi anche in molte zone della Germania o della Francia o dell'Olanda. E' vero che in Francia e in Olanda molti di quei capannoncini sono magazzini di aziende commerciali e da fuori non è sempre facile distinguerli da quelli dove si produce, ma comunque ci sono anche le fabbriche. In Irlanda quante ne hanno?

A parte case e alberghi, quanto di quello che si vede è pagato da valore aggiunto e skills irlandesi? E' sufficiente attrarre denaro pari al quadruplo del PIL e migliaia di giovani MBA che comprano case e mantengono qualche migliaio di commercianti di prodotti tedeschi, italiani e francesi, per aumentare permanentemente il reddito della popolazione del quadruplo (dal 60% al 125% di quello Italiano, lo considero il quadruplo del minimo ragionevole che si potesse fare)?

E' proprio una coincidenza? Quadruplo il reddito e quadruplo il debito estero?

A mio avviso dovrebbero lasciare che le banche, e chi a tali banche presto' stupidamente tanti soldi, vadano a pancia all'aria, e amen.

Ma i correntisti irlandesi cosa rischiano in tutto questo? Non perderebbero una grossa fetta dei risparmi fatti negli ultimi 20 anni? Cioè, la scelta non sta tra il "salvataggio" dei risparmi attuali (con il debito pubblico con la funzione di "ombrello", certo senza nessuna certezza di evitare un default alla greca) rispetto alla certezza della loro polverizzazione?

Inoltre, la perdita dei risparmi quali conseguenze porterà sulla domanda interna?

Infine, avendo l'Irlanda un deficit corrente di circa il 6% del Pil, le politiche restrittive (future) del governo (per riequilibrare un po' i conti esteri) non porteranno comunque ad una diminuzione dei redditi reali dei cittadini irlandesi (non dico che torneranno come 25 anni fa, ma come 5 o 10 di sicuro)?

 

La politica economica irlandese degli ultimi 20 anni è stata un successo senza pari: da paese tra i piu' poveri d'Europa è diventato (secondo la WB) per reddito procapite a PPP piu' ricco della Svizzera

Cio' che ha ucciso il sistema bancario irlandese è stata la dissennata politica monetaria della BCE. Tassi manipolati al ribasso per così lungo termine hanno evidentemente generato bolle tanto piu' pericolose quanto maggiore era il dinamismo del paese 

L'euro e l'accesso a funding praticamente *illimitato* ha contribuito a gonfiare la bolla, ma a Dublino ci sono state una serie di negligenze da parte della governance: il financial regulator sostanzialmente inesistente, una central bank poco  indipendente, e cosi' via.

Del resto tutti i paesi della zona euro avevano accesso a dei fondi illimitati, solo che la maggior parte delle banche e degli stati operavano in un contesto in cui c'era si' poca regulation ma di sicuro piu' dell'irlanda.

E chi osava criticare? Con quel GDP, con quei tassi di crescita? Come fai a dire che e' sbagliato? (giusto per portarvi nell'atmosfera del 2006 :D)

Prima lo stato tramite una sua agenzia (la banca centrale) "fallisce" sopprimendo un prezzo poi "fallisce" nuovamente per non aver saputo fronteggiare le conseguenze.

Io noterei comunque che tutti quegli incentivi dello stato al settore immobiliare avrebbero avuto vita cortissima e effetti limitati in assenza di quella politica monetaria e anche ora tutti questi salvataggi sarebbero impossibili senza una BCE che ha raddoppiato la sua dimensione e mantiene i tassi ai minimi di sempre.

Io noterei comunque che tutti quegli incentivi dello stato al settore immobiliare avrebbero avuto vita cortissima e effetti limitati in assenza di quella politica monetaria e anche ora tutti questi salvataggi sarebbero impossibili senza una BCE che ha raddoppiato la sua dimensione e mantiene i tassi ai minimi di sempre.

Anche senza intervenire sui tassi d'interesse, non sarebbe bastato imporre un limite alla percentuale di costo di un immobile che puo essere finanziato da un mutuo (Loan-to-Value ratio)? E' una cosa che si fa di routine qui in Asia in periodi di bolle immobiliari. Anche se non calmiera i prezzi, almeno minimizza il rischio che lo scoppio della bolla crei una crisi finanziaria: nessuna banca in Hong Kong ando' fallita tra il 1997 e il 2004, quando i prezzi degli immobili scesero del 70%.

Un problema serio dell'Irlanda negli ultimi decenni e' stato che i costruttori immobiliari avevano un'immensa influenza sul Fianna Fáil, e Anglo Irish in particolare era il primo finanziatore dei costruttori. L'espansione del credito e' stata sicuramente eccessiva e, come da manuale, ha indotto un'asset bubble che col suo scoppio ha causato una crisi finanziaria: ma di questo ci sono responsabili molto piu' vicini a casa della BCE.

Non ti sembra che il LTV sarebbe automaticamente imposto in un regime di tassi liberi? A parte che la bolla ammesso che il LTV sia efficace si sposterebbe probabilmente a un altro settore e imporrebbe altri interventi (ammesso che sia riconoscibile)

Mi sa che siamo sempre alle solite: per sopperire a un fallimento di stato (soppressione di un prezzo) se ne aggiunge un altro (invenzione dell LTV). Poi ne seguono necessariamente ancora altri: salvataggi indiscriminati, tassi ancora piu' bassi, altre bolle, etc 

Tassi liberi sono incompatibili con le funzioni di una moderna banca centrale. Da nostalgico del Gold Standard posso anche essere d'accordo con te, ma se vogliamo essere realisti mi pare che le possibilita' di cambiare l'attuale sistema in tale direzione sino trascurabili, non foss'altro per ragioni politiche: in regimi di suffragio universale, viene sempre eletto il governo che promette di "fare qualcosa" per risolvere le crisi (quando non anche massimizzare l'occupazione, come richiesto per statuto alla Federal Reserve).

Sono d'accordo: le bnche centrali sono organismi politici nelle mani di politici e nulla piu' (...probabilmente ben peggio di questo) nè penso che la credulità del popolino possa essere eliminata nello spazio di una notte. E' invece una battaglia intellettuale: molti economisti scrivono su questi thread. Potrebbe essere loro compito iniziarla sistematicamente e evidenziare per esempio il ruolo altamente destabilizzante del loro operato oltre la gigentesca redistribuzione di risorse che determinano a favore dei ceti piu' vicini al potere politico e al settore bancario commerciale