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Too big to fail

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Michele, mi secca insistere senza avere le basi economiche nè nuovi dati. Non vorrei assomigliare a quei troll con visione fissa e predefinita, ma ho bisogno di capire. Sta faccenda dell'Irlanda e del suo boom "da manuale" mi dava da pensare anche prima. Oggi, di fronte ai numeri della catastrofe, mi viene spontaneo notare le notizie che sta dando Antonio.

Tanto per sgomberare il campo da fraintendimenti, la mia "sensazione persistente" non ha nulla a che vedere con tasse che debbano essere sopra un certo livello: per me possono anche scomparire o quasi, purché il loro gettito corrisponda rigidamente alla spesa. Sono troppo ignorante di economia per considerare saggio fare deficit ogni anno contando sulla crescita del PIL.

Da ingegnere meccanico che vive e lavora nel giurassico, mi colpisce invece questa cosa, che riprendo dal post di Antonio:

 

Questa era un'economia basata si' sui servizi, non sul settore manifatturiero, ma che comunque generava ricchezza.

Provo a sintetizzare come l'ho capita io e poi provo a dire cosa non mi quadra.

25 anni fa il governo di un paese povero e privo o quasi di attività economiche decide di crescere velocemente. Il piano è:

1) abbasso le tasse sulle imprese e sui redditi, nonché i contributi pensionistici (se l'economia tira, chissenefrega della pensione: verrà fuori dai fondi d'investimento);

2) questo attirerà società estere che faranno partire l'economia (stipendi in crescita, gente che ha bisogno di case, ecc.);

3) le società estere avranno bisogno di skilled workers che non abbiamo pronti qui, quindi rendiamo facile l'importazione di skills: ovviamente arricchiranno il paese.

Una cosa che vorrei capire è:

volevano davvero sviluppare un'economia basata solo o quasi sui servizi (finanziari e amministrativi) e sull'edilizia, o queste sono unintended consequences di alcuni constraints che non avevano considerato?

Quello che non mi quadra è:

1) i lavoratori che si spostano da un paese all'altro temo siano in assoluta maggioranza di 2 tipi: totally unskilled, che non avevano speranze nel paese d'origine, oppure laureati con buone conoscenze della lingua del paese d'adozione. Il tipico caporeparto, il diplomato che conosce tutti i trucchi per rendere scorrevole l'attività produttiva di un'azienda manifatturiera e tutti gli operai svegli, dotati di quell'etica del lavoro che ti rende orgoglioso del problema risolto e quindi te lo fa risolvere spontaneamente evitando all'azienda figuracce con i clienti, di solito parlano solo la loro lingua, non hanno nessuna difficoltà a trovare lavori ben remunerati a due passi da casa, hanno mogli che lavorano e che quindi resistono a un eventuale trasferimento, hanno amici e figli in età scolare, dato che di solito hanno iniziato a lavorare a 14-19 anni e si sono sposati presto. In altre parole, non puoi importare quel tipo di personale che ti consente di piantare da zero un'industria manifatturiera degna di questo nome (ovviamente non considero industrie da 125 dollari al mese, come in Cina), a meno che non ti ci metti d'impegno come C.M. Cipolla diceva avesse fatto il re di Svezia per impiantare la produzione di cannoni nel suo paese tra il '500 e il '600...

2) L'unico (?) prodotto che non puoi importare sono i terreni e uno dei lavori meno skilled del mondo è ovunque l'edilizia. Ergo, se iniziano a girare i soldi in un paese pieno soprattutto di lavoratori unskilled (si dice che fossero poveri e quindi assumo che fossero unskilled), il mercato che si sviluppa è quello immobiliare, per mancanza di alternative (vale anche per la Spagna?). Se inizio ad avere decine di società finanziarie e di headquarters di multinazionali, imbottite di giovani MBA stranieri strapagati per convincerli a trasferirsi nella allora povera e periferica Irlanda, avrò un boom di acquisti di merci importate (per mancanza di alternative, oltre che per legittime preferenze di scelta) e di case. I locali sapranno solo (o quasi) costruire case e aprire negozi e se per un negozio ti serve un minimo di capitale e saper fare almeno le somme, per fare il muratore ti bastano le tue mani. Voilà il boom edilizio. Non credo che fosse un'ossessione. Mi sembra piuttosto l'unico modo, a parte aprire un negozio di televisori giapponesi o di Mercedes, che avesse l'irlandese medio per partecipare al banchetto e naturalmente ha partecipato (sia come cuoco che come commensale).

Dal 2003-2004 in poi, col picco raggiunto nel 2006, l'OSSESSIONE e' diventata il settore edilizio, costruire case e comprare, sia da parte di coloro che le case le dovevano abitare (Sei giovane? ti facciamo un mutuo di quarant'anni, anche al 120% non preoccuparti) ma soprattutto nei confronti di quelli che le case le dovevano costruire, i builder per intenderci, diventati simboli del self-made man che non solo compravano terreni a prezzi esorbitanti a dublino, ma si spingevano persino a Londra e in altri paesi

Non è che le vituperate banche prestassero soldi a queste categorie per la semplice ragione che c'erano pochi Marchi Esposito o pochi Franchi Bocchini a chiedergli soldi per altri tipi di industrie, magari un po' meno soggette a mode? E magari quei pochi Marc O'Sposit e Frank B. O'Kinney che ogni tanto mostravano un business plan sensato, poi fallivano per mancanza di maestranze all'altezza rendendo addirittura unfashionable l'attività manifatturiera, vista la relativa facilità di successo dell'edilizia?

La crescita, comunque, era reale. Basta andare in Irlanda oggi ed esserci andati 25 anni fa. Due galassie diverse.

Ti credo. Immagino che l'Irlanda di oggi sia piena di case, alberghi, strade, Mercedes, Armani, Vuitton e magari nei bar si beve più cognac che Jameson.

Potrei dire che spero per loro che non si vedano le distese di orrendi capannoncini a cui siamo abituati noi qui in Veneto, ma che vedi anche in molte zone della Germania o della Francia o dell'Olanda. E' vero che in Francia e in Olanda molti di quei capannoncini sono magazzini di aziende commerciali e da fuori non è sempre facile distinguerli da quelli dove si produce, ma comunque ci sono anche le fabbriche. In Irlanda quante ne hanno?

A parte case e alberghi, quanto di quello che si vede è pagato da valore aggiunto e skills irlandesi? E' sufficiente attrarre denaro pari al quadruplo del PIL e migliaia di giovani MBA che comprano case e mantengono qualche migliaio di commercianti di prodotti tedeschi, italiani e francesi, per aumentare permanentemente il reddito della popolazione del quadruplo (dal 60% al 125% di quello Italiano, lo considero il quadruplo del minimo ragionevole che si potesse fare)?

E' proprio una coincidenza? Quadruplo il reddito e quadruplo il debito estero?