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Processo alla Meritocrazia

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secondo me questo thread e' parecchio off-topic: quelle parabole parlano del regno di dio e non del regno degli uomini.  cioe' non parlano di come debba essere organizzata la societa' (ne' di come la si debba concepire) ma di come "pensa" il dio di gesu'.  se uno non ci crede dovrebbe ignorare il tutto. se uno ci crede dovrebbe resistere la tentazione di utilizzarle a scopo normativo o anche solo per filosofeggiare sulla societa' e sull'economia.

Non sono per niente d'accordo ma visto che sei tu che sei il padrone del topic, posso adeguarmi.

Prima pero' mi spiego. Il concetto della parabola è di fare un esempio semplice per far capire qualche cosa di piu' complesso. Su fa un esempio nella realtà, per illustrare qualche cosa che vale nel regno dei cieli. Ma facendo questo si afferma una doppia verità, che non puo' contraddirsi. Non si puo' pretendere che la parabola valga SOLO nel regno dei cieli, mentre nella realtà terrena la morale dovrebbe essere del tutto diversa, se non opposta. La parabola quindi ha certo grado di universalità (cosi' in cielo, cosi' in terra!). Poi chiaramente chi, per ateismo o agnosticismo, non prende in considerazione il comportamento dell'aldilà, ha comunque uno spunto di riflessione per l'aldiqua.

Francesco

visto che sei tu che sei il padrone del topic, posso adeguarmi.

per carita' (per restare in tema :-)), qui non ci sono padroni.  la mia era un'opinione, non il tentativo di soffocare il thread.

Non si puo' pretendere che la parabola valga SOLO nel regno dei cieli, mentre nella realtà terrena la morale dovrebbe essere del tutto diversa, se non opposta. La parabola quindi ha certo grado di universalità (cosi' in cielo, cosi' in terra!).

vado a memoria, ma credo che il concilio vaticano secondo, rispolverando il concetto della "autonomia delle realta' terrene" abbia detto che e' proprio cosi'.  "come in cielo cosi' in terra" non vuol dire che si devono impiantare in terra le istituzioni che uno crede ci siano in cielo.

che poi anche questa intuizione del concilio vaticano secondo (che se generalizzata disinnescherenne qualunque integralismo religioso) sia calpestata quotidianamente nella chiesa cattolica e' un'altra storia.

Da ignorantone non credo che l'autonomia delle realtà temporali del Concilio Vaticano II sia da applicare anche alle parabole ma solo alle cose create.

Comunque concordo che lo scopo delle parabole sia far intendere il "regno dei cieli" agli uomini e sia quindi sbagliato intenderle letteralmente (come, scherzosamente, ho fatto nel mio commento precedente).

Allo stesso tempo non ha torto Francesco perchè alcune parabole contengono insegnamenti per la vita terrena (ad esempio la parabola citata che, facendo intendere come nel regno dei cieli sia premiato chi sviluppa il talento donato, lascia pensare che il merito sia apprezzato tout court)

Allo stesso tempo non ha torto Francesco perchè alcune parabole contengono insegnamenti per la vita terrena (ad esempio la parabola citata che, facendo intendere come nel regno dei cieli sia premiato chi sviluppa il talento donato, lascia pensare che il merito sia apprezzato tout court)

Appunto, come pensare che una parabola evangelica voglia contemporaneamente apprezzare il merito in cielo e disprezzarlo in terra? Poi chiaramente in se' la parabola non è un motivo in piu' o in meno per essere a favore del merito. Solo indica come la cultura religiosa dovrebbe, a ben vedere, considerare positivamente il merito. Se vuole essere coerente con il suo credo.Se poi la coerenza, come spesso accade, viene messa in soffitta, questa è altra storia.

Francesco