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Processo alla Meritocrazia

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Mi hai fatto anche sorgere una riflessione (spero non OT): quanto in Italia sappiamo riconoscere il merito quando lo vediamo?

La riflessione nasce dal fatto che, nei casi dove effettivamente qualcuno ottiene risultati grazie ai suoi meriti, la reazione (dettata forse dall'invidia, forse dall'abitudine al familismo amorale) è spesso di dubbio: chissà chi l'ha raccomandato, chissà a chi la data, l'avrà aiutato suo papà ecc e successivamente di rifiuto.

Mi domando questi giovani, che a parole gradiscono la meritocrazia, come reagiranno nei fatti quando il loro collega prenderà un premio più consistente perchè più meritevole ? Accetteranno la cosa o lamentandosi preferiranno tornare ad un sistema più egalitario?

Mi hai fatto anche sorgere una riflessione (spero non OT): quanto in Italia sappiamo riconoscere il merito quando lo vediamo?

Più che altro io penso che dobbiamo smettere di pensare ( e agire di conseguenza) che ogni cosa si misuri per confronto e non per valore assoluto.

Allora forse sapremo meglio riconoscere la qualità e premiare/gratificare quelli meritevoli e non i meno peggio.

Nella vita di tutti i giorni dei vari uffici statali e parastatali (ma anche in tante aziende private)? Credo che la tua sia un'utopia.

Ho letto che in Francia chi chiede l'elemosina con il bimbo in braccio "guadagna" il doppio rispetto a chi non l'ha, questo stimola lo sfruttamento e pensare che la gente non si pieghi a questo è abbastanza utopistico.

Ciononstante io applico il mio schema da quando vado a prendere un capuccino a quando vado a votare, questo mi permette di gratificare chi fa un buon capuccino e di non bere quello che fa schifo  meno di un altro.

Purtroppo con il voto non ottengo altrettanti risultati per ovvi motivi, però almeno subisco il danno e non la beffa!