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Processo alla Meritocrazia

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Bene, sono contento di sapere che quello che ho sempre intuitivamente pensato abbia un fondamento teorico! Per la valutazione dei professori all'Università, per esempio, secondo me non c'è altra strada che ragionare gerarchicamente.

Il mio commento, però, era sul fatto che dire che "dividere le risorse meritocraticamente non ha costo, ed equamente sì" potrebbe essere fuorviante, e che la realtà è parecchio più complessa (purtroppo). Cioè, il costo "totale" dovrebbe includere la mancata produttività, e quindi il fatto che se dividi equamente, indipendentemente dal risultato, alla fine hai meno di 10 da dividere; mentre se dividi meritocraticamente, hai sì un costo di "misurazione", ma anche maggior produttività, e quindi alla fine hai più di 10 da dividere. Quanto di più, dipende da un sacco di cose, e quindi la scelta potrebbe non essere automatica. Ho ragionato correttamente?

Fatemi buttare un altro sasso nello stagno: che ne pensate dell'articolo italiano che ha vinto il  premio IgNobel? Praticamente, sembra che questi ricercatori avrebbero dimostrato che all'interno di un'organizzazione promuovere la gente a caso sarebbe preferibile a utilizzare metodi meritocratici. Ecco il link all'articolo:

http://arxiv.org/abs/0907.0455

Un po' inquietante? :)