Titolo

Processo alla Meritocrazia

2 commenti (espandi tutti)

Meritocrazia e mobilità sociale?

Nel famigerato The Bell Curve, Murray faceva notare come l' IQ fosse un buon predittore della distribuzione dei redditi negli USA. E non si puo' dire che l' IQ non abbia qualcosa a che fare con le abilità.

Ma l' IQ è in buona parte ereditario (lasciamo perdere l' effetto Flynn e le sue lentezze). Cio' significa che a lungo andare potrebbe venire a crearsi un' "elite cognitiva" piuttosto stabile; è il motivo per cui i pionieri degli studi in tema di società meritocratica hanno abbandonato il loro sogno.

D' altronde la mobilità sociale USA non si discosta granchè da quella europea (anche se molti interpretano questo fatto sottolineando l' improduttività delle politiche sociali europee). Sarebbe interessante sapere da quando si registra questo fenomeno poichè nella conferenza viene interpretato come un segno di mancanza di meritocrazia nella società USA ma potrebbe invece trattarsi proprio di una stabilizzazione d' elite cognitiva.

elite cognitiva, è un problema? quando diciamo "diamo borse di studio ai bambini bravi poveri così gli diamo la possibilità di andare avanti" non è un'elite cognitiva che spingiamo? E' un pò la stessa cosa della massimizzazione del risultato, perché nell'equazione risultato=abilità x altro l'incremento marginale del risultato rispetto ad 'altro' è più alto quando l'abilità è alta, e presumibilmente quando 'altro' è basso. 

L'ereditarietà esiste, ma esiste anche la variabilità. C'è Einstein figlio di non-Einstein, e ci sono figli di papà coglioni. Il problema, in questi giorni di nobel in fisica e chimica mi torna sempre in mente, è se l'IQ un giorno si potrà comprare. Allora sì che saranno cazzi. La ricerca in questi campi è già cominciata, ci si tranquillizza pensando che siamo ancora lontani...