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Processo alla Meritocrazia

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Ma se il giudice era (il pokerista) Adinolfi era facile vincere!

Se il merito si forma socialmente non si capisce perché debba essere premiato individualmente. Se invece deriva da un talento individuale innato non si capisce quale merito ci sarebbe nel possederlo.

Al che domandi ad Adinolfi: "ma giochi a poker perché è meritocratico oppure perché è solo fortuna?"

E la parentesi pokeristica non finisce qui! Sul velo di ignoranza..

Un criterio è quello che ha descritto Aldo nel suo post e al quale rimando per i dettagli: il velo di ignoranza. Riprendo il caso descritto di Aldo: ci sono due persone al mondo, tu e un'altra; quale distribuzione del reddito preferisci non sapendo cosa ti toccherà in sorte? Ad esempio:

(2,8) oppure (5,5)?

In questo caso tutti o quasi scegliamo (5,5) perché siamo tutti o quasi avversi al rischio: in questo caso non ci piace l'idea di finire con 2 quando possiamo ottenere 5 con certezza. Se la distribuzione (2,8) riflette differenze di abilità, impegno e il resto, stiamo dicendo che con questi payoffs non ci piace, dietro il velo, un sistema meritocratico.

Qui Adinolfi capiva meglio un esempio del tipo: "Hai coppia di nove e vai all in, uno ti chiama. Speri che abbia una coppia (e la coppia più alta ha l'80% di vincere) oppure due figure (e siamo 50 e 50)?

Perdona il divertissement pokeristico :-) ma tra parabole e off topic non ho resistito.

 

C'è un errore. L'Adinolfi pokerista è Mario. Quello che ha moderato il dibattito è Massimo.

Si, Massimo Adinolfi fa il filosofo e non il pokerista! Magari gioca a poker la sera, non lo so, ma durante l'orario di lavoro insegna filosofia teoretica a Cassino. Quella che ha espresso e' una posizione ben nota della filosofia di Rawls e dei rawlsiani.

Non ti sapevo esperto di Texas hold'em, sandro. 

In verita' sarebbe interessante capire in che senso (Rustichini & al.) mostrino di aver un'impressione empirica che mostri che la maggioranza delle persone sono sensatamente "Rawlsiani" (vale a dire

1. avversi al pericolo

e

2. avversi al pericolo al punto di scegliere che l'eliminazione del rischio di esser poveri e' cosi' alta da dover impedire a molti/qualcuno/una minoranza [che non puo' esser minuscola perche' per finanziare tutti i poveru bisogna aver abbastanza ricchi] di far piu' soldi

 

 

Che qui:

http://azioneparallela.splinder.com/post/23402333/ricusato-con-pieno-merito

fa alcune considerazioni, che possono anche non essere condivise, ma abbastanza sensate.

Attendo con ansia che ce ne chiarisca la sensatezza.

A me sembrano solo giri di parole.

Cosa intende dire di "fattibile"?

P.S. E che non arrivi l'astuto a chiedermi di definirgli "fattibile".

My bad! Probabilmente Mario era a buttare soldi all'EPT di Londra :-)