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Vennero per gli zingari e non ero zingaro

21 commenti (espandi tutti)

These are dark-skinned people

1 attimo non ha detto 1 colossale castroneria..l'etnia  Rom,  non è l'abbreviativo di Romeni , ma sono gitani o zingari che dirsivoglia,  pare provenissero dall'india e quindi sicuramente di pelle non bianca magari non proprio dark ma nemmeno all white

noi confondiamo e classifichiamo e li infiliamo tutti sotto lo stesso sostantivo

è cmq un popolo che non si crea problemi ma crea problemi e da sempre si cerca di allontanarli  

la religione è x loro un mezzo di integrazione, quindi se si trovano in un paese cattolico quella sarà e così via

Anche mio zio quando torna dalle vacanze ha la pelle piuttosto scura. E lui e' brianzolo.

Scherzi a parte, i Rom sono di origine indoeuropea e parlano una lingua indoeuropea. Insomma, sono ariani, se vogliamo usare queste classificazioni un po' pruriginose.

I nazisti lo sapevano e dovettero arrampicarsi sugli specchi mica male per giustificarne l'eliminazione (http://en.wikipedia.org/wiki/Porajmos, in particolare al paragrafo "Aryan racial purity").

Il punto non e' se abbiano la pelle piu' o meno olivastra. L'affermazione assolutamente inaccettabile e' identificare la cittadinanza europea con il colore della pelle. Questi sono cittadini europei da piu' di 5 secoli, quanto te e me. Punto.

Ovvio, ovvio. Sono completamente d'accordo.

Anzi, una loro deportazione su base etnica e non individuale (espulsione di cittadini extracomunitari per reati commessi) dovrebbe essere inaccettabile a prescindere dalla loro nazionalita'.

 

Chi se ne frega se hanno la pelle chiara, scura, a scacchi o a pois? Già il fatto che siano o meno cittadini europei mi pare di scarsa rilevanza: contano solo i comportamenti individuali ed il law enforcement.

De Corato non è in grado di far rispettare la legge e reagisce da fascista qual'è.

Milano ha un sacco di problemi con i Rom di certi campi: se si propone di sgombrarli per ragioni di ordine pubblico non ho nulla da ridire, ma l' etnia degli occupanti non c'entra.

Qualcuno osservava che sono una percentuale infima della popolazione: vista la distribuzione restano un problema serio per chi vive vicino ai campi,ma questo dovrebbe implicare che controllarne i comportamenti non dovrebbe essere un gran problema per le forze dell' ordine.

Integro la stima.

ci sono circa 150000 tra rom sinti ecc. in Italia che fa lo 0.25% della popolazione.

Anche ammettendo che siano tutti ladri e stranieri, lo 0.25% della popolazione è un'emergenza nazionale?

Siamo seri.

Dichiarazioni come quelle di De Corato, dovrebbero allarmare molto di più chi ha a cuore la salute della democrazia.

 

ci sono circa 150000 tra rom sinti ecc. in Italia che fa lo 0.25% della popolazione.

Anche ammettendo che siano tutti ladri e stranieri, lo 0.25% della popolazione è un'emergenza nazionale?

Secondo P.Ginsbor gli affiliati alla criminalita' organizzata sono ~0.10% dei residenti in Sicilia, 0.17% in Campania, 0.33% in Calabria.  Mi sembra che creino non pochi problemi.  Certo gli affiliati della criminalita' organizzata hanno collaborazione da un numero non trascurabile di parenti e collaboratori esterni, ma non mi sembra che lo 0.25% sia trascurabile.

Stai dicendo che i furti scippi et similia praticati dai rom sono equiparabili alla minaccia portata dalle mafie organizzate?

Perfetto, questa mi mancava.

Ps: il xii rapporto sos impresa stima per le mafie un fatturato di 135 mld di euro, quanti furti d'auto ci vogliono per arrivare a questa cifra?

Secondo P.Ginsbor gli affiliati alla criminalita' organizzata sono ~0.10% dei residenti......

Non mi pare un paragone felice. Gli zingari non dispongono di eserciti privati e risorse immense con cui cintrollano un terzo del paese e non so quale percentuale di popolazione. Questo dovrebbe segnare l'imparagonabilità dei due casi.

Il punto di Alberto è che la consistenza numerica in se non prova che non ci sia un' emergenza, ed è valido.

Non ritengo ci sia nessuna emergenza nazionale, solo un certo numero di emergenze locali: come dici tu i delinquenti zingari (a prescindere dal loro numero) sono poco organizzati e non controllano il territorio, ma tendono a concentrarsi nei vari campi, ed il problema di ordine pubblico nelle vicinanze è serio.

il punto di alberto, se l'italiano ha ancora un senso, è che il problema rom è paragonabile al problema mafie.

No, proprio se l'italiano ha un senso, il punto di Alberto è che non è la rlevanza numerica a determinare se siamo in presenza di un problema.

Vale a dire, non è possibile negare che il problema sussista sulla base del fatto che la percentuale di popolazione con determinati comportamenti sia bassa: l'esempio della criminalità organizzata dimostra esattamente il concetto, nel senso che nessuno può ragionevolmente negarne i disastri non ostante il numero degli affiliati sia modestissimo in rapporto al totale dei residenti.

appunto con determinati comportamenti!

i comportamenti che si associano ai rom sono furti scippi degrado urbano non traffico internazionale di droga armi e infliltrazione della politica.

E' come dire che poichè una persona con un mitra può fare una strage allora 5 persone con una fionda sono un grave problema.

Non sono due categorie paragonabili.

Il punto è sono i furti et similia commessi alla peggio dallo 0.25% della popolazione un grave problema di portata nazionale (è ovvio che a livello di quartiere lo è)? la risposta non può che essere negativa.

 

Anche ammettendo che siano tutti ladri e stranieri, lo 0.25% della popolazione è un'emergenza nazionale?

Parlavo di emergenza locale di alcuni quartieri di Milano.Per quella bastano poche centinaia di persone se hanno un tasso di criminalità a due cifre.

Giovanotta di Sorbonne, quando mai, ammesso e non concesso che questi siano abbronzati, l'abbronzatura e' una ragione per deportarli? donne, asini, bambini e capre????

 

 

 

Ginelli et les confreres, almeno siamo d'accordo sugli assiomi fondamentali

se questi sono cittadini, hanno i diritti di tutti i cittadini (siano e no cristiani, siano o no abbronzati)

domanda assai piu' seria: esiste un qualcosa di un po' meno nazista? Marcello nota una cosa seria: molte di queste reazioni da Hans Frank sono dovute alla fallimentare esperienza del gestire e se necessario applicare la legge, che si applica a reati non ad apparteneneze etniche, religiose, etc.

ma chi li deporta....

vorresti proporre 1 suite al Ritz o meglio 1 attico dans le 2 eme

 ma tu ti sei mai trovato a tu x tu con 1 di questi e con 1 coltello alla gola ? credimi che il colore della pella era l'ultimo dei miei pensieri ....ma tutto il resto il primo

Abbiamo cancellato un commento offensivo di un certo ''Gianni Pontremoli'' che a questo punto siamo abbastanza sicuri non sia il vero nome. Ne sono risultati cancellati anche alcuni commenti di risposta; ci scusiamo con gli autori di tali commenti.

Scusate signori redattori, gradirei conoscere la vostra opinione se voi ritenete che il ruolo di uno che scrive un articolo in questo blog sia diverso da quello delle persone che hanno solo il ruolo di commentare.

Grazie

Non sono sicuro di aver capito la domanda. Comnque direi di no: accettiamo articoli da chiunque pur che siano interessanti e/o ben documentati.E l' autore firmi o ci mostri una buona ragione per non farlo.

Poi magari con i collaboratori ed altri commentatori abituali i rapporti personali hanno un certo peso, ma non "uffcialmente" (uso le virgolette perche' qui la parola stesa suona buffa).

Scusami della mia poca chiarezza alla domanda ma non volevo subito dare evidenza a riguardo delle motivazioni all'origine della richiesta, che comunque per me sono abbastanza evidenti.

La mia domanda non ha niente a che fare con i contenuti degli articoli ma sulle modalità di risposta ai commenti dei lettori iscritti, è chiaro che non puoi sapere in anticipo gli atteggiamenti e i criteri di come un nuovo autore reagisce/risponde ai commenti del suo articolo.

Ciò non toglie che io personalmente darei evidenza che la scelta di collaborare tra gli autori non si limita ai paramatri da te indicati ma che si dovrebbero estendere anche alle modalità di risposta ai commenti che dovrebbero rimanere un pelino più alti/empirici/oggettivi e indirizzati a sedare più che ad aizzare.

Avendo esaurito gli attacchi violenti su castronerie che siano vere o espresse in modalità sbagliate, la scuola dove si ha studiato (con tutti gli altri studenti chiaramente) siamo arrivati a criticarne  anche l'ortografia.

Spero che gli autori almeno indichino che le critiche dell'ortografia di qualcun altro non siano tra le finalità di arricchimento culturale che dovrebbero dare questo blog.

Cordialità

è cmq un popolo che non si crea problemi ma crea problemi e da sempre si cerca di allontanarli  

la religione è x loro un mezzo di integrazione, quindi se si trovano in un paese cattolico quella sarà e così via

potrrti documentare quanto asserisci?