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Vennero per gli zingari e non ero zingaro

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Mah. Forse per discuterne bisognerebbe prima conoscere bene la situazione. Gli zingari si vogliono integrare o no? Chi sa rispondere? Forse neanche loro sono tutti d'accordo. Anche se la risposta è positiva, le vie dell'integrazione sono impervie e costose, come qualcuno ha saggiamente notato più sopra (e comunque, Lusiani, la spesa pubblica non è necessariamente demoniaca: se è efficacemente mirata a risolvere un problema sociale è un investimento che evita altri costi più pesanti). Mi sembra comunque l'unica via praticabile alla lunga, anche se non di effetto immediato e visibile. La "soluzione" Di Corato, al di là del razzismo, è risibile: spostarli da qui a lì significa solo passare il problema a qualcun altro. Associare il problema degli zingari a quello dell'immigrazione è fuorviante: intanto molti non sono stranieri, e quelli stranieri venivano tranquillamente anche prima dell'esecrata apertura delle frontiere con la Romania (per inciso: i romeni immigrati regolari odiano i rom molto più degli italiani). Forse il primo passo necessario è insistere sull'istruzione dei bambini, vigilare che la scuola venga frequentata e reprimere seriamente l'accattonaggio infantile. Poi ricordiamoci che si tratta comunque di una frangia di emarginati molto minoritaria che certamente crea problemi, ma non costituisce alcuna "emergenza". Forse sarebbe bene preoccuparsi di più di mafie e camorre, ormai largamente diffuse anche nel nord, quelle sì emergenze vere.