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Vennero per gli zingari e non ero zingaro

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Secondo P.Ginsbor gli affiliati alla criminalita' organizzata sono ~0.10% dei residenti......

Non mi pare un paragone felice. Gli zingari non dispongono di eserciti privati e risorse immense con cui cintrollano un terzo del paese e non so quale percentuale di popolazione. Questo dovrebbe segnare l'imparagonabilità dei due casi.

Il punto di Alberto è che la consistenza numerica in se non prova che non ci sia un' emergenza, ed è valido.

Non ritengo ci sia nessuna emergenza nazionale, solo un certo numero di emergenze locali: come dici tu i delinquenti zingari (a prescindere dal loro numero) sono poco organizzati e non controllano il territorio, ma tendono a concentrarsi nei vari campi, ed il problema di ordine pubblico nelle vicinanze è serio.

il punto di alberto, se l'italiano ha ancora un senso, è che il problema rom è paragonabile al problema mafie.

No, proprio se l'italiano ha un senso, il punto di Alberto è che non è la rlevanza numerica a determinare se siamo in presenza di un problema.

Vale a dire, non è possibile negare che il problema sussista sulla base del fatto che la percentuale di popolazione con determinati comportamenti sia bassa: l'esempio della criminalità organizzata dimostra esattamente il concetto, nel senso che nessuno può ragionevolmente negarne i disastri non ostante il numero degli affiliati sia modestissimo in rapporto al totale dei residenti.

appunto con determinati comportamenti!

i comportamenti che si associano ai rom sono furti scippi degrado urbano non traffico internazionale di droga armi e infliltrazione della politica.

E' come dire che poichè una persona con un mitra può fare una strage allora 5 persone con una fionda sono un grave problema.

Non sono due categorie paragonabili.

Il punto è sono i furti et similia commessi alla peggio dallo 0.25% della popolazione un grave problema di portata nazionale (è ovvio che a livello di quartiere lo è)? la risposta non può che essere negativa.