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Vennero per gli zingari e non ero zingaro

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... e questo thread diventa la palestra di quel paio di razzistelli wannabe che qui sopra difendono il loro diritto di disprezzare negri, ebrei ed omosessuali senza doversene vergognare.

(per tacere degli ingegneri milanesi espatriati e razzistelli, che non si vergognano di insultare gli italiani tutti, tengo a ricordare, tentando pure di passare per illuminati progressisti, e rifiutando pervicacemente di comprendere il proprio errore, che non è soltanto quello - invero imperdonabile -di mettere sullo stesso piano borgogna e nebiolo)

(per tacere degli ingegneri milanesi espatriati e razzistelli, che non si vergognano di insultare gli italiani tutti, tengo a ricordare, tentando pure di passare per illuminati progressisti, e rifiutando pervicacemente di comprendere il proprio errore, che non è soltanto quello - invero imperdonabile -di mettere sullo stesso piano borgogna e nebiolo)

1. Finalmente ho capito a chi ti riferivi con l'ingegnere milanese. Guarda che pero' io faccio il fisico, come diavolo ti e' saltato in mente che fossi un ingegnere?

2. I pinot noir borgognoni hanno molti tratti in comune con il nebbiolo piemontese, soprattutto se paragonati con i principali concorrenti regionali a livello nazionale, Bordeaux e Toscana. Vini in purezza, di un carattere molto marcato, coltivati su domain mediamente piu' piccoli dei grandi chateau nobiliari girondini o toscani (la vinicoltura in Borgogna ha una marcata origine circestense, ad esempio). Una grande attenzione alle caratteristiche del suolo. Io sono un grande partigiano dei vini piemontesi per ascendenza familiare (soprattutto di piccoli gioielli dai prezzi accessibili quali Gattinara, Carema e Lessona), ma obtorto collo devo ammettere che le punte di qualita' dei Borgogna sono ancora superiori (cosi' come la valorizzazione commerciale del prodotto).

mi perdoni per l'"ingegnere", frutto di una mia lettura colpevolmente superficiale del suo profilo.

sul Nebiolo dissento: probabilmente le eccellenze del vino francese potrebbero (uso il condizionale perché non ho mai avuto il piacere di provarlo) superare in corposità, purezza, carattere, tessuto il nobilissimo vitigno nostrano, ma in bottiglie di prezzo basso e anche medio/alto (il 90% e più della produzione) il cugino d'oltralpe viene impietosamente stracciato. nulla da obiettare sulla valorizzazione, invece, nella quale i francesi sono ben più abili (altra affermazione razzista?)

Vabbe', allora non ci capiamo proprio. Poi sarei io quello che generalizza. Non stiamo parlando del vino francese in generale. Stiamo discutendo del Pinot Noir prodotto in Borgogna. Per paragonarlo con il nebbiolo, un vitigno altrettanto localizzato. Che ci azzecca il vino francese tutto?

 

mah, non so chi generalizzi.... io forse mi son male espresso, ma intendevo esattamente ciò che ho scritto: il Nebiolo di prezzo basso e medio-alto (il 90% della produzione se non più) piscia in testa al pinot di Borgogna di prezzo basso e medio-alto in ogni aspetto, a mio modestissimo parere. non mi esprimo sui Borgogna di fascia alta perché non ho mai avuto il piacere di assaggiarne, e concedo quindi il beneficio del dubbio. quando potrò fare un paragone, la renderò edotta delle mie conclusioni.

non parlavo di vino francese in generale, anche se è da notare che lo stesso fenomeno si applica agevolmente a tutto il brodiname prodotto oltralpe, sempre imvho: non c'è nulla tra Alpi, Manica, Reno e Pirenei che possa lontanamente avvicinarsi ad un Barbera superiore di Conterno, nulla almeno sotto i 75 euri a bottiglia se non più (contro 20-25), e questo per fare uno solo tra migliaia di esempi. ribadendo la mvho, QUESTA è una generalizzazione agevolmente sostenibile con dati di misura.

Vabbe', e lo dico da grandissimo amante del Nebbiolo, non so se spari piu' castronerie quando si parla del razzismo degli italiani o del vino dei francesi.

Di quest'ultimo (sicuramente mediamente piu' caro del vino nostrano, ma e' una legge di mercato, maggiore la richiesta, maggiore il prezzo) evidentemente non ha capito nulla se si avventura in giudizi talmente tranchant da risultare ridicoli. Si faccia almeno un giro dalle parti di Digione, uno sulla Gironda e qualche puntatina in Linguadoca. Visiti i produttori, ci parli e degusti. Magari si informi anche sulla storia del vino piemontese, e sul debito innegabile che portiamo nei confronti delle tecniche e della cultura del vino francese. Poi magari riusciamo a sostenere una conversazione piu' fruttifera sulle affinita' e le divergenze tra noi ed i vinicultori francesi.

sul Nebiolo dissento: probabilmente le eccellenze del vino francese potrebbero (uso il condizionale perché non ho mai avuto il piacere di provarlo) superare in corposità, purezza, carattere, tessuto il nobilissimo vitigno nostrano, ma in bottiglie di prezzo basso e anche medio/alto (il 90% e più della produzione) il cugino d'oltralpe viene impietosamente stracciato. nulla da obiettare sulla valorizzazione, invece, nella quale i francesi sono ben più abili (altra affermazione razzista?)

Dissento. Ho trovato buoni vini anche a partire da 5 euro, come il Pic Saint-Loup di Linguadoca e vari altri. Certo, nei grandi ipermercati, ma se ne trovano.

Concordo invece sulla capacità di valorizzazione dei francesi. Bravi nel "savoir faire" ma bravissimi nel "faire savoir".