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Fiat iustitia, ruat caelum.

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Il metodo applicato a Roma e’ comunque insensato, come si fa a trascurare questo fatto? Dal lunedi’ al venerdi’ la fascia oraria per la consegna dei rifiuti e’ 5.30 - 10.30 di mattina. Ci sono persone che possono avere difficolta’ se  vincolati in tali orari (basta pensare alle persone che lavorano di notte), persone che possono avere difficolta’ a spostarsi per distanze medie di 100 mt (come gli anziani) e cosi’ via. Nei punti mobili ci lavorano operatori ecologici che rappresentano un costo, che chissa’ perche’ non sono destinati ad attivita’ piu’ produttive nell’ambito della gestione dei rifiuti.  

Un bravo amministratore pubblico dovrebbe garantire almeno:

1)     

La pulizia della citta’

2)     

Disagi minimi ai cittadini

3)     

Costi “concorrenziali” per il servizio

Il servizio di raccolta rifiuti citato in commenti precedenti, relartivo ad altre citta’ europee, tra cui anche Milano, indica una gestione completamente diversa: raccolta all’interno dei condomini (che garantisce maggiore liberta’ per i cittadini ed identificabilita’ di chi non rispetta la differenziazione) e ritiro un paio di volte alla settimana. Garantisce tutti e tre gli obiettivi minimi.

  Il servizio di Roma sicuramente non ha garantito i primi due obiettivi, e probabilmente non garantira’ nemmeno minori costi.  

Criticare l’incivilta’ e’ sicuramente giusto , ma perche’  non considerare anche  la corresponsabilita’ dell’amministrazione pubblica nell’aver creato una situazione cosi’ grottesca? Veramente si puo’ considerare efficace il metodo adottato, ed inattese le pessime conseguenze di tali scelta?

Agli inizi della sperimentazione della raccolta differenziata umido/secco (pressapoco nel 1988) per le prime due settimane occorreva consegnare a mano personalmente i rifiuti: gli addetti verificavano e ti spiegavano cosa avevi sbagliato se i rifiuti non erano conformi.

Moltissimi brontolarono e si lamentarono, come sempre accade quando si è costretti a cambiare abitudini, ma nessuno gettò sacchetti per strada.

Ripeto che sicuramente i comportamenti delle persone non sono stati civili, però, dopo 22 anni (dal 1998 ad oggi) e l'esperienza maturata in tante altre città più avanti nella raccolta differenziata, veramente ritenete sensato il modello di raccolta rifiuti proposto a Roma?